“Ambiente romano”: istruzioni per l’uso

Recentemente nella nostra trasmissione radiofonica “Febbre da Roma”, i bravissimi Danilo Conforti e Riccardo Mancini hanno fatto una chiacchierata con Carlo Verdone.
L’intervista é stata riportata un po’ ovunque ed ha avuto un grande riscontro mediatico sia cittadino che nazionale, finendo su praticamente tutte le pagine calcistiche a tema giallorosso di ogni social ed arrivando ai colossi dell’informazione.
Tutto ovvio, parliamo di Carlo Verdone, ma non é questa la cosa che voglio mettere in evidenza con questo articolo.
La gestione mediatica di questa intervista é lo specchio di come funzioni la comunicazione intorno alla Roma e di cosa sia il famoso “ambiente romano” di cui tutti parlano.
Facendo una rapida ricerca su google si puó notare come a seconda della linea editoriale del portale in questione il titolo ed i toni delle parole di Verdone cambino diametralmente, si passa da titoli sul romanticismo del calcio a veri e propri attacchi contro Pallotta, dai complimenti a Zaniolo alla paura di vederlo andar via da Roma, ognuno cerca di mettere in risalto la parte di parole che più fa comodo al tipo di messaggio che vuole mandare, eppure l’intervista é la stessa.
Questo é un meccanismo che funziona da anni e che muta in continuazione a seconda di circostanze, momenti e situazioni non per forza riconducibili al calcio.
Qualsiasi notizia, dichiarazione o conferenza stampa a Roma non sarà mai un concetto lineare e condiviso da tutti ma avrà sempre mille sfaccettature a seconda di quale media riporterà le parole o i fatti del momento, creando quindi crepe nell’opinione di una tifoseria che continua a spaccarsi.
Il tifoso della Roma tende naturalmente ad estremizzare tutto e questo gioca a favore di chi approfitta di questa inclinazione per ottenere click o vendere copie.
Non é un caso se a Roma abbiamo una marea di radio che parlano 24 ore della Roma, la Roma tira ed i suoi tifosi portano ascolti, consensi, pubblicità e soldi, quindi se il modo per attirare più ascolti é quello di far passare un certo tipo do messaggio, quello é il messaggio che passerà, indipendentemente dalla verità o dalla correttezza.
Il tifoso andrà a cercare la linea editoriale più vicina al suo modo di pensare ed alle suo opinioni pregresse ed in questo modo ogni articolo sarà un altro mattoncino sul suo castello di preconcetti slegati dalla realtà.
D’altronde siamo nell’era dell’assunto, dove se io oggi inizio a scrivere che Aldair era una spia russa sotto copertura in Italia e lo scrivo per giorni a ripetizione, alla lunga per una parte di persone quella sarà la verità, non c’é tempo per verificare una storia, é tutto troppo veloce e frenetico.
Purtroppo questo é un enorme male perché in una città in cui l’opinione dei tifosi é così ingombrante, poterla condizionare é un potere, un potere da poter esercitare nelle giuste sedi e con i giusti modi per avere riscontri lavorativi ed economici.
Assistiamo sempre più spesso a dibattiti, scambi d’opinioni o addirittura litigi con discorsi che partono da situazioni fattuali mai esistite, ragionamenti che si basano su dati di fatto che in realtà non lo sono, idee che ormai sono radicate nell’opinione comune ma che partono da concetti sbagliati o addirittura creati ad arte.
La domanda da farsi é quale dovrebbe essere lo scopo finale di una persona che lavora nel mondo dell’informazione, sembrerà banale ma non lo é, perché é proprio questo il tema centrale, tutto dovrebbe basarsi sulla deontologia professionale di un giornalista, il giornalismo é una vocazione che nulla ha a che fare con i soldi.
Se lo scopo finale sono i soldi l’informazione é malata, non puó essere altrimenti.
I soldi dovrebbero essere uno strumento per portare informazione più qualitativa, invece assistiamo all’esatto contrario, la Roma é lo strumento per portare più soldi, più guadagno.
E dove lo scopo finale sono i soldi ed il guadagno, l’informazione muore, la Roma pure.

Nato nel Delaware per volere della Mafia di Boston, la sua istruzione é stata finanziata coi fondi neri della Massoneria. Il suo sogno nel cassetto é cambiare il cognome in Baldissoni.

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