Abbiamo perso Gigi, uno de famiglia

E così, Roma si è svegliata piangendo. Per i pochi svegli ieri notte, dopo la notizia del ricovero gravissimo, la paura di leggere questa notizia nelle ore mattutine era tanta. Ma si sa, quest’anno le brutte notizie sono di casa. Abbiamo perso Gigi Proietti, uno de famiglia.

Proietti è stato quello che possiamo definire un artista completo: attore al cinema, al teatro ed in televisione, è stato comico, cabarettista, doppiatore, conduttore televisivo, regista, cantante, direttore artistico e insegnante.

C’è chi è cresciuto col suo teatro con A me gli occhi, please del 1976, rivoluziona il modo di intendere il teatro nel nostro paeseChi continua a citare a memoria le battute di Mandrake di Febbre da CavalloPer i meno esperti, Gigi era anche la voce di Stallone nel primo Rocky. Quel famoso “Adriana” urlato a squarcia gola nei minuti finali del film, è urlato dalla sua voce.

Un Dolore con la D maiuscola, perché la scomparsa di Gigi è come quella di un parente stretto. Proietti ha sempre voluto valorizzare il proprio dialetto, considerandolo un patrimonio da non dimenticare. Dialetto della sua amata Roma, della sua amata gente e anche della sua amata squadra. Non si perdeva una partita della Roma: sul set si faceva installare un televisore per la partita, al teatro posticipava le prove.

Torneremo a ridere più di prima con le sue battute e i suoi modi di fare. Ora però c’è una crepa nel cuore da riparare. Gigi proprio oggi, allo scoccare della mezzanotte, ha compiuto 80 anni prima di lasciarci: nell’ebraismo si dice che i giusti nascono e muoiono nello stesso giorno.

Ciao Mandrà.

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