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Romanisti, forza che andrà tutto bene

Eccoci qua, fratelli romanisti, a fronteggiare un nemico di cui, la maggior parte di noi, non riusciva nemmeno a concepire l’esistenza.

Così, all’improvviso, mentre ci preparavamo ad un finale di stagione dove non potevamo aspettarci troppo.

Quando tutti attendevamo notizie da oltre oceano, dove si stava compiendo un passo importante per il nostro futuro.

Nel momento in cui i romanisti aspettavano il ritorno di Monchi all’Olimpico, con la speranza di buttare fuori il suo Siviglia.

Nel bel mezzo di un evento surreale, che vedeva la Lazio lottare per lo scudetto.

All’interno di un campionato che ci vedeva rincorrere i marziani dell’Atalanta, a cui dovevamo recuperare ben 7 punti.

Dite la verità, fratelli romanisti.

Quanto vi mancano quei momenti? Quanto era bello soffrire, arrabbiarsi per la nostra Roma ed aver paura per lo scudetto della Lazio?

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Adesso che siamo qui, rinchiusi nelle nostre case, mentre degli eroi lì fuori cercano di sconfiggere un nemico invisibile, tutto sembra niente.

L’abbiamo vissuta come un’onda improvvisa.

I casi positivi di Codogno e Vo’ Euganeo. La zona rossa, la quarantena, gli aperitivi e la gente che va a sciare.

La fuga dal Nord, Giuseppe Conte che parla in TV, tutta Italia zona rossa e la chiusura dei Bar, perché le persone non riescono proprio a stare in casa.

Quanto durerà tutto questo?

Che ne sarà di noi?

E la Roma? Cosa ne sarà della nostra Roma?

Dan Friedkin e James Pallotta, giustamente, dovranno ridiscutere i termini economici, perché in Italia regna l’incertezza.

La Serie A vorrebbe ricominciare a Maggio, sospendendo gli europei e terminando il campionato.

L’UEFA, dopo tanto tergiversare, ha sospeso le competizioni internazionali.

La verità, cari fratelli romanisti, è che nessuno sa realmente cosa accadrà.

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Tra l’atro, in momenti come questi, probabilmente il calcio diventa la nostra ultima preoccupazione.

Siamo romanisti, ed amiamo la Roma, questo è vero.

Lì fuori, però, c’è gente che lotta, che soffre, che muore.

Il mondo del calcio, sia a livello nazionale che internazionale, ha fatto una pessima figura.

Se ce ne fosse stato bisogno, i nostri amati presidenti hanno dimostrato di pensare soltanto al denaro ed ai propri interessi.

Lo stesso ha fatto chi il mondo del calcio lo governa, in un vergognoso balletto che ha messo a repentaglio la salute di atleti e tifosi.

Uno spettacolo indecente che, quando tutto sarà finito, dovrebbe farci riflettere su che tipo di mondo, con la nostra passione, stiamo alimentando.

I veri eroi, come ha giustamente detto Damiano Tommasi, sono quelli che in questo momento lottano dentro gli ospedali.

Per questo, fratelli romanisti, stringiamoci forte e gridiamolo insieme: andrà tutto bene.

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