Albensi-Cacciari: “Roma, sarai grande con lo Stadio. La prima sogniamo di raccontarla su Rudi”

Ernesto:Ciao ragazzi! Permettetemi di ringraziarvi innanzitutto per il vostro tempo e la vostra disponibilità. Cominciamo parlando di voi, raccontatemi la vostra passione per la Roma e come nasce l’unione che vi porta alla creazione di Rudi.”

Valerio: “Ciao Ernesto e un saluto ai vostri lettori. Siamo due giornalisti e abbiamo iniziato insieme il nostro percorso professionale ormai 15-16 anni fa. Con il tempo abbiamo fatto esperienze di lavoro diverse, ma l’amicizia è rimasta anche grazie alla Roma, perché in comune abbiamo un modo molto simile di vivere una grande passione. Alla fine della mia esperienza di lavoro alla Gazzetta dello Sport e quella di Patrizio al Corriere dello Sport abbiamo deciso di far partire un progetto nostro. Per questo è nato Rudi.”

Ernesto:… e avete sicuramente fatto un’ottima scelta visto il successo! Non vi ha spaventato il fatto che, grazie ai social, le notizie e le curiosità corrono in maniera così rapida?

Valerio: “No, perché il nostro obiettivo è proprio il contrario: rallentare e fare da filtro. Viviamo in un momento in cui siamo costantemente bombardati dalle informazioni, tra siti, social e notifiche delle applicazioni, ma in questo flusso costante finisce tutto e il contrario di tutto. Ecco, noi vorremmo approfondire e soprattutto dare al lettore un posto tranquillo dove potersi rilassare e avere una visione generale di quello che accade alla Roma e intorno alla Roma.”

Patrizio: “Prima di mettere a fuoco il modello newsletter abbiamo studiato parecchio, sia il linguaggio che il format. Ci interessava proporre qualcosa di utile al tifoso lettore.”

RUDI, la Newsletter dei Romanisti!

Ernesto: “Cosa vuol dire Rudi?

Patrizio: “Abbiamo volutamente cercato un nome breve, diretto, che catturasse l’attenzione di un romanista. Rudi è un nome familiare. Una newsletter con un nome proprio è come un buon amico. Rudi è Rudi Voeller, il tedesco che volava, è anche Rudi Garcia, che ha rimesso la chiesa al centro del Villaggio. Facendo una piccola forzatura Rudi è anche Rodolfo Volk, centravanti della Roma di Testaccio. Rudi unisce tre generazioni di romanisti.”

Ernesto: ” Complimenti per l’idea! Noi di Febbre da Roma siamo già iscritti, non possiamo che invitare anche i nostri lettori a farlo, collegandosi all’indirizzo rudi.news. Tornando a noi, a proposito delle tre generazioni, come avete vissuto e come state vivendo l’evoluzione della Roma, da Viola a Sensi fino a Pallotta?

Valerio: “È difficile fare paragoni perché non è cambiata solo la Roma, ma è cambiato tutto il calcio in questi anni. Dino Viola e Franco Sensi riuscirono a far riemergere la società dopo periodi difficili e soprattutto riuscirono a portarla al successo. Ogni romanista, anche chi li criticò, non può non sentire una profonda riconoscenza nei loro confronti. Pallotta ancora non ha vinto e questo purtroppo è diventato un peso quasi insopportabile per molti tifosi. Sono stati fatti degli errori strategici e di comunicazione soprattutto nei primi anni dell’esperienza americana, va detto, ma ci sembra evidente lo sforzo anche economico per cercare di dare alla Roma una dimensione internazionale e per portarla stabilmente nel gruppo di 15-20 club più influenti e forti d’Europa. Per noi, il fatto che Pallotta non sia fisicamente presente e che deleghi molto ai manager che ha scelto è una qualità e non un difetto: in qualsiasi settore e in qualsiasi azienda, un proprietario che mette spesso bocca e non si fida del management può fare danni. Se poi Pallotta riuscirà a costruire lo stadio, come tutti ci auguriamo, avrà fatto qualcosa di fondamentale per il futuro della Roma.”

