Titoli di coda

Ora si può dire tranquillamente. La stagione della Roma è finita. Un’annata orrenda, dove tutto è andato storto. Come in un film dell’orrore, che inizia in sordina e poi progressivamente fa morire tutti i propri personaggi.

In questo senso, quest’anno, i giallorossi sono stati davvero bravissimi. Sotto l’attenta e meticolosa regia del duo Pallotta-Baldini, la Roma è riuscita nell’impresa di distruggere tutto quello che di buono era stato costruito nella stagione precedente. Sì, proprio quella della semifinale di Champions League. Ve la ricordate?

Inizio

Sembra passata un’eternità. E, invece, sono stati solo poco più di dodici mesi, in cui però i giallorossi hanno sbagliato praticamente ogni cosa. Uccidendo una ad una tutte le certezze positive che avevamo raggiunto.

Primo atto

Prima, è stato il turno dello spogliatoio. Il gruppo che vi aveva portato a quello storico risultato, battendo il Barcellona per 3-0, è stato completamente demolito dall’opera certosina di Monchi, che ha pensato bene di vendere due pilastri come Strootman e Nainggolan, senza spiegare a nessuno che si voleva provare a ripartire con un nuovo ciclo.

Poi, è stata la volta dell’identità tattica della squadra. Persa per strada tra gli equivoci individuali di alcuni giocatori (Pastore e Cristante su tutti) e la confusione generale di un allenatore sempre più allo sbando. Che inevitabilmente, alla fine, è stato esonerato.

Titoli di coda

Quindi, si è passati al direttore sportivo. Il demiurgo di Siviglia. Il grande condottiero. Colui che non vende, ma vince. Troppo attaccato alle sue convinzioni e al suo curriculum per riconoscere di aver sbagliato. E troppo impaurito dalla pressione della piazza per restare e provare a rimediare. A lui, vanno i nostri più sinceri applausi. È stato senza dubbio il personaggio che ci ha messo più paura di tutti.

Secondo atto

A questo punto, devo dire onestamente che, pur da amante degli horror, io mi sentivo già abbastanza sazio di adrenalina e tensione emotiva. Diciamo che mi sarei volentieri fermato anche qui. Cercando forse una conclusione un po’ più serena, per dare un messaggio di speranza in vista della prossima stagione.

Titoli di coda

Ma il duo Pallotta-Baldini ha ritenuto giustamente che un finale tragico fosse più adatto al copione che avevano immaginato. E allora ecco il record di infortuni, la qualificazione Champions mancata ed il grande rifiuto di Antonio Conte. In un crescendo di tensione pazzesco, che ha regalato veramente emozioni molto forti a noi spettatori.

Colpo di scena

Tuttavia, come in ogni capolavoro che si rispetti, alla fine ci voleva per forza un colpo di scena. Qualcosa che ci facesse sobbalzare dai nostri seggiolini. E così, i nostri due amati registi si sono superati. Prendendoci completamente alla sprovvista.

Sì, perché tutti pensavamo di aver toccato ormai il fondo. E che non fosse possibile peggiorare le cose. E invece, sono riusciti a stupirci proprio all’ultimo. Annunciando di non voler rinnovare il contratto di Daniele De Rossi contro la sua volontà. Una decisione che ha ovviamente scatenato l’ira della piazza e lo sdegno di tutti i personaggi del mondo del calcio e dello spettacolo.

Titoli di coda

Un vero e proprio colpo di genio, degno di Dario Argento. Il finale perfetto per un grandissimo horror, come non se ne vedeva da tanto tempo qui nella Capitale. In tal senso, Sassuolo-Roma 0-0 ha rappresentato soltanto i titoli di coda di questa orrenda stagione. Certificando che non saremo in Champions League l’anno prossimo. E  celebrando la definitiva spaccatura tra ambiente e società.

Titoli di coda

È vero, la Roma avrebbe probabilmente meritato una vittoria nel secondo tempo. Ma, sinceramente, cosa sarebbe cambiato? Niente. La verità è che i giallorossi hanno perso definitivamente la possibilità di arrivare quarti pareggiando con il Genoa due settimane fa. E prendere i tre punti a Reggio Emilia avrebbe significato solo rimandare l’ufficialità di questo verdetto, ormai evidente a tutti.

Titoli di coda

Così, questa terribile annata si è conclusa, con questi ultimi 90 minuti fatti di noia, tristezza e sfortuna. Tutti i protagonisti sono stati ricordati e salutati come si deve. I calciatori, che hanno fatto schifo come al solito. Pallotta, che è stato oggetto di numerosi cori dei tifosi, non proprio benevoli. Addirittura, in campo, c’era pure un Di Francesco, anche se in realtà era il figlio.

Scena post-credits

Ogni nome è stato fatto, ogni lacrima è stata versata. Adesso, non ci resta che attendere la solita scena extra al termine della pellicola. Che coinciderà ovviamente con Roma-Parma. Una partita praticamente irrilevante per il destino giallorosso. Ma dal grande significato emotivo per noi tifosi, visto che purtroppo saluteremo per l’ultima volta Daniele De Rossi con la maglia giallorossa addosso.

Titoli di coda

Sperando che però, per il prossimo campionato, il dinamico duo Pallotta-Baldini decida di cambiare genere. Perché, con tutto il rispetto per gli horror, una bella commedia a questo punto non sarebbe male.

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *