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Troppi errori

A volte, il destino ti premia oltre i tuoi meriti. Sono quelle volte in cui, pur non azzeccando praticamente nulla, riesci comunque a raggiungere il risultato sperato. In quei casi, puoi solo ringraziare Dio e tenerti stretto il traguardo raggiunto. Cercando di non ripetere più gli stessi errori in futuro.

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Ma di solito, quando sbagli tutto, non ottieni niente. E, anche se può sembrare crudele o triste, è giusto così. Perché, se commetti troppi errori, non meriti di conquistare quello per cui hai lavorato. Nonostante l’impegno e la dedizione che ci hai messo.

Perciò, la Roma non merita di arrivare quarta in classifica quest’anno. E, probabilmente, alla fine non ci arriverà. Anche se di sicuro a Trigoria tutti si sono dati tanto da fare per provarci. E Ranieri era quasi riuscito a mettere tutto a posto negli ultimi tempi.

Perché, quando compi troppi errori, il destino ti punisce prima o poi. Esattamente come domenica sera è accaduto alla Roma, nella trasferta di Marassi contro il Genoa. La partita che ha allontanato, forse definitivamente, i giallorossi dalla qualificazione alla prossima Champions League.

Troppi errori tecnici

Innanzitutto, la Roma ha sbagliato troppo a livello tecnico. Fin dall’inizio del match, sono state davvero numerose le giocate errate da parte dei giocatori giallorossi. Soprattutto Manolas, Kolarov e Cristante.

Passaggi imprecisi, tiri sbilenchi, scelte scellerate. Complice anche un campo non in perfette condizioni, la Roma ha gestito spesso molto male il pallone. Rendendo la propria manovra spezzettata e farraginosa. Ed esponendosi più volte alle ripartenze avversarie.

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Ma gli errori tecnici si sono visti anche in fase difensiva. Coperture in ritardo, salti a vuoto, anticipi fuori tempo. Pure con la palla agli avversari, la Roma è sembrata in netta difficoltà a Marassi. Non riuscendo mai a dare un’impressione di sicurezza e solidità, come invece aveva fatto nelle ultime partite.

Tant’è vero che, all’ultimo, avrebbe anche perso la gara, se non fosse arrivata la provvidenziale parata di Mirante sul rigore di Sanabria. Che ha permesso ai giallorossi di ottenere un punticino, utile almeno per rimanere saldi in zona Europa League.

Cambi completamente sbagliati

In Genoa-Roma, purtroppo è venuta meno, incredibilmente, anche la grande capacità di Ranieri di leggere al meglio le partite e di cambiarle in corsa dalla panchina. Infatti, pur continuando ad essere il meno colpevole in assoluto della stagione giallorossa, le sue sostituzioni sono state totalmente sbagliate.

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Per prima cosa, è intervenuto troppo tardi, quando la squadra aveva mostrato già nel primo tempo la necessità di essere un po’ sistemata. Poi, al 66′ minuto di gioco, ha scelto di mettere Schick al posto di Lorenzo Pellegrini, sbilanciandosi inutilmente e togliendo così risorse e uomini a centrocampo, il reparto evidentemente più in difficoltà della Roma.

Quindi, ha messo Kluivert al posto di Zaniolo, non considerando minimamente Under che, al contrario dell’olandese, si era allenato tutta la settimana. E, infine, ha sostituito l’infortunato Florenzi con Karsdorp, quando forse poteva inserire Juan Jesus in quel ruolo a quel punto, vista la naturale disattenzione in marcatura del terzino olandese.

Inoltre, va sottolineata la decisione di non mettere Pastore in campo nemmeno per un minuto. Una scelta curiosa, vista la grande prestazione del Flaco nell’ultima partita contro il Cagliari. E considerando le sue caratteristiche tecniche, che sarebbero potute essere preziose per la Roma, almeno nel secondo tempo.

Chi marca chi?

Ovviamente, l’errore più evidente della prestazione della Roma a Genova resta quello sul gol di Romero. Una disattenzione assurda, che di fatto ha tolto alla Roma due punti fondamentali, che dopo il gol di El Shaarawy sembravano vicinissimi, anche se comunque immeritati.

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Intanto, bisogna dire che il calcio d’angolo da cui nasce la rete rossoblu è un autentico regalo di Kolarov e di Elsha, che si sono ostacolati tra loro, non riuscendo a mantenere il pallone in campo.

Poi, sul cross dalla bandierina di Veloso, Schick non è stato in grado di contrastare lo stacco di Romero, che non è dovuto saltare nemmeno troppo per impattare il pallone di testa e buttarlo in rete.

Il tutto è stato favorito da una pessima uscita di Mirante, che ha accennato ad intervenire, ma all’ultimo si è bloccato, rendendosi conto di aver sbagliato completamente a calcolare i tempi e le distanze. Quando forse, rimanendo in porta, avrebbe potuto addirittura parare facilmente il tiro.

Gli errori pregressi

Ma va detto che, se la Roma alla fine non andrà in Champions League quest’anno, non sarà colpa di Genoa-Roma o del gol di Romero. Perché i giallorossi hanno fatto davvero di tutto, durante il resto della stagione, per non arrivarci.

Innumerevoli sono stati gli errori in fase di programmazione e di mercato, tra cui l’acquisto di Olsen e la cessione di Strootman su tutti. Così come è stata gestita malissimo la rosa a disposizione dal precedente allenatore, che è stato esonerato fin troppo tardi.

Incredibile è stata anche l’assenza di interventi a gennaio, che avrebbero potuto rimettere a posto alcune cose. Per non parlare della preparazione atletica, che è diventata ormai una vera e propria barzelletta (manca soltanto un infortunio muscolare per arrivare a 50 ed entrare definitivamente nella leggenda).

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Insomma, è vero che la Roma era riuscita a raddrizzare la situazione ultimamente. E che, con due punti in più a Genova, il traguardo del quarto posto sarebbe stato ancora a portata di mano in fondo.

Ma i giallorossi si sono condannati da soli a vivere questa stagione fallimentare. Sbagliando talmente tanto nei mesi passati da non potersi più permettere tanti errori come quelli commessi contro il Genoa. Che, alla fine, li hanno portati inevitabilmente a pareggiare la partita. E a subire, forse, il colpo decisivo alla propria rincorsa alla prossima Champions League.

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

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