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James Pallotta, Presidente della As Roma

Ernesto:Tornando al presente, con un occhio rivolto al passato, tutti abbiamo creduto che la vittoria contro il Barcellona potesse essere l’inizio di una nuova era, di una Roma finalmente tra le Big. Cosa è successo da quella partita in poi? Soprattutto come vi spiegate l’alternanza di risultati di questa stagione?

Patrizio: “Da un punto di vista tecnico va riconosciuto lo straordinario rendimento avuto da Alisson che probabilmente ha mascherato più di qualche problema. La cessione di Strootman a mercato chiuso ha destabilizzato lo spogliatoio. Alcuni giocatori come Fazio, Kolarov, lo stesso Nzonzi hanno accusato le fatiche del mondiale, ai nuovi serviva tempo. L’alternanza è dovuta a una serie di concause, vedi anche gli infortuni e il mancato rendimento di alcuni. Per quanto mi riguarda i problemi maggiori sono arrivati quando Di Francesco ha abbandonato il 4-3-3 per provare il 4-2-3-1, modulo molto complicato. Di Francesco conosce e sa addestrare bene la squadra con il suo modulo tanto amato e sa anche gestirlo durante i 90 minuti, avrete notato che quasi sempre sostituisce i due esterni alti intorno al 70′. Quello è un ruolo in cui chiede molto sacrificio a chi lo interpreta.”

Valerio: “Probabilmente Monchi ha ritenuto il gruppo dello scorso anno ormai arrivato alla fine di un ciclo e ha provato a rinnovarlo cercando anche di costruire una squadra più forte tecnicamente, che riuscisse insomma a trovare la porta con più facilità. Per fare questo, ha portato alcuni giovani di grande prospettiva e 3-4 giocatori più pronti. Il problema è che il processo di ambientamento dei nuovi è stato più lento e complicato del previsto e quei giocatori di esperienza che dovevano mantenere inalterato il livello di competitività della squadra hanno deluso. Penso a Pastore e a Nzonzi, per esempio. da cui tutti ci aspettavamo di più. Aggiungiamo a questo le incertezze di alcuni “senatori”, qualche infortunio pesante (De Rossi, Perotti e Dzeko su tutti), limiti caratteriali del gruppo e le difficoltà dell’allenatore nel far capire alla squadra quello che vuole: tutto questo ha contribuito a rendere instabile la stagione della Roma.”

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Javier Pastore, l’acquisto più discusso del mercato estivo.

Ernesto:Il fatto di aver cambiato modulo è dovuto da cosa? Soprattutto non trovare strano che Di Francesco non abbia trovato la quadra nonostante abbia affrontato la preparazione con la quasi totalità della rosa?

Patrizio: “L’infortunio di De Rossi ha condizionato molto la scelta, così come la pressione dell’ambiente, quella che accusava Di Francesco di integralismo. Secondo me lì lui ha un po’ ceduto, invece avrebbe dovuto continuare sulle sue idee per i motivi che ho spiegato sopra. Contro il Milan abbiamo visto che Schick può giocare a destra, interpretando il ruolo in un altro modo altrettanto efficace, e abbiamo visto che Zaniolo e Pellegrini possono essere due ottime mezzali.”

Valerio: “Penso che la scelta di Di Francesco di passare dal 4-3-3 al 4-2-3-1 in quel momento fosse giusta: ricordiamoci che la Roma stava attraversando un brutto momento e la squadra non sembrava riuscire a esprimersi al meglio giocando con due mezzali come Pellegrini e Cristante. Credo che nelle intenzioni del mister quella fosse una misura transitoria, per aiutare i calciatori a trovarsi meglio in campo in una fase di emergenza, solo che poi gli infortuni hanno complicato il ritorno al modulo di riferimento. Comunque, al di là del modulo, la costante è sempre la stessa: la Roma prende gol con troppa facilità. È questo il problema da risolvere per raggiungere il quarto posto.”

