Tatticamente: il Sassuolo di Roberto De Zerbi

Quella appena iniziata è una Serie A nuova, ricca, fresca: il massimo campionato italiano quest’anno ha ritrovato una qualità smarrita da tempo. Al principio di questa stagione, il parere di molti addetti ai lavori, ma anche semplici tifosi, è quasi unanime: uno dei motivi principali di questo miglioramento va rintracciato nella classe media del campionato, che ha irrobustito le proprie file. Le squadre più reclamizzate in questo senso sono state senza dubbio Cagliari e Genoa, che hanno tratto beneficio rispettivamente dalle cessioni di Barella e Piątek per potenziare la propria rosa. Tuttavia, tra le società che hanno lavorato sottotraccia, ce n’è una che ha dato continuità ad un progetto tecnico ambizioso: il Sassuolo di Roberto de Zerbi (confermato sulla panchina del Mapei Stadium), 1 sconfitta e 1 vittoria nelle prime due uscite, domenica ospite allo Stadio Olimpico. I tre punti totali sono anche ingiusti nei confronti dei neroverdi, che hanno dato spettacolo in questi due incontri.

Fiducia e qualità

Nella scorsa stagione gli emiliani, che negli anni si sono guadagnati la nomea di ammazzagrandi, hanno chiuso un campionato piuttosto anonimo all’11° posto, senza fare vittime illustri (ad eccezione di un’Inter non ancora rodata, alla prima giornata). Il mister bresciano, alla sua prima opportunità in una squadra di Serie A dalla prima giornata, ha portato in campo una squadra piuttosto lunatica, capace di fare o subire goleade (vittorie per 4-0, col Chievo, o per 5-3 contro il Genoa; ma anche un 2-6 con l’Atalanta ed un 3-5 contro la Samp), ma anche di segnare e subire poco (sono stati 10 i pareggi per 0-0 o 1-1). Tatticamente RdZ ha alternato il 4-3-3 ed il 3-4-3, anche all’interno della stessa partita; la fluidità di gioco è uno dei valori principali dell’ex-allenatore del Foggia, che propone un ambizioso gioco di posizione volto a trovare la superiorità numerica in alcune zone strategiche del campo. Così De Zerbi imposta un’impalcatura dove i difensori centrali hanno responsabilità creative importanti, i centrocampisti devono saper fare tutto o quasi (creare linee di passaggio, equilibrare la squadra, pescare gli attaccanti e concludere a rete), gli esterni (sia di difesa che di attacco) devono creare la superiorità numerica col dribbling e le punte devono sì finalizzare, ma anche partecipare al giropalla e creare gli spazi per gli inserimenti, sia quelli verticali delle mezzeali che i tagli degli esterni.

Le cessioni

L’ultimo Sassuolo ha lanciato Sensi e Demiral verso Inter e Juve; De Zerbi ha completato l’arsenale del centrocampista di Conte rendendolo un simil-trequartista, mentre il centrale turco è stato valorizzato per le sue caratteristiche più evidenti: fisicità, aggressività nel 1vs1 ma anche impostazione palla al piede.

La partita-simbolo di Demiral al Sassuolo, in cui ha anche segnato una doppietta.

Anche Lirola, dopo un triennio in Emilia, è partito: lo ha accolto la Fiorentina, dove Montella sta cercando di imprimere princìpi di gioco molto offensivi, anche se in maniera diversa da De Zerbi. Altre partenze minori (Adjapong, Lemos, Babacar), oltre a quella di Boateng (che mancava da gennaio, quindi era già considerabile un corpo estraneo alla rosa) hanno cambiato il Sassuolo, ma non l’hanno indebolito.

Continuità e innovazione

Come già detto, le partenze sono state abbondanti ma ciò non nega alla squadra di proprietà di Squinzi di avere molti elementi ben rodati in rosa, a partire da Consigli. L’estremo difensore di scuola atalantina contribuisce all’uscita dal basso in maniera molto proficua: nella scorsa stagione é stato tra i portieri con i rinvii dal fondo più corto in Serie A: 30,52 metri a fronte di una media di 33 metri (fonte dato: Calcio Datato), a dimostrazione della rete di passaggi che si crea fin dalla porta.

