Centrocampo roma

Un centrocampo in cerca d’autore

Costinha, Maniche e Deco. Makélelé, Essien e Lampard. Zanetti, Cambiasso e Sneijder. Herrera, Fellaini e Pogba. Sono solo alcuni tra i blocchi di centrocampo allenati da José Mourinho nella sua straordinaria carriera. Cos’hanno in comune? Si tratta di reparti ben assortiti, composti da centrocampisti di spessore con caratteristiche complementari. Un uomo d’ordine, almeno un incontrista vero e almeno un giocatore chiave da ultimo passaggio, mezzala o trequartista che sia, a seconda del modulo scelto. Prestanza fisica, dinamismo, inventiva: caratteristiche fondamentali che l’allenatore portoghese ha ritrovato – con interpreti diversi – nelle sue esperienze a Oporto, Londra, Milano e Manchester.

E a Roma?

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IL REPARTO ATTUALE TRA CERTEZZE E GIOVANI TALENTI

Nelle sue prime uscite stagionali la prima Roma targata Special One si è disposta in campo con un 4-2-3-1 iniziale, che prevede due centrocampisti davanti alla difesa – uno più posizionale che tende a scalare dietro a ricevere palla, l’altro con maggiore partecipazione diretta alla fase offensiva – e un trequartista dinamico che possa spaziare anche sull’esterno quando ce ne sia la necessità, pronto a servire imbucate decisive ai compagni più avanzati.

Se quest’ultimo ruolo sembra essere di proprietà di Lorenzo Pellegrini, le altre due posizioni “centrali” del centrocampo sembrano non avere ancora un padrone.

L’indisponibilità del neo campione d’Europa Bryan Cristante – aggregatosi solo il 1 agosto alla squadra in Portogallo – e i problemi fisici di Jordan Veretout hanno costretto Mourinho a ricorrere esclusivamente ai giovani talenti di cui la Roma dispone come alternative. Proprio il francese, se dovesse ristabilirsi a pieno fisicamente, può essere l’uomo cardine del centrocampo romanista, sfruttando le sue caratteristiche di maratoneta di qualità e garantendo dinamismo e inserimenti offensivi, che sono cardini del gioco in verticale proposto dal tecnico fino ad ora.

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Cristante, dal canto suo, ritroverà con ogni probabilità un posto in mediana dopo essersi adattato con profitto al ruolo di perno centrale della difesa a tre nella passata stagione. Roberto Mancini ha dimostrato di fare affidamento su di lui per garantire fisicità al reparto centrale, e Mourinho potrebbe seguire l’esempio di quello che fu il suo predecessore sulla panchina dell’Inter.

Le altre pedine a disposizione del mister sono al momento dei ragazzi sotto i 25 anni, con diversi gradi di esperienza nel professionismo.

L’alternativa più collaudata per i livelli della Serie A è certamente Amadou Diawara. Il mediano guineano può vantare oltre cento presenze nella massima serie a 24 anni appena compiuti, ma in giallorosso ha alternato ottime prestazioni a errori marchiani, soprattutto in fase di appoggio all’indietro. Anche lui ha avuto la sua schiera di infortuni, tra i quali uno piuttosto importante al menisco di due stagioni fa.

Gonzalo Villar invece è stato la sorpresa della prima parte della scorsa stagione: prelevato dall’Elche nel gennaio precedente, era stato utilizzato con il contagocce nei suoi primi sei mesi romanisti. L’anno scorso, invece, i tifosi hanno potuto ammirare un talento cristallino per gestione della palla e intelligenza tattica, nonostante un calo finale nel rendimento quando tutta la squadra è crollata nelle prestazioni e nei risultati.

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Restano due prodotti del vivaio giallorosso, fertile ora più che mai. Mentre Ebrima Darboe ha già potuto brillare alla luce dei riflettori, sfoderando alcune ottime prestazioni nel finale di stagione e arrivando a poter raccontare la propria toccante storia a Sky e Roma TV, Edoardo Bove aveva disputato solo undici minuti nell’esordio all’Olimpico contro il Crotone, prima di mettersi in luce nelle prime fasi del precampionato.

INTERDIZIONE E VERTICALITÀ CERCASI

Se numericamente si tratta già di un reparto ben fornito, con alcuni profili interessanti, scendendo nel dettaglio si possono individuare difetti di assortimento che rendono il centrocampo attuale il reparto meno convincente per una Roma di stampo mourinhano.

