Roma – Lazio i derby più belli

Derby: la partita per antonomasia. Adrenalina, suspance ed altalena di emozioni la fanno da padroni in quei maledetti 90 minuti in cui è più importante non perdere che vincere, i quali tante volte hanno condizionato un’intera stagione sportiva.
Innumerevoli ne sono stati giocati, altri non sono stati disputati, non per colpa nostra. Tra questi, alcuni rimangono indelebili nelle nostre menti.

11 Aprile 1999 Roma – Lazio 3-1: Vi ho purgato ancora

La Roma è chiamata a spezzare la maledizione che la vede non vincente in campionato in gara “casalinga” addirittura dal Marzo del 1977, seppur al netto delle loro frequenti sparizioni.

Ci pensa Super Marco Delvecchio, che prima mette a sedere Mihajlović con la sua celebre finta piazzando un destro alle spalle di Marchigiani poi sfrutta al meglio uno schema da calcio di punizione indiretta orchestrato dal nostro immenso capitano.

La riapre Vieri ma, con la Lazio ridotta in dieci a causa di un’espulsione di Nesta, è Totti che certifica la vittoria e sfoggia la famosa maglietta con su scritto “Vi ho purgato ancora” rendendo la Curva Sud pazza di gioia e mandando in bestia quegli altri, che se glielo ricordi, ti rimarcano ancora oggi una mancanza di stile del nostro numero 10, come se loro sapessero cos’è lo stile.

Vi ho purgato ancora

Totti sfoggia la celebre maglia “Vi ho purgato ancora”

21 Novembre 1999 Roma – Lazio 4-1: L’eclissi di fine milennio

È la vera eclissi di fine millennio. Ma non è il sole ad oscurarsi, è la Lazio che in un tempo sparisce, ahinoi non per sempre, per merito di una doppietta messa a segno dall’ aeroplanino Montella e dal loro incubo che porta la maglia numero 24: Marco Delvecchio.

Per pietà, nella ripresa Cesari regalerà un inesistente calcio di rigore per i biancocelesti realizzato dal serbo Mihajlović che fisserá il risultato sul 4 a 1.

Montella e Delvecchio

Montella e Delvecchio i mattatori della partita

31 Ottobre 2007 Roma – Lazio 3-2: La Giostra del gol

Derby per cuori forti, un susseguirsi di emozioni mette a dura prova le nostre coronarie.

Non c’è Totti, costretto solo a tifare la sua Roma, e già questo provoca preoccupazione al popolo giallorosso.

Rocchi ci fa vedere le streghe bucandoci quasi subito. Uno spettacolare duetto Mancini – Vucinic, finalizzato dal montenegrino, ci regala il pari.

È il “tacco di Dio”, su assist di “rugantino” Mexes, a portarci in vantaggio sul finire del primo tempo.

Eccezionale il pallonetto con il quale Simone Perrotta supera Ballotta, per poi appoggiare la sfera in rete per il 3 a 1.

Ledesma (chi?) insacca il 3 a 2 su punizione che sarà il risultato finale, vittoria che ci scongiurerá il bagno al fontanone di nonno Reja.

Vucinic e De Rossi

Mirko Vucinic dopo il gol del momentaneo pareggio

13 Marzo 2011 Roma – Lazio 2-0: La “Manita”

Il derby della “manita”, del 5 sbattuto in faccia a quelli che rappresentano gli appezzamenti di terreno intorno alla capitale.

“The King of Rome is not death”, è il commento di un telecronista inglese che celebra le gesta dell’ ultimo imperatore di Roma. È lui il mattatore: prima insacca una punizione provocando una papera di “Muslaser”, così si giustificherá il loro portiere, paventando di esser stato accecato da un laser puntato su di lui dalla nostra curva, poi trasforma un calcio di rigore provocato da un’incursione di Simplicio.