Curiosità: in questa specifica graduatoria, Pau Lopez, l’anno scorso al Real Betis, si è classificato terzo in tutta Europa.

Nel nuovo 4-3-1-2 proposto nelle prime due partite dal mister lombardo, la novità è rappresentata sull’esterno destro: Toljan e Muldur si sono alternati nelle prime due partite, col secondo che ha fornito una prestazione molto più convincente (firmando anche un assist). Per il resto la difesa è rimasta la stessa: Marlon ha lasciato dubbi difensivamente, ma è uno dei difensori migliori per l’uscita del pallone; l’anno scorso è stato il secondo difensore per passaggi riusciti nella metà campo avversaria (20,2 per 90min, dietro solo a Koulibaly) e, ancora dietro il senegalese, è stato il secondo nel rapporto tra passaggi riusciti e passaggi in avanti.

Accanto a lui Gianmarco Ferrari, che è utile sia difensivamente che in costruzione (52,6 passaggi riusciti a partita l’anno scorso), oltre ad essere una discreta minaccia su calcio d’angolo. A completare la difesa il brasiliano Rogerio, terzino dalle discrete qualità tecniche ma ancora da registrare dietro.

Mix di esperienza e gioventù

Gli acquisti principali del Sassuolo sono quelli che compongono la spina dorsale offensiva: Obiang vertice basso del rombo, Traoré vertice alto e Caputo prima punta. Il ritorno in Italia dell’ex-mediano del West Ham è una presa interessante da parte degli emiliani, che sostituisono definitivamente Magnanelli con un facilitatore di gioco intelligente e fisicamente arcigno. Ai suoi lati, due posti per Locatelli (ormai trasformato definitivamente mezzala di fisico e possesso), Bourabia (centrocampista intelligente e versatile) e Duncan (che si muove su tracce interno-esterno come pochi in A, e si è migliorato anche tecnicamente). Hamed Traoré, in prestito dalla Juve, è la punta di diamante del mercato: tecnicamente un lusso, deve ancora migliorare in alcune situazioni, ma ha le stimmate del predestinato.

Diverse soluzioni in attacco

De Zerbi potrà scegliere tra tante soluzioni anche quest’anno in fase offensiva, con Caputo pietra angolare degli avanti. Attorno a lui ruoteranno Boga, Berardi e Defrel. Il puntero di Altamura è stato l’acquisto perfetto per RdZ, che l’aveva già cercato al Foggia in passato. Il nuovo 9 neroverde giostra su tutto il fronte offensivo: non ha qualità fisiche importanti, ma ha un’ottima mobilità (ed una velocità di punta importante, vedasi gol di Berardi contro la Samp) e una buona tecnica di base. Il ritorno di Defrel potrà dare a De Zerbi la possibilità di schierare due punte pure, ma tatticamente compatibili: in ogni caso la presenza di Defrel dovrebbe essere più quella della riserva di lusso, con un giocatore più veloce e capace nel saltare l’uomo tra Boga e Berardi. La mezzapunta ivoriana sembra da diversi mesi più lanciata, ma la tripletta di Berardi alla Samp potrebbe aver stravolto tutto: il cambio di ruolo, da ala a seconda punta, potrebbe essere l’innesco definitivo per sbloccare un calciatore di qualità che sembrava perso. Un ruolo, quello più centrale, che sembra più adatto a Berardi, che dispone di un mancino mortifero, ma non salta più spesso l’uomo.

Conclusioni

Si sfidano due coach simili, con gli stessi tecnici di riferimento (Sarri e Guardiola); la Roma dovrà fare attenzione sulle fasce, con il Sassuolo che parte con un modulo improntato sulla verticalità ma svuota il centro per cercare isolamenti sulle fasce, mentre la Roma fa il contrario, soprattutto in trequarti. Schierare Fazio e Smalling potrebbe essere un rischio contro la velocità degli avanti del Sassuolo, quindi la coppia migliore potrebbe essere quella Mancini-Jesus.

Tifoso giallorosso classe 2001 cresciuto nel mito di Totti e De Rossi. Roma-Barcellona era il giorno del mio compleanno.

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