AS Roma: i soldi della gestione americana

Nel mese di Aprile 2011 la Roma viene acquistata da una cordata di americani e finisce l’era della famiglia Sensi. Thomas Di Bendetto, Richard D’Amore, Michael Ruane e James Pallotta. 4 uomini d’affari, sconosciuti al grande pubblico, che accolgono l’invito dell’Advisor Rothschild, scelto da Unicredit SpA, maggior creditore della famiglia Sensi.

Thomas Di Benedetto sembra essere il regista dell’operazione. E’ lui che guiderà la AS Roma LLC, che insieme alla Unicredit SpA, andrà a costituire la NEEP Roma Holding SpA. Il 60% della Holding sarà in mano alla AS Roma LLC, cioè la cordata americana, ed il 40% sarà della banca italiana.

Operazioni da 135 milioni complessivi, divisi come segue.

70 milioni per il 67% delle azioni della AS Roma
30 milioni per il 33% della quota detenuta dalla borsa (sarà poi acquistato l’11% di questa quota, con il 22% che rimarrà agli azionisti di borsa)
35 milioni per l’aumento di capitale

Il 27 settembre 2011, Thomas Di Benedetto diventerà il nuovo Presidente della Roma.

La prima stagione americana è quella 2011/2012, con Luis Enrique in panchina.

Il fatturato complessivo sarà di 115,9 milioni, con un bilancio che andrà in perdita di 58,47 milioni totali.

Il 27 Agosto del 2012 James Pallotta, che poi si scoprirà essere il vero uomo forte della cordata, diventa il nuovo Presidente della Roma.

La stagione 2012/2013, quella con Zeman e Adreazzoli in panchina, porterà una fatturato di 124,6 milioni, con una perdita di bilancio di 40,13 milioni totali.

Il 1 Agosto del 2013, la Raptors Holdco LLC, di James Pallotta, acquisterà il 9% delle quote di NEEP Roma Holding, da Unicredit SpA, per un totale di 10 milioni.

La stagione 2013/2014, con Rudi Garcia in panchina, porterà la Roma al ritorno in Champions League, grazie al secondo posto in classifica ed al record di punti.
Il fatturato sarà di 128,4 milioni, con un bilancio in perdita di 38,55 milioni complessivi.

I tre esercizi in perdita, renderanno necessario un aumento di capitale di 100 milioni che saranno versati interamente dalla NEEP Roma Holding, senza passare per gli azionisti di borsa (la NEEP Roma Holding è nel frattempo composta dal 60% di AS Roma LLC, dal 31% da Unicredit e dal 9% dalla Raptor).

Nel mese di Agosto 2014, il 31% di NEEP Roma Holding, detenuto da Unicredit, viene acquistato dalla Raptor di Pallotta, per un totale di 33 milioni. La banca esce quindi definitamente di scena.

La stagione 2014/2015 è la seconda con Rudi Garcia in panchina e porta la Roma a qualificarsi nuovamente in Champions League come seconda (è la stagione del derby di Iturbe e Mapou). La Champions League spinge il fatturato a quota 180,62 milioni (record storico), ma le perdite di bilancio arrivano a 41,16 milioni.

L’8 Maggio 2015 la Roma, prima della chiusura dell’esercizio, aveva stipulato il Settlement Agreement con l’UEFA, a causa del mancato rispetto delle regole del Fair Play Finanziario.
Secondo tale accordo la Roma dovrà rispettare le seguenti condizioni:

1. Deficit aggregato, nei bilanci 2014/2015 e 2015/2016, non superiore a 30 milioni (ci sono alcune voci di bilancio che non vengono considerate nel parametri UEFA, quindi per l’anno 2014/2015 non concorreranno tutti i 41 milioni di perdite).
2. Pareggio di bilancio entro la stagione 2016/2017.
3. Riduzione della rosa nelle competizioni europee da 25 a 22 giocatori.
4. Multa di 6 milioni (che potrà essere evitata in caso di raggiungimento del pareggio di bilancio).

La stagione 2015/2016 è quella del ritorno di Luciano Spalletti, che a inizio anno 2016 prende il posto di Rudi Garcia. La Roma arriverà agli Ottavi di Champions League, ma in Campionato sarà solo terza, e quindi costretta a disputare i preliminari di Champions League.
Il fatturato segnerà un nuovo record storico, cioè 219,42 milioni, con un bilancio in perdita di 14 milioni totali.

A causa del Settlement Agreement, la Roma sarà costretta ad accettare la cessione di Pjanic (che poi tecnicamente non sarà una cessione visto che la Juventus pagherà la clausola) che porterà in cassa una plusvalenza di 28,2 milioni.

La stagione 2016/2017, si aprirà con l’eliminazione dal turno preliminare di Champions League ma si concluderà con il secondo posto in classifica e con il nuovo record di punti. Sarà la stagione dell’addio di Francesco Totti (andrà via anche il mister Luciano Spalletti).
Il fatturato risentirà della mancata partecipazione alla Champions League e sarà di 175 milioni, con 42 milioni di perdita.

Il pareggio di bilancio non sarà rispettato, ma l’UEFA chiuderà il Settlement Agreement con l’applicazione della sanzione di 6 milioni, premiando comunque gli sforzi fatti dalla società giallorossa (la cessione di Salah al Liverpool sarà in questo fondamentale).

La Stagione 2017/2018 sarà la prima dell’era Monchi DS e Di Francesco allenatore. Sarà l’anno della semifinale di Champions League, di Roma-Barcellona 3-0, di immense emozioni che però resteranno purtroppo degli episodi isolati non ripetuti l’anno successivo.
Il fatturato raggiungerà il record storico, cioè 250,86 ma il bilancio sarà nuovamente negativo, per 25,4 milioni.

Nel 2018 verrà sottoscritto il secondo aumento di capitale, di 99 milioni totali, di cui 90,5 tirati fuori da NEEP Roma Holding ed il resto dagli azionisti.

Ad oggi, con l’esercizio 2018/2019 in corso, i numeri ufficiali sono questi.

In totale, Pallotta ed i suoi compagni di cordata hanno tirato furi complessivamente:

il 60% di 70 + 10 + 35 per l’acquisto, cioè 69 milioni.
10 milioni per il 9% di NEEP Roma Holding nel 2013
Il 69% dei 100 milioni dell’aumento di capitale del 2014, cioè 69 milioni
33 milioni per il 31% di NEEP Roma Holding del 2014
90,5 milioni dell’aumento di capitale de 2018

Sono 271,50 milioni, ai quali vanno aggiunti i milioni necessari per coprire la differenza tra gli aumenti di capitale e le perdite di bilancio totali.

199 milioni di aumento di capitale contro 259,71 milioni di perdite di bilancio.

Sono altri 60,71milioni, che portano l’esborso totale a 332,21 milioni.

E’ chiaro che Pallotta e soci sono degli investitori, quindi immettere più di 300 milioni su un progetto vuol dire che l’aspettativa di ricavo è nettamente superiore.

Abbiamo visto in alcuni articoli precedenti come lo stadio e la cosiddetta Super Champions potranno essere dei volani per la crescita degli introiti della AS Roma.
Cosa ci riserverà il futuro? Staremo a vedere.

Intanto si prospetta all’orizzonte una nuova rivoluzione tecnica che, si spera, possa portare la Roma a tornare a lottare per le posizioni che più le competono.

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