Roma Rewind: Roma – Genoa 3-2

Smettiamo di pensare al mercato, almeno per questo weekend. L’attesa è finalmente finita, tra poche ore inizieremo ad emozionarci; sarà il Genoa il nostro primo avversario.

Ci approcciamo ad una partita un po’ particolare, perché sarà la prima senza due delle nostre immense bandiere, seppur una delle due aveva già lasciato il calcio giocato vestendo il ruolo di dirigente: Francesco Totti e Daniele De Rossi.

Roma Genoa è per certi versi la partita che meglio si accosta ai nostri ex capitani.

Non credo esista un romanista che non conosca questa data, che nettamente segna un prima e un dopo: 28 maggio 2017, ultima giornata di campionato, ultimi minuti su un campo di calcio di un capitano che avevamo l’illusione fosse eterno fino a quel pallone tirato addosso a Laxalt.

Non poteva essere che una partita da romanisti veri, con l’obiettivo della qualificazione diretta alla Champions League della stagione successiva passato durante i 90 minuti più recupero da facilmente alla portata, fino a diventare insperato, per poi esser riacciuffato all’ ultimo respiro.

È un Genoa che si presenta senza obiettivi di classifica quel giorno, ma che non ha alcuna intenzione di fare la parte dello “sparring partner”.

Dopo pochi minuti Lazovic trova la giusta imbucata per consentire al giovane Pellegri di presentarsi tutto solo davanti a Szczesny e trafiggerlo facilmente.

Pochi minuti e la Roma trova il pari con Dzeko, che prima colpisce il palo e poi di coscia ribadisce in rete.

La Roma da la sensazione di poter trovare il meritato vantaggio da un momento all’altro, domina la partita ma il primo tempo rimane in parità.

Al nono della ripresa esce Salah e la bandiera si issa, per l’ ultima volta.

Qualche minuto ancora, Dzeko si libera sull’out di destra, mette al centro e il  nostro io in campo”, ovviamente Daniele De Rossi, anticipa proprio il suo capitano e buca La Manna, come fosse il classico passaggio di consegne.

La Roma non è una classica favola dal sapore di “e tutti vissero felici e contenti”; è Laxalt a crossare sulla testa di Lazovic il quale da pochi passi forma il 2 a 2 a dieci minuti dal termine.

In contropiede lo stesso Lazovic si divora il goal del vantaggio e la possibilità di rovinare definitivamente quella storica giornata.

Ma il tempo stringe, un pari non basta.

È il novantesimo: punizione dalla tre quarti genoana; sul pallone Radja Nainngolan.

Pallone scodellato al limite dell’area, Fazio colpisce di testa per prolungare verso Dzeko che non può concludere ma la prolunga ulteriormente per l’uomo della provvidenza: Diego Perotti che sottomisura con il collo del piede scaraventa in rete il goal che “salva” quel che ad oggi è un venerdì Santo senza che sia ancora sopraggiunta la Pasqua.

l'esultanza al gol decisivo

C’è sempre tempo per sognarla questa Resurrezione, tra poche ore si ricomoncia a farlo.

"Se ci abbracciamo e ci stringiamo la Roma segna" Così mio padre mi teneva stretto quando sentiva la partita alla radiolina Ed eccomi qua: nato il 7 settembre del 1978 Papà di Arianna e compagno di Daniela Ottico optometrista per necessità Pazzo della Roma per scelta, amore appassionato e struggente che fa da sottofondo alla mia vita da quando ho la facoltà di intendere e volere

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