Radja

Cessione Radja, l’altro punto di vista

Radja Nainggolan andrà all’Inter, ormai non ci sono più dubbi. È questa la notizia che ha sconvolto l’ambiente dei tifosi giallorossi. Il Ninja, tutto cuore, grinta, carattere e tecnica, lascia la Roma, andando a rinforzare una diretta concorrente (o presunta tale). Detta così, appare un fulmine a ciel sereno in quella che era stata finora una cavalcata: un acquisto dopo l’altro e Roma mai così attiva sul mercato nel mese di Giugno.

In realtà quella di Radja è una cessione che può sì cambiare per sempre le sorti della Roma, ma in senso positivo. Una cessione, apparentemente sbagliata, che però va analizzata sotto tutti gli aspetti. 

Andiamo per ordine, e vediamo perché la partenza del Belga non solo è sembrata inevitabile ma, alla lunga,  può portare alla società giallorossa dei vantaggi chiari e precisi.

 

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  1. Impatto sul movimento calcistico in generale

Radja Nainggolan è uno dei centrocampisti più completi del panorama europeo. Quantità e qualità, unite ad una grinta senza eguali. Un calciatore che farebbe la fortuna di qualsiasi squadra e che, tra l’altro, aveva sempre giurato amore eterno alla Roma. La cessione del Ninja è una scelta della Roma, intesa come Monchi e Di Francesco, padroni assoluti dello spogliatoio di Trigoria.

La società giallorossa quindi, decide di cedere uno dei più forti calciatori d’Europa, e lo fa contro il parere del 99% della tifoseria e in contrasto con la volontà stessa del giocatore che, senza nascondersi, ci ha tenuto più volte a specificare che lui voleva rimanere.

Questa è una mossa che comunica a tutti che la Roma non accoglie più chiunque. Se fino a ieri era la Roma che desiderava i calciatori, da oggi in poi sono loro che devono aspirare a venire nella Capitale. Vestire la maglia giallorossa è un privilegio per pochi; un privilegio che, una volta conquistato va mantenuto con impegno e dedizione. Radja ha compiuto qualche azione che gli ha fatto perdere questo privilegio. Lui sa benissimo cosa. Noi possiamo immaginare. Inutile adesso piangere sul latte versato. Tutto ciò che ha dato alla maglia della Roma non verrà dimenticato, ma oggi il belga è un calciatore dell’Inter.

  1. Impatto sui tesserati della AS Roma

La cessione del Ninja manda un messaggio chiaro e inequivocabile a chi resta ed a chi è appena arrivato. Le vittorie si costruiscono sui dettagli, e più si sale di livello e maggiormente conta l’attenzione ai particolari. Le partite si vincono dal lunedì alla domenica, da mezzanotte alle ventitré e cinquantanove.

Non basta dare l’anima in campo per 90 minuti. L’anima va data 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana, anche a Natale, a Pasqua, a Ferragosto ed a Capodanno (…). La vita che si fa fuori dal campo non solo conta, ma è una componente fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi.

“Non pensiamo a cosa fa Radja in campo nonostante la sua vita sregolata, ma pensiamo a cosa potrebbe fare se conducesse una vita da atleta”. Non lo ha detto esplicitamente nessuno, ma è questo il messaggio chiaro ed inequivocabile che esce fuori da questa vicenda. Bisogna dare il massimo, sempre e comunque.

Questo è un cambio di mentalità che la Roma, con la cessione del Ninja, chiede a tutti i suoi tesserati. Nessuno escluso. Tolleranza zero e obiettivo sempre bene in mente (non è casuale che anche Bruno Peres sia stato ceduto e che nessun calciatore è incedibile). E’ evidente che l’anno scorso non si sia fatto il massimo, e la prossima stagione deve essere affrontata in maniera diversa.

 

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  1. Cura dell’immagine della società 

Il video di capodanno ha fatto il giro del mondo, e non è stato un bello spettacolo non solo per il calciatore, ma per tutta la società AS Roma. Mentre Radja beveva, fumava e bestemmiava in diretta Instagram, da qualche altra parte c’era chi stava chiudendo degli accordi di sponsorizzazione che avrebbero portato alla Roma soldi fondamentali per il suo processo di crescita. 

