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Roma, il punto sui calciatori in prestito

Tra i tanti problemi che il mondo del calcio deve affrontare in un momento così delicato a livello globale, c’è anche l’eventualità di definire nuove norme per i prestiti dei calciatori in scadenza il prossimo 30 giugno: la data, più ideale che altro, entro cui chiudere le competizioni nazionali e internazionali. Al momento, infatti, appare difficile che il calcio possa ripartire (ammesso che riesca a farlo) in tempo per concludere la stagione entro tale termine. E proprio la questione dei calciatori in prestito tocca molto da vicino la Roma, che, di fatto, ha una sorta di seconda squadra formata da suoi tesserati sparsi per mezza Europa. Tra i quali figurano nomi di un certo spicco, i cui eventuali ritorni o riscatti potrebbero modificare notevolmente le strategie di mercato della società.

Partendo idealmente dalla porta, il primo nome “caldo” è quello di Robin Olsen. Il portiere. Dopo un buon inizio con il Cagliari, nelle ultime settimane di campionato lo svedese era tornato ad accomodarsi in panchina per far spazio a Cragno, ma il suo bilancio in maglia rossoblu resta tutto sommato positivo. Il portiere impaurito e insicuro della scorsa stagione sembra essere tornato ai buoni livelli di un tempo, tanto da destare l’interesse di altre società, oltre allo stesso Cagliari, intenzionate a trattarne l’acquisto. La concorrenza di club come lo Sporting Lisbona, in tal senso, non può che avvantaggiare la Roma, permettendole di strappare un buon prezzo e, quindi, evitare una minusvalenza.

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Passando oltre, piuttosto spinoso risulta invece il caso di Alessandro Florenzi. Scaduto il prestito al Valencia, che difficilmente lo riscatterò, l’ex capitano giallorosso tornerà nella Capitale per ritrovarsi nella stessa situazione di quando l’aveva lasciata: trovare una maglia da titolare per guadagnarsi la convocazione a Euro 2021. Difficilmente potrà riprovarci in giallorosso, quindi lo scenario più probabile è una nuova partenza, magari a titolo definitivo, che consenta a lui di non fermarsi e alla Roma di monetizzare, mettendo a bilancio una plusvalenza piena.

Restando in tema di terzini o presunti tali, a destra c’è anche Rick Karsdorp. L’olandese è in prestito al Feyenoord, il club da cui la Roma l’aveva prelevato quasi tre anni fa e con cui ha ritrovato buona continuità. L’accordo tra la Roma e il club di Rotterdam non prevede opzioni di riscatto, ma si troverà una soluzione che accontenti tutti, magari inserendo uno dei tanti giovani prospetti che militano nel Feyenoord. Un nome su tutti: Luis Sinisterra, ala colombiana classe 1999.

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Il reparto più affollato per quanto riguarda i calciatori della Roma in prestito è però il centrocampo, dove spicca, se non altro per l’altezza, Steven N’Zonzi. La sua cessione al Galatasaray, che prevedeva cifre già fissate per il riscatto, è saltata a dicembre. Il caratterino del Campione del Mondo 2018 l’ha fatto entrare in rotta di collisione con Terim, e il club turco l’ha messo fuori rosa. Così, a gennaio, N’Zonzi è tornato si è accasato al Rennes in prestito secco. Qui, fortunatamente, è tornato a giocare a buoni livelli, prendendosi una maglia da titolare e la leadership dello spogliatoio. In caso di qualificazione in Europa, il club francese potrà tenerlo un’altra stagione esercitando l’opzione di rinnovo del prestito prevista dall’accordo con la Roma, poi si vedrà. Più che risparmiare su un ingaggio pesante, al momento, non si può fare.

Più intricata, invece, è la situazione di Ante Coric. Girato in prestito all’Almeria dopo la scorsa, pessima stagione, il croato sembrava potersi riscattare e, soprattutto, farsi riscattare dal club andaluso. Poi, però, l’ex baby prodigio si è perso di nuovo, finendo ai margini della rosa. Che l’Almeria sborsi i (pochi) milioni necessari a comprarlo sembra piuttosto improbabile, quindi lo rivedremo presto a Trigoria, anche se sicuramente per poco. Il tempo di trovargli un’altra squadra disposta a dargli un’opportunità. 

Chi invece non tornerà in giallorosso è Maxime Gonalons. Dopo il fallimento della scorsa stagione a Siviglia, il mediano è tornato ai livelli di Lione con la maglia del Granada, che sembra intenzionato a riscattarlo pagando i 4 milioni previsti. Appena uno in meno di quanto sborsato da Monchi per portarlo a Roma nel 2017. Altro che “addio Granada, città del sole e dei fior”, con buona pace di Claudio Villa.

Passiamo dunque all’attacco, parlando di un altro calciatore che quasi sicuramente non rivedrà la maglia della Roma. È Gregoire Defrel, tornato al Sassuolo in prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni. L’opzione non è ancora scattata, ma ciò non sembra rappresentare un ostacolo per la permanenza in Emilia del francese classe ‘91. Dalla sua cessione la Roma dovrebbe incassare circa 15 milioni, rientrando quasi interamente della spesa sostenuta nel 2017 e rimpinguando le proprie finanze.

Infine, come ciliegina sulla torta, c’è Patrik Schick. La Roma ha già incassato 4 milioni dal Red Bull Lipsia, che l’ha prelevato in prestito oneroso con opzione di riscatto in caso di qualificazione diretta alla prossima Champions League. Con la maglia dei “tori rossi”, l’attaccante ceco si è ritrovato, infilando buone prestazioni e ben 7 gol. Al momento, con la Bundesliga ferma, il Red Bull Lipsia è al terzo posto in classifica, e dunque in Champions League. Se le cose rimanerranno così, Schick sarà automaticamente riscattato e la Roma incasserà ben 29 milioni. La cessione del ceco fa particolarmente gola perché porterebbe parecchia liquidità nelle casse giallorosse e aumenterebbe lo spazio di manovra sul mercato. Ma per conoscere il destino dei calciatori in prestito e le future mosse della Roma, al momento, non possiamo far altro che attendere gli sviluppi della complessa situazione attuale.

Amo la Roma e l'informazione fatta bene. Per questo vorrei fare bene informazione sulla Roma.

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