Arrabbiati e orgogliosi

Arrabbiati e orgogliosi. Ci sentiamo tutti così dopo Roma-Juventus. Molto più di una partita per qualsiasi Romanista che si rispetti. Prima della partita, vista la situazione, molti di noi avrebbero accettato volentieri un punto contro la squadra che è stata campione d’Italia per 9 volte di fila, che ha Cristiano Ronaldo e che fino a domenica faceva tanta paura. Prima della partita eravamo convinti che la Juventus fosse una macchina perfetta e noi una squadra da buttare, colpevoli di essere così facilmente influenzabili dalla stampa e dai media ci abbiamo creduto tutti. Eppure dopo la partita questo punto ci sta maledettamente stretto per come è andata. Come sempre la Roma li ha smentiti e soprattutto ci ha smentito. L’allenatore, contestatissimo da tutti i giornali, ha preparato la gara in modo esemplare. Paulo Fonseca il bersaglio preferito da parte di tutti i giornali ha asfaltato sul piano tattico la futuristica Juventus di Pirlolandia. Bisogna cominciare ad osservare con i propri occhi e con oggettività ciò che succede fuori e dentro al campo. La Roma si è dimostrata raccolta e ordinata in fase di non possesso e coraggiosa e creativa in fase d’attacco. L’unica cosa che possiamo rimproverare alla nostra Roma è la solita assenza di cinismo. Manca quello spietato killer instinct che serve a chiudere le partite. Siamo orgogliosi per la prestazione ma furiosamente arrabbiati per il risultato. I giallorossi hanno dominato la Juventus per 75 minuti, nonostante ciò ci si ritrova a spartire la posta in gioca e questo brucia terribilmente. Questi segnali però sono molto positivi, ci permettono di comprendere il nostro reale valore e di mostrarlo agli avversari. Nonostante il parere delle radio, dei giornali, delle televisioni ecc… la Roma è ancora viva.
Come la scorsa settimana andiamo ad analizzare tre aspetti positivi da perseguire, sui quali bisogna insistere e costruire idee sopra e tre aspetti negativi che dobbiamo provare a migliorare.

Da perseguire:

La Sicurezza di Ibanez.
Il centrale brasiliano è stato uno dei migliori in campo. Nonostante sia un classe ’98 e nonostante qualche sbavatura nel finale di stagione dello scorso anno, il ragazzo ex-Atalanta ha guidato con sicurezza l’intero reparto difensivo giallorosso. Ha tenuto a bada l’attacco bianconero giocando spesso d’anticipo, poche volte ha concesso la profondità e si è dimostrato solido nei contrasti. Qualche volta si è preso qualche rischio in fase d’impostazione, ma fortunatamente grazie alla sua tecnica ne è sempre uscito bene. La prestazione del Brasiliano ha influito anche su quella del neo-acquisto Kumbulla e su quella di Mancini.
Il reparto difensivo rappresenta il presente visto lo stato di forma e il futuro vista la giovanissima età media.

Lo spirito di sacrificio di Pellegrini.
Dopo alcune prestazioni un po’ anonime sulla trequarti finalmente Pellegrini ha sfornato un’ottima prestazione in mezzo al campo. Sembra quasi che in quella zona, dove c’è più traffico e più responsabilità, il numero 7 giallorosso si esalti. Lorenzo ha giocato bene sia sul fraseggio corto che sui passaggi lunghi che sono riusciti a distendere la squadra più di una volta. Ma le qualità tecniche palla al piede di Pellegrini le conosciamo tutti e non dobbiamo sorprendercene più di tanto. Ciò che colpisce della sua partita è la sostanza che è riuscito a portare nel centrocampo capitolino. Ha recuperato moltissimi palloni ed ha corso in modo intelligente, spesso copriva le linee di passaggio più pericolose ed ha pressato sia i difensori che gli attaccanti per tutto il tempo in cui è rimasto sul terreno di gioco.

La costanza di Veretout.
In questo periodo così confuso ci sono stati dubbi e insicurezze su chiunque,eccetto lui. La certezza. Nelle partite più difficili chi riusciva a strappare una sufficienza era sempre lui. Così da chi poteva ripartire la Roma se non da lui? Jordan è una certezza quando deve attaccare e quando deve difendere. Veretout si procura il rigore, lo realizza, corre 100 metri a perdifiato, per poi avere la lucidità di stoppare il pallone e indirizzarlo freddamente oltre le spalle di Sczesny. Migliore in campo senza dubbi. Leader carismatico dentro lo spogliatoio e in mezzo al campo. Un punto fermo. Una certezza. Semplicemente Jordan Veretout.

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Da Migliorare:

L’assenza di cinismo da parte di Edin Dzeko.

Il Bosniaco è stato fondamentale per l’interpretazione della gara. Ha fatto risalire la squadra, si è immolato come solita boa offensiva pronta a fare sponde, è sceso a legare e ricucire il gioco ed ha avviato il contropiede per il secondo goal. Nonostante questo, non riesco a mettere in secondo piano le due occasioni sprecate dal capitano giallorosso. Due occasioni colossali che avrebbero permesso di chiudere la partita, che avrebbero tolto ogni dubbio sulla bufera che si sta abbattendo sulla Roma. La realizzazione di una delle due occasioni sarebbe stata la ciliegina sulla torta per la squadra, per lui stesso, per la Roma. Un pareggio non è male ma una vittoria era proprio quello che ci voleva. I 3 punti avrebbero portato serenità in un clima saturo di tensione che ne ha dannatamente bisogno.

La tenuta fisica della squadra.
L’unica cosa che hanno in comune la partita contro la Juve e la trasferta di Verona è stato il calo fisico a metà del secondo tempo. La Roma dopo l’espulsione di Rabiot ha prodotto ben poco. Ci si aspettava un assedio nella metà campo bianconera e invece è stato il lasso di tempo in cui la Juve ha giocato meglio.Bisogna intervenire, magari sfruttando tutti i cambi a disposizione. Abbiamo visto che questa mossa è stato un fattore fondamentale in Inter-Fiorentina e Napoli-Genoa. Nonostante le risorse in panchina non siano all’altezza dei titolari bisogna cominciare a sfruttare la freschezza dei nostri giovani in questi frangenti di gioco.

La fascia destra.
Santon ha giocato una buona gara, ma non aveva i 90 minuti a disposizione. Peres non è riuscito a fornire una prestazione dello stesso livello e la squadra ne ha risentito. La fascia destra sta diventando un problema sul quale bisogna intervenire urgentemente. Karsdorp anche se sembra recuperato, è un giocatore del quale non ci si può fidare a causa della sua fragilità muscolare. Peres non può continuare a giocare e Santon non può reggere un intero campionato.

Speriamo che la prestazione riporti un po’ di tranquillità dalle parti di Trigoria. Bisogna tornare a essere consapevoli dei propri mezzi e scacciare via la negatività imposta dagli altri. Orgogliosi della prestazione, arrabbiati per il risultato. Una frase che racchiude la mentalità giusta, l’ideologia da perseguire con impegno e fiducia.

Studio comunicazione,tecnologie e culture digitali. Sogno di diventare un giornalista sportivo. la mia passione più grande è il calcio. Il mio amore più grande è la Roma.

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