Il comportamento di un tesserato influenza anche quello di tutti gli altri. Essere squadra, vuol dire tutelare gli interessi comuni. La Roma sta compiendo dei passi da gigante a livello di crescita del valore del marchio. Le ultime sponsorizzazioni testimoniano che il lavoro svolto è stato eccellente. Non è più possibile che un singolo tesserato possa rovinare, con una bravata, mesi e mesi di lavoro di altri. Anche questo è un messaggio chiaro e preciso. Chi nuoce all’immagine della società, va via. Può chiamarsi anche Radja Nainggolan e può aver giurato amore eterno, facendo innamorare una intera tifoseria.

L’immagine della società è più importante del singolo. Altro concetto rivoluzionario che spiega che tipo di logica ci possa essere dietro una decisione così forte.

  1. Cambiamento tecnico-tattico

Il problema della Roma della scorsa stagione è stato soprattutto legato al fatto di avere un centrocampo troppo muscolare e poco dinamico. Il mercato in tal senso si sta muovendo lungo una direzione chiara. Qualità e dinamicità, con calciatori in grado di contribuire concretamente anche alla fase offensiva. La scelta della cessione di Radja, seppure dettata soprattutto da motivi comportamentali, va anche nella direzione di un cambio tattico voluto dal mister.

Le difficoltà di adattamento del calciatore belga al modulo di mister Di Francesco, sono state evidenti. Lo spostamento lungo la linea dei trequartisti è stata più una mossa psicologica che effettiva, e non ha comunque portato dei grossi miglioramenti al gioco della Roma. Il mister ha quindi ritenuto sacrificabile Radja anche da un punto di vista tecnico.

Scelta difficile, coraggiosa, della quale il mister si assumerà pienamente la responsabilità. Ma anche questo è un cambiamento forte. Se l’allenatore è il primo a saltare in caso di fallimento, è giusto che l’aspetto tecnico venga deciso pienamente da lui.

 

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  1. Le contropartite tecniche

Ha fatto molto discutere la valutazione anche in termini di soldi e contropartite tecniche. 24 milioni più Santon e Zaniolo, miglior calciatore dell’Inter campione d’Italia Primavera. In questo caso, la cosa più bella è che chi critica questa scelta lo fa anche dicendo che per meno di 35 milioni la Roma non doveva cederlo. Se andiamo invece a quantificare, vediamo che i 24 cash, più i “tot” di Santon e i “tot” di Zaniolo fanno un gruzzolo più elevato (attendiamo il comunicato ufficiale). Per un calciatore di 30 anni non sono assolutamente pochi.

Inoltre vanno analizzati attentamente i calciatori che arriveranno a Roma. Davide Santon, oggetto tra l’altro di insulti da parte di un nugolo di imbecilli sul web, è un esterno che può giocare indifferentemente a destra e sinistra. Nonostante le vicissitudini avute nella sua carriera, può essere recuperato da una cura intensiva (soprattutto a livello mentale) del mister e, se dovesse riuscire, ci troveremmo di fronte ad un valore tecnico assoluto.

Zaniolo è il miglior ’99 italiano (e scusate se è poco) e può essere, tra l’altro, inserito nelle trattative per arrivare ad altri calciatori (pur restando sempre un patrimonio della Roma). Un tempo l’acquisto del miglior calciatore italiano di prospettiva sarebbe stato accolto in tutt’altra maniera. Ma un tempo si faceva giornalismo di tutt’altro tipo.

  1. Il timing della cessione 

Radja Nainggolan ha 30 anni e, se si doveva cedere un centrocampista, tra lui e Strootman, ha assolutamente più senso aver  ceduto il Ninja. Ci sono due anni di differenza ed uno stile di vita completamente differente, che alla lunga andrà per forza ad incidere sul fisico dei calciatori. Anche su questo aspetto quindi, la Roma ha fatto la scelta giusta. Senza contare il carisma e la leadership che l’olandese ha, rispetