Roma Rewind: Roma – Inter

Se fosse un film, sarebbe un thriller d’azione, costellato da una miriade di colpi di scena.

Roma e Inter: goal, effetti speciali, valanga di emozioni, tantissime volte l’hanno fatta da padrone in questa classicissima della nostra Serie A.

Andiamo a ricordarne due che vivono nelle nostre menti di malati di Roma custodite come perle rare.

04-03-2001: Roma – Inter 3-2

Anno di grazia 2001, è il 4 marzo. La capolista affronta i nerazzurri priva di Cafu, Emerson e Batistuta. L’Inter è la classica nobile decaduta, priva di regolarità per garantirsi un posto nella nobiltà della classifica, ma dotata di elementi talentuosi e di spicco capaci di mettere in difficoltà qualsiasi compagine in una singola partita.

È una gara decisiva, la Juventus non molla ed è pronta ad avventarsi come una iena al primo passo falso.

I 70000 dell’ Olimpico quasi non fanno in tempo a prender posto che Vieri, sfruttando un lungo cross di Recoba, buca Antonioli sul suo palo.

La Roma, però, è squadra vera, non si disunisce e trova subito il pari: punizione dalla trequarti interista, traiettoria velenosa di Assunćao, velo di Montella e Frey a guardare il pallone nel sacco.

Stringe i tempi la squadra giallorossa che alla mezz’ora passa in vantaggio: ancora punizione dal limite, ancora Assunćao sul pallone (ma come fai? Ricordate il titolo del CorSport in estate appena dopo il suo acquisto?) colpo di mezzocollo che ancora oggi ci chiediamo come faceva, traversa piena, l’aeroplanino spiega le ali ribadendo in rete di testa.

Doccia gelata sul finire del primo tempo quando Christian Vieri, ancora lui, si presenta a tu per tu con Antonioli e lo trafigge di nuovo per il 2 a 2.

Nella seconda frazione la partita si fa più cattiva. La Roma attacca ma non punge.

Al minuto 86 la svolta: calcio d’angolo del capitano, sponda di ” The Wall” Walter Samuel, ancora Montella a spingere il pallone in rete da sotto misura.

Montella contro l'Inter

L’esultanza dell’aeroplanino giallorosso

Chi vi scrive era allo Stadio quel giorno, e si ritrovò circa una decina di file sotto il suo posto ed ancora non sa come ne uscì vivo, ma rinsavito ebbe la netta sensazione che di lì a giugno un intero magico popolo si sarebbe trovato al Circo Massimo.

Fu così.

27-03-2010 Roma – Inter: 2-1

Ne passò di acqua sotto i ponti da li fino al giorno di Roma – Inter del 27 marzo 2010. Franco Sensi morì un paio di anni prima, dopo aver dedicato una vita alla propria famiglia ed alla Roma, la quale fu lasciata nelle mani della figlia Rosella.

La squadra giallorossa non era più formata da super campioni come nei primi anni 2000, ma continuava ad essere nell’elite del calcio italiano, peraltro scosso qualche tempo prima dallo Scandalo calciopoli, che aveva lasciato in eredità retrocessioni, la prima ed unica della storia della Juventus, e penalizzazioni.

A contendersi lo scudetto in quella stagione erano proprio la Roma presa in corsa da Claudio Ranieri e l’Inter di Mourinho, divise da 4 punti appannaggio di quest’ultimi.

Evento più unico che raro: capitan Totti è in panchina. Ma c’è l’altro capitano, quello futuro, Daniele De Rossi che sfrutta una mancata presa di Julio Cesar e con una zampata fa esplodere di gioia noi e la sua vena.

De Rossi

Esultanza di De Rossi dopo l’1-0

La partita è dura, questa volta arida di occasioni da rete, ma tutti sanno che l’Inter di Mourinho è squadra cattiva e cinica tanto da poter far male in qualsiasi momento, tanto è vero che per due volte sfiora il goal del pari sul finire del tempo.

Nella ripresa i nerazzurri entrano in campo con un piglio nettamente più deciso, ed al ventesimo trovano il pari con Milito, in un’azione viziata da un netto fuorigioco di Pandev (e quando mai ?).

Minuto 27: cross dalla trequarti di Riise ribattuto da Lucio, la sfera finisce sui piedi di Rodrigo Taddei che prova un tiro da posizione defilata; la conclusione ciccata diventa un assist per Luca Toni che stoppa spalle alla porta, si gira ed insacca alla sinistra di Julio Cesar.

Toni vs Inter

Il tiro con il quale Toni trafigge Julio Cesar e ci riporta in vantaggio

C’è ancora da soffrire: l’arbitro Morganti concede 5 minuti di recupero. Al novantaquattresimo Milito colpisce un palo che sembra per tutti un chiaro segno del destino. Il giorno 25 aprile servirà a liberarci da questa ennesima speranza.

"Se ci abbracciamo e ci stringiamo la Roma segna" Così mio padre mi teneva stretto quando sentiva la partita alla radiolina Ed eccomi qua: nato il 7 settembre del 1978 Papà di Arianna e compagno di Daniela Ottico optometrista per necessità Pazzo della Roma per scelta, amore appassionato e struggente che fa da sottofondo alla mia vita da quando ho la facoltà di intendere e volere

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