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L’avversario: come gioca l’Atalanta di Gasperini

Una stagione al di là delle aspettative, che ha portato una squadra che sembrava molto in difficoltà addirittura al quarto posto (che al termine di questa stagione porterebbe addirittura alla fase a giorni della Champions League), un’estate esaltante dal punto di vista dei risultati, con amichevoli di prestigio vinte contro avversari sulla carta superiori, ma anche un’estate colma di cessioni. L’Atalanta si presenta così alla prima di campionato, con l’entusiasmo del pubblico esaltato dalla qualificazione all’Europa League, ma anche con qualche problema nei ricambi, dopo le cessioni di Kessié e Conti, e la situazione Spinazzola da sistemare ancora.

Andiamo a vedere come la squadra di Gasperini ha preparato quest’annata, quasi senza precedenti per la storia del club bergamasco, focalizzandoci sui principi di gioco in fase difensiva e offensiva.

 

FASE DI NON POSSESSO

Il sistema difensivo di Gasperini ha un grosso stampo bielsista. Tutto è basato sulle marcature a uomo, rigide, soprattutto nel reparto difensivo: gli uomini del Gasp preferiscono infatti lasciare un uomo libero avversario in fase di impostazione, pur di non smuovere il grosso blocco centrale che viene a crearsi con i tre difensori centrali in area.

Nelle amichevoli estive, in realtà, si è vista una squadra ancora più aggressiva dell’anno scorso, con uno dei tre centrali che quasi sempre è uscito in anticipo sul portatore di palla avversario a palla coperta, ed anche una difesa che tende ad alzarsi con più facilità, per accorciare il campo e rendere più facile la conquista della palla.

L’intensità e il pressing costante hanno messo in difficoltà in particolare la Roma nella gara di Bergamo della scorsa stagione, con i giallorossi andati a riposo in vantaggio, ma poi decisamente crollati, con uno Dzeko irriconoscibile, praticamente annullato dalla marcatura a uomo dei difensori, e un errore madornale di Paredes che spianò la strada ai padroni di casa.

Marcature a uomo, pressing, intensità e attenzione al posizionamento. Questi gli imperativi dell’Atalanta di Gasperini, quando è il momento di difendersi.

 

 

FASE DI POSSESSO

 

atalanta

Il 3-4-3 in fase di possesso dell’Atalanta, contro il Valencia.

 

L’Atalanta crea il proprio gioco, molto verticale, tramite la creazione di catene laterali, fra interno di centrocampo, esterno tutto fascia e molte volte l’ala di riferimento. Tramite la creazioni di questi rombi o triangoli mobili si da la possibilità al portatore di palla (anche meno avvezzo alla precisione nei passaggi) di avere più linee di passaggio e quindi di sbagliare di meno l’appoggio verso un compagno.
Il centrocampo viene utilizzato quasi esclusivamente per far passare la palla da una fascia all’altra, anche se, con le doti del nuovo acquisto De Roon (tornato dopo un solo anno in Inghilterra) potremmo pronosticare qualche verticalizzazione in più.

Proprio per via della natura verticale della squadra, l’Atalanta non è una squadra che ama giocare di possesso, e le caratteristiche dei calciatori, e della rosa composta per Gasperini, sono chiare. L’imprevedibilità alla manovra la da Alejandro Gomez, probabilmente il miglior calciatore dello scorso campionato se togliamo quelli che hanno giocato con le squadre di Juve, Roma e Napoli. Oltre ad essere una bestia nera dei giallorossi, Gomez ha trovato l’ambiente adatto a Bergamo, sia fuori dal campo, che dentro il campo. Il 3-4-3 di Gasperini si adatta perfettamente alle sue caratteristiche, e l’argentino agisce nell’half-space sinistro e crea problemi praticamente a tutte le difese di Serie A.

 

 

INSIDIE ED OPPORTUNITÀ

 

Le insidie dunque sono innumerevoli, sarà decisivo l’apporto in fase di non possesso delle due ali del 4-3-3 di Di Francesco, Perotti e Defrel secondo le ultime notizie, in particolare sulla destra, dove agirà Gomez, Bruno Peres potrebbe andare in grossa difficoltà senza l’apporto del francese ex-Sassuolo, ed anche della mezzala di riferimento su quel lato.

Attenzione particolare dovrà esser data anche ai calci piazzati: l’anno scorso i bergamaschi hanno realizzato molte reti infatti sugli sviluppi di calci d’angolo e calci di punizione.

La Roma potrà essere insidiosa con la velocità nelle verticalizzazioni in transizione positiva. Se la squadra di Di Francesco riuscirà a sfuggire al pressing asfissiante degli uomini di Gasperini, sarà difficile per il trio difensivo della Dea difendere lo spazio fra i reparti. Saranno determinanti di sicuro gli inserimenti dei centrocampisti, punto cardine dei principi di gioco del nuovo allenatore della Roma, quindi attenzione sia a Strootman che a Nainggolan, molto della gara passerà dai loro piedi, ma anche da quelli di Pellegrini, che potrebbe entrare nella ripresa.

Match analyst Longomatch e Osservatore calcistico ROI Italia, appassionato di calcio e innamorato della Roma.

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