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AS Roma: il punto sulla cessione

La cessione della AS Roma, con il ritorno del calcio giocato, sembra vivere una fase sempre più intensa.

Il “signing” tra James Pallotta e Dan Friedkin, saltato all’ultimo momento con l’inizio del lockdown, ha aperto la strada a varie possibilità.

James Pallotta è stato chiaro, qualche settimana fa, nella sua intervista. Vuole vendere la AS Roma.

“Vuole”, non “deve”, come molti volevano farci credere.

Questo significa che prezzo e modalità di pagamento li decide lui.

L’advisor Goldman Sachs è al lavoro dallo scorso autunno e, nonostante l’accordo di Dicembre e l’imminente signing di fine febbraio, non ha mai smesso di vagliare le varie opportunità.

La chiave di volta è il prezzo. A quanto ammonta la richiesta? Nessuno lo sa con certezza ma basta fare un po’ di conti per capirlo.

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James Pallotta e soci hanno finora speso le seguenti cifre.

69 milioni nel 2011, tra acquisto ed aumento di capitale;

10 milioni nel 2013;

69 milioni per l’aumento di capitale nel 2014;

ulteriori 33 milioni nel 2014;

90,5 milioni per l’aumento di capitale del 2018.

In totale fanno 271,50 milioni

A questi vanno aggiunti i 150 milioni per l’aumento di capitale che sarà completato entro il prossimo dicembre.

In totale fanno 421,50 milioni.

Nel maggio 2019, Forbes valutava la AS Roma, circa 622 milioni di dollari.

Unendo le due informazioni, è facile ricavare in 600 milioni il prezzo giusto, che probabilmente convincerebbe James Pallotta a vendere.

Un prezzo che, se poteva essere ritenuto troppo alto qualche mese fa, in piena pandemia, oggi appare invece corretto per diversi motivi.

Innanzitutto perché il mondo del calcio ha dimostrato che conta parecchio in Europa, con la riapertura di quasi tutti i campionati.

Il tutto, in barba al distanziamento sociale, ai tifosi ed alla pandemia in generale.

Comanda il dio denaro ed il calcio, di soldi, ne muove parecchi.

Un altro fattore che va a favore di James Pallotta e soci è quello dello stadio.

Volente o nolente, la giunta Raggi non potrà tenere all’infinito il dossier dentro il suo cassetto.

La settimana prossima è in programma un vertice di maggioranza. La convenzione è pronta ed il voto in Assemblea Capitolina avverrà entro il prossimo settembre.

La AS Roma è pronta per essere venduta, al prezzo dettato dalla sua attuale proprietà.

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Quali sono gli acquirenti?

Su questo, attualmente c’è massimo riserbo.

Il mancato passaggio di inizio anno ha fatto capire a tutti che è meglio tacere, in assenza di voci sicure.

Una voce dell’ultima ora, parla di un gruppo nord americano che porterebbe in dote Edinson Cavani, svincolato dal PSG (voce insistente che rimbalza dall’Uruguay).

Si è parlato di Micky Arison, proprietario dei Miami Heat (NBA), ma lo stesso ha smentito.

Joseph DaGrosa, ex presidente del Bordeaux, sembra essersi defilato.

La settimana scorsa di parlava anche di un gruppo molto vicino a Jeff Bezos, fondatore di Amazon.

In molti, inoltre, giurano che Dan Friedkin stia preparando l’offensiva per rilanciare e sferrare il colpo decisivo.

Chi la spunterà? Ci sono altri gruppi che lavorano nell’ombra?

La sensazione è che la verità la sappiano solo James Pallotta e Goldman Sachs e che tutto verrà fuori solo a cose fatte.

Entro quanto?

Ce lo ha detto, quasi chiaramente la AS Roma nello scorso CDA.

“La continuità è garantita fino al 31 dicembre 2020”.

Entro quella data, la AS Roma avrà probabilmente cambiato proprietà.

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