È il derby in cui più di altre volte perdono la testa: Totti li manda ai matti difendendo per qualche minuto il pallone sulla bandierina aspettando che il tempo, in questo caso suo alleato, passi. La Lazio terminerà il match in 9 alimentando tutte le teorie complottistiche, che vedono implicati in ordine sparso Tagliavento, Malagò e il Coni, Unicredit e i massoni.

Totti realizza il rigore

Totti realizza il rigore del 2 a 0

22 Settembre 2013 Roma – Lazio 2-0: La Chiesa al centro del villaggio

“La chiesa torna al centro del villaggio”: c’è da vendicare la tragedia sportiva avvenuta qualche mese prima.

Sulla nostra panchina siede Rudi Garcia, che ha a disposizione forse una delle migliori squadre dell’era americana.

La Roma ha entusiasmo, è in forma, e merita il successo. La sblocca Federico Balzaretti, forse l’elemento più criticato dalla nostra tifoseria fino ad allora. È lui che corre commosso sotto la Sud a prendersi la sua meritatissima rivincita.

E mentre la Nord mette in atto la sua rappresentazione teatrale, fatta di fantomatiche bevute di birra alla nostra faccia e di inesistenti esultanze al minuto 71, lo fanno ancora pure se sono passati 6 anni, Ljiaic raddoppia su calcio di rigore.

Balzaretti

Balzaretti ci porta in vantaggio

18 Novembre 2017 Roma – Lazio 2-1: Il primo per DiFra

Arriviamo ai nostri giorni, quelli di Di Francesco mister.

Derby scorbutico, loro sono tosti, puntano tutto su una buona organizzazione difensiva, e sulla buona vena di Milinkovic, Luis Alberto e Immobile.

Poche occasioni da goal ma in una di queste Kolarov, proprio lui, il grande ex, si procura un rigore che Diego Perotti, quasi fermandosi al momento del tiro, realizza.

Poco dopo raddoppia Nainggolan con una conclusione quasi da casa sua che trova impreparato Strakosha

La Roma tiene, solo l’ingenuità di Manolas causa il calcio di rigore, su richiamo del Var, che Immobile trasforma. La partita termina 2 a 1 per noi senza correre altri rischi

Nainggolan

L’esultanza di Radja Nainggolan dopo il gol del 2 a 0

 

Tanti derby ho cercato di ricordare facendo rivivere ai tifosi emozioni solo sopite che vanno solo risvegliate. Permettetemi però di ricordarne uno al sottoscritto.

24 ottobre del 1993 Roma – Lazio 1-1: Il mio primo derby

Era il mio primo derby all’Olimpico.

Lo aspettavo da una vita. Erano i tempi del mio diario pieno di “W Roma” e “abbasso Lazio” scritti e sottolineati al posto dei compiti che dovevo ricordare di svolgere.

Stadio vestito a festa, 70000 persone sugli spalti. Trepidante attesa, a dispetto delle squadre che tutto erano meno che di vertice.Non esisteva Sky, ma solo “Novantesimo minuto”, “Domenica Sprint” e ” la Domenica sportiva”.

Piacentini per me quel giorno diventava Cruyff. Risultato finale 1 a 1, pareggiava Di Mauro con il tipico goal dell’ex. Ma non importa il risultato, mi stavo innamorando di due colori che poi sarebbero stati la mia oasi anche nei momenti di difficoltà della mia vita.

L’esultanza dei nostri al gol del vantaggio di Piacentini

Vi invito a ricordare il vostro derby più bello, e a innamorarvi di nuovo, anche sabato prossimo. Passa il tempo, i presidenti, i giocatori, io, voi.

Ma la Roma resta, sosteniamola. Forza Roma!

"Se ci abbracciamo e ci stringiamo la Roma segna" Così mio padre mi teneva stretto quando sentiva la partita alla radiolina Ed eccomi qua: nato il 7 settembre del 1978 Papà di Arianna e compagno di Daniela Ottico optometrista per necessità Pazzo della Roma per scelta, amore appassionato e struggente che fa da sottofondo alla mia vita da quando ho la facoltà di intendere e volere

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