Ai nastri di partenza, l’unica certezza sembra Veretout. Cristante avrà sicuramente spazio, ma resta da vedere se con un ruolo più da incursore come ai tempi di Gasperini o come elemento d’ordine che detta i tempi ed è pronto a lanciare in verticale se si apre un varco. Già le prossime amichevoli potranno fornire indicazioni.

Diawara ha buoni tempi di gioco ed offre una discreta interdizione, ma pecca talvolta di concentrazione e manca nel lancio lungo. Villar, dal canto suo, tiene ancora troppo il pallone e rischia di rallentare il ritmo della squadra: se nella manovra più ragionata di Fonseca le sue qualità potevano venir fuori con facilità, il talento spagnolo dovrà migliorare questa parte del suo gioco con Mourinho. Inoltre, risulta ancora un po’ falloso in fase di rottura e al momento è dovuto rientrare a Roma per infortunio. Darboe ha fatto vedere anche lui una buona visione di gioco, ma è ancora da formare. In questo precampionato sta mancando nella precisione dei passaggi e il tecnico lo ha anche ripreso a favore di telecamera per spronarlo, nel corso dell’amichevole contro il Debrecen.

Rimane Edoardo Bove, che sta dimostrando dinamismo e ottimo senso tattico. È ancora da vedere se verrà aggregato definitivamente alla prima squadra.

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Insomma, una batteria di centrocampisti talentuosi, ma ancora incompleta per competere ai massimi livelli in Serie A. Forse non ancora da quarto posto.

TIAGO, PENSACI TU

Considerando che gli aggiustamenti tattici e l’allenamento individuale dei calciatori difficilmente possono portare a sviluppare nuove caratteristiche in breve tempo, va da sé che le risposte ai problemi del centrocampo dovranno arrivare dal mercato.

Non è un mistero che Mourinho avesse espressamente richiesto un profilo come quello di Granit Xhaka, capitano dell’Arsenal. Il senso della posizione del nazionale svizzero, abbinato alla sua precisione nel lancio lungo a scavalcare la difesa, ne fanno un profilo ideale per le necessità della Roma.

La lunga trattativa con l’Arsenal sembra però essersi arenata. Stando alle recenti novità, il club inglese non avrebbe accettato l’offerta romanista e avrebbe offerto il rinnovo al calciatore, che sui social ha espresso soddisfazione per il suo “ritorno a casa” in occasione del suo debutto in precampionato con la maglia dei gunners.

Se l’operazione Xhaka dovesse dunque rivelarsi non realizzabile, starà a Tiago Pinto adoperarsi per fornire al connazionale Mourinho una soluzione alternativa a centrocampo. Un giocatore già accostato alla Roma in precedenza è Teun Koopmeiners, capitano dell’AZ Alkmaar, bravo sia in fase d’interdizione che d’impostazione: un profilo meno d’ordine e più offensivo rispetto a Xhaka, capace di mettere a segno 15 reti nella scorsa Eredivisie. Secondo il Corriere dello Sport la Roma è tornata forte sul giocatore. L’Atalanta, però, sembra più avanti e ha rilanciato (fonte: Nicolò Schira). Altri nomi emersi in questi giorni sono quelli di Denis Zakaria del Borussia Mönchengladbach e di Thomas Delaney del Borussia Dortmund. Si tratta allo stesso modo di profili che si occupano con profitto delle due fasi, ma con meno propensione al gol.

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Difficilmente potranno essere acquistati due rinforzi, a meno che la Roma non venda uno tra Diawara, Villar e l’emergente Darboe. L’auspicio è che il nuovo centrocampista possa arrivare con anticipo rispetto all’inizio ufficiale di stagione, fissato per il 19 agosto in Conference League contro Molde o Trabzonspor. La squadra avrà infatti bisogno di provare i nuovi automatismi a centrocampo e perfezionarli al meglio in vista della nuova stagione.

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A fine mercato avremo una rosa degna di José Mourinho”, furono le parole di Tiago Pinto durante la conferenza stampa di presentazione del tecnico. Ci rivolgiamo quindi a lui con piena fiducia: vai, Tiago, ché il tempo stringe.
E Mou vuole la sua Roma.

Classe 1992, poliglotta apolide ma con la Roma nel cuore. Appassionato di calcio moderno e innamorato di quello passato.

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