Un tempo il tempio fu violato

Diciamo la verità: trofei ne abbiamo alzati pochi, la Storia ed il fato purtroppo troppe volte ci sono stati avversi, ma il calcio, per un tifoso, e specialmente per un tifoso come noi che amiamo i due più bei colori del mondo, è fatto di emozioni, ed alcune partite regalano più amore e passione  di 30 festeggiamenti a Piazza San Carlo.

Una di queste si è giocata il 5 marzo del 2008, nel tempio della squadra più titolata al mondo. Real Madrid, solo a nominarlo vengono i brividi. La Roma è una sbarazzina realtà del calcio italiano. Spalletti, il nostro mister, l’ha plasmata intorno al suo eterno capitano, cucendogli addosso il ruolo di ” falso nueve ” che gli consentirà poi di vincere il titolo di miglior marcatore d’Europa.

All’andata, a casa nostra, il match era finito 2 a 1 per noi, ma il Real di Cannavaro campione del mondo, Guti e del suo capitano Raùl contavano di far di noi un sol boccone nella gara di ritorno.

La storia però, per una volta dirà altro. La Roma riesce a resistere ed a rispondere colpo su colpo agli attacchi delle merengues. Aquilani orchestra le nostre trame  come Riccardo Muti, toccando la sfera come il direttore d’orchestra muove la sua bacchetta, e quando il cuore batte nel petto di Rodrigo Taddei tocchiamo il cielo con un dito.

Taddei porta in vantaggio la Roma

Il fato, però, ci ricorda che siamo la Roma, e Raul pareggia, manco a dirlo in chiara posizione irregolare. Ma ecco il genio e la  sregolatezza che si fa solo genio della lampada: “Mirkooooo!”, lo gridiamo tutti insieme con la poca voce rimasta in gola mentre il Montenegrino a braccia aperte si rivolge al suo pubblico assiepato in alto in quel tempio del calcio che solo in pochissimi hanno violato.

Il colpo di testa che ci regala la vittoria

La fotografia che ho impressa nella mente è quella di Cannavaro campione del mondo in ginocchio nella sua area di rigore, la sua tracotante sicurezza sciogliersi come neve al sole mentre i tre moschettieri romani e romanisti, Aquilani, De Rossi e Totti festeggiavano la vittoria in terra straniera.

La Roma per una notte è regina d’Europa. Non importa che dopo arriverà la perfida Albione, la felicità è un momento.

Ed in quel momento, io, noi, eravamo felici.

La festa a fine partita

"Se ci abbracciamo e ci stringiamo la Roma segna" Così mio padre mi teneva stretto quando sentiva la partita alla radiolina Ed eccomi qua: nato il 7 settembre del 1978 Papà di Arianna e compagno di Daniela Ottico optometrista per necessità Pazzo della Roma per scelta, amore appassionato e struggente che fa da sottofondo alla mia vita da quando ho la facoltà di intendere e volere

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