Ernesto:Sottolinei giustamente il problema principale della Roma di quest’anno, la difesa, nonostante Monchi, Alisson escluso, abbia praticamente affidato al Mister gli stessi uomini dello scorso anno, più le alternative Marcano e Santon. Non sarebbe stato opportuno intervenire a Gennaio con un acquisto, anche per coprire l’assenza di Juan Jesus?

Valerio: “Avrei preso un rinforzo a centrocampo, più che in difesa. È vero, dietro gli uomini sono sempre gli stessi, ma credo che il problema dei tanti gol subiti sia soprattutto di squadra e non di reparto: la Roma difende spesso con troppi pochi uomini, si allunga e questo la porta a essere più vulnerabile. L’assenza prolungata di un giocatore come Perotti è stata un problema in questo senso. Ora avere ritrovato Karsdorp potrebbe consentire a Di Francesco di far giocare Florenzi alto con più regolarità: forse si perde qualcosa in qualità, ma la squadra è più equilibrata e solida.”

Patrizio: “Non mi aspettavo tutte le difficoltà di Marcano. Soprattutto perché dopo la deludente esperienza di Moreno speravo che la Roma avesse trovato un centrale più adatto alla Serie A. La Roma sta recuperando Karsdorp, e davvero non ci speravo più, però probabilmente un acquisto in difesa avrebbe fatto comodo.”

Karsdorp

Dopo un lungo calvario Rick Karsdorp è tornato guadagnandosi una maglia da titolare.

Ernesto:La Roma è ancora in corsa per il quarto posto ed per la Champions, come vedete il futuro prossimo?

Valerio: “In campionato è tutto aperto e la classifica dice che niente è perduto, anzi. La Roma può giocarsi il terzo o il quarto posto, ma la condizione necessaria è che migliori la fase difensiva: continuando a subire così tanto raggiungere la Champions sarà difficile. Per quanto riguarda Roma-Porto, preferisco non avventurarmi in previsioni: la squadra non è nelle condizioni migliori per affrontare un’eliminatoria e giocherà contro un avversario che ha grande fiducia nei propri mezzi. Sarà un doppio confronto durissimo.”

Patrizio: “E’ un campionato che ti aspetta. Quindi sì, la Roma è in piena corsa per il quarto posto. E rispetto a Lazio e Milan è tecnicamente superiore. Le manca la consapevolezza di esserlo e una continuità di risultati.”

Di Francesco

Di Francesco alla rincorsa del quarto posto, in attesa di sfidare il Porto in Champions League.

Ernesto:Chiudiamo l’intervista con una domanda legata ad un importante evento accaduto in questi giorni. Con il via libera allo stadio, nonostante manchino ancora alcuni passaggi, quale futuro prevedete per la Roma? Sarà finalmente attuabile il progetto di crescita a livello internazionale?

Valerio: “Quel progetto è già partito e ha prodotto risultati: le sponsorizzazioni importanti dell’ultimo anno lo dimostrano. Grazie allo stadio però la Roma potrà incrementare i ricavi ancora di più e sperare finalmente di avvicinarsi alla forza economica delle potenze europee, Juventus compresa. La società sarà meno dipendente dagli introiti dei diritti tv e dai premi della Champions League. Nessuno può dire se la Roma sarà anche vincente, ma più forte e competitiva certamente. E al di là dell’aspetto economico è bello sapere che la Roma avrà una casa tutta sua, accogliente e moderna.”

Patrizio: “Sullo stadio concordo con la risposta di Valerio e aggiungo che un modello di sviluppo che seguo con interesse è il Tottenham, club che come la Roma non ha vinto molto, che negli ultimi anni è stabilmente in Champions e che adesso con il nuovo stadio potrà fare un ulteriore salto di qualità.

Ernesto: “Grazie mille ragazzi per il vostro tempo, a nome di Febbre da Roma vi facciamo un enorme in bocca al lupo! … e Forza Roma!”

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