Tornare a sorridere

Anche per me questa è una situazione nuova, non mi era mai capitato in passato. L’anno scorso allo Shakhtar in tutta la stagione abbiamo avuto appena 4 infortuni. Voglio credere che si tratti di sfortuna, di malasorte, ma dobbiamo lottare contro queste difficoltà, siamo pronti a farlo. È importante che in questo momento i giocatori capiscano che è necessario lottare di più, correre di più e sacrificarsi per la squadra perché siamo pochi, le alternative non sono molte. Secondo me il fattore sfortuna è davvero molto presente, questo è un fatto inusuale.

Così ha parlato Paulo Fonseca nella conferenza stampa che precede la partita di Europa League contro il Borussia Moenchengladbach. A memoria, ad essere onesti, l’incontro tra allenatore e giornalisti più strano che ricordiamo. Durante la conferenza, infatti, si è parlato quasi esclusivamente della questione infortunati. Un vero e proprio massacro subito dalla rosa giallorossa, che sembra non avere fine. Dopo averle provate tutte: cambio di medici, preparatori, campi di allenamento, il mister ha addirittura ammesso che si sta pensando di sondare il mercato degli svincolati, ma che non arriverà nessuno che non possa migliorare il livello tecnico della rosa. In questo clima contorto e particolare, con la piazza divisa tra chi maledice le assenze e chi punta il dito sul calo di rendimento, la Roma si presenta ad una partita importantissima per il prosieguo del suo cammino in Europa, un obiettivo che sarebbe delittuoso non perseguire, con tantissime defezioni. Conseguire una vittoria, perciò, non sarà facile.

LA SITUAZIONE

La Roma che non vince da Lecce, ha visto, nelle ultime settimane, un netto calo di rendimento e di crescita. A pesare ulteriormente sulla situazione è il bollettino che arriva dall’infermeria. Oltre a Zappacosta, sono costretti ai box anche Diawara, Pellegrini, Mkhitaryan, Under, e Kalinic e Cristante, arresisi nel primo tempo di Genova. Il reparto più in crisi, falcidiato dalle assenze è senza dubbio il centrocampo, con Veretout unico superstite nella piaga che si è abbattuta sulla squadra. Il mister aveva già parlato del probabile utilizzo di Santon e Pastore in quel ruolo in caso di necessità. El flaco ha già dato prova contro la Sampdoria di poter ricoprire quel ruolo, assicurando buona qualità nelle verticalizzazioni, ma non è scontato, come anticipato da Fonseca in conferenza, un cambio di modulo. Il mister potrebbe infatti schierare un centrocampo a tre con l’inserimento di Zaniolo nella posizione di mezzala al fianco di Veretout e dell’argentino.

Il flaco è chiamato agli straordinari a causa delle assenze. Tocca a lui farsi trovar pronto dopo troppe delusioni.

LA POSTA IN GIOCO

La Roma arriva ad una partita spartiacque in una situazione paradossale. Ma non sono solo le assenze il pericolo. Il Borussia Moenchengladbach arriva all’Olimpico con un solo punto in classifica e con l’obbligo di vincere. La falsa partenza in casa (0-4 con il Wolfsberger) e il pareggio ad Istanbul hanno messo spalle al muro la squadra di Rose. Ma non inganni la classifica del girone. Nonostante molti infortuni, infatti, i bianconeri sono primi in Bundesliga, dunque, squadra da non sottovalutare assolutamente. I tedeschi sono squadra giovane e interessante, con una mentalità offensiva, che ama tenere il pallone e che non disdegna la battaglia quando c’è da lottare. Il Borussia ha infatti segnato più della Roma (15 contro 12), ma ha anche tentato e vinto più contrasti dei giallorossi. L’ultimo avversario che avremmo desiderato. Con una vittoria, però, la Roma allontanerebbe di sei lunghezze il Gladbach, ipotecando, di fatto, il passaggio del turno.

USCIRE DAL TUNNEL

Se la causa della sfortuna che sta falcidiando la squadra è sconosciuta e difficile è trovare una soluzione, certamente la guarigione della Roma può passare da un risultato positivo questa sera. Una vittoria davanti al pubblico di casa sarebbe un vero toccasana per il morale della piazza e del gruppo in attesa dei rientri e di un po’ di fortuna. La Roma non ha scelta, vincere e lasciarsi tutto alle spalle, aspettare il recupero di chi non c’è e tornare a sognare in grande, come piace a noi.

E magari tornare più uniti e consapevoli di giovedì in giovedì perché alzare questo trofeo deve essere un obiettivo.

Nato nel 1997 lontano da Roma, ma con la Roma nel cuore. Studente di lettere. Amo lo sport in ogni sua forma.

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