Roma

Roma – Juventus, The Departed – Il bene e il male

Settantasette giorni dopo l’ultima volta è di nuovo Roma – Juventus. Al Gillette Stadium di Foxborough alle 22,05 (ore 16,00 locali) va in scena l’ultimo atto della International Champions Cup. La Roma si presenta all’appuntamento con 4 punti in classifica (sconfitta ai rigori col Paris Saint-Germain e vittoria col Tottenham), la Juventus con 3 (sconfitta col Barcellona e vittoria sul PSG). La manifestazione è già vinta dal Barca con 9 punti ma chi se ne frega, Roma – Juve è scintilla, ad ogni latitudine, per motivi che sarebbe stupido ricordare.

Di Francesco ripropone 10/11 della formazione titolare che ha battuto il Tottenham, l’unica novità è rappresentata da Kevin Strootman al posto di Gerson. Alisson tra i pali, difesa composta da Bruno Peres, Fazio, Juan Jesus e Kolarov, De Rossi, Nainggolan e appunto Strootman in mediana, davanti Defrel, Dzeko, Perotti. La Juventus si presenta con Benatia e Rugani centrali di difesa, Marchisio al posto di Khedira e l’attacco titolare della passata stagione, panchina per i nuovi Douglas Costa e Bernardeschi.

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La Roma comincia bene, controlla una partita tutto sommato piatta per 20 minuti. La squadra pressa alto e la difesa non va mai in affanno. Al 7′ Defrel dal vertice destro dell’area di rigore juventina serve sul secondo palo Edin Dzeko che con colpo da karateka di zlataniana memoria fallisce l’occasione per il vantaggio romanista, la palla non è delle più semplici ma forse il tentativo di testa sarebbe stato preferibile. Il tiro di Naninggolan al 10′ e la conclusione, deviata in corner, di Dzeko al 14′ confermano il buon momento dell’undici di Di Francesco. La juve attende ordinata nella propria metà campo senza concedere spazio ma senza graffiare. Col passare dei minuti la Roma cala fisicamente e la squadra si allunga. Al 25′ il primo campanello d’allarme, azione insistita Higuain – Marchisio al limite dell’area giallorossa che porta al tiro Pjanic, palla di poco fuori con Alisson comunque in traiettoria. Al 28′ arriva il vantaggio bianconero: Alex Sandro verticalizza per Mandzukic che taglia alle spalle di Fazio, supera Alisson in uscita e firma lo 0 – 1. La juve si traveste da Roma, trova verticalità, la difesa giallorossa nell’occasione non sà nemmeno di esistere, regala profondità disarmante, Fazio non è Manolas e la frittata è fatta. Al 40′ Perotti viene toccato in area da Benatia, è rigore. Sarebbe. Penalty non concesso e giallo per simulazione. Bene, ci risiamo.

Ad inizio secondo tempo la Roma rientra in campo con Gonalons per De Rossi (non in perfette condizioni fisiche) e Hector Moreno per Juan Jesus. Entreranno anche Pellegrini, Gerson e Under (17′ min), Castan e Tumminello (38′ min). Al 50′ Bruno Peres, dopo una buona azione, libera sulla sinistra Strootman che lascia partire un bolide che spacca la traversa e ridà fiducia. La Roma c’è. Al 58′ però la Juventus ha un’occasione colossale per portarsi sullo 0 – 2, Douglas Costa conclude di sinistro sul secondo palo, respinta non impeccabile di Alisson e tap-in di Higuain sul quale, stavolta, il portiere romanista compie un intervento soprannaturale deviando in angolo. Al 61′ Dzeko tocca appena Chiellini in un contrasto aereo, sceneggiata che ha dell’incredibile, interpretazione fenomenale degna del miglior Matt Demon, mani sul muso per un minuto buono e parapiglia tra i giocatori che si esaurisce con la guarigione del bianconero che si rialza come niente fosse. Miracolato. Al 75′ la Roma si produce in un’azione da manuale, Under dalla destra serve Gerson, imbucata laterale per Kolarov che serve un pallone d’oro a Dzeko smarcatosi a centro area. 1 a 1 e Oscar al bosniaco. I tempi regolamentari terminano in pareggio.

Considerazioni sparse: l’international Champions Cup restituisce una Roma in salute ma ancora lontana dalla squadra che Di Francesco vuole. Le gambe sono un po’ pesanti, come è normale che sia, e i meccanismi offensivi necessitano di oliatura ma la strada intrapresa sembra quella corretta. La difesa va registrata: la linea arretrata giallorossa tende a difendere alta e l’assenza di Manolas (infortunio alla spalla) risulta pesantissima. Kolarov è un acquisto da benedire (Emerson ha tempo di tornare con tutta calma). Bruno Peres in crescita e segnali positivi anche da Gerson. De Rossi, Nainggolan e Strootman si sono aggregati da poco e hanno bisogno di tempo per raggiungere una condizione fisica apprezzabile. Defrel per ora si è distinto più per ripiegamenti difensivi che efficacia in attacco. Iturbe resta Iturbe.

Si decide tutto dal dischetto (decisivo l’errore di Tumminello. Peraltro neanche un brutto rigore). 5 – 6 dopo i calci di rigore. Come da copione.

27 novembre 1994. Sono un moccioso. Mi ritrovo davanti alla tv. Lazio - Roma. Dopo 2' Balbo, la strada da seguire appare chiara. Il calcio è cambiato ma ancora oggi guardo le partite della Roma con gli occhi del ragazzino che 23 anni fa si emozionava per la prima volta guardando una partita di calcio, senza sapere perchè. Daje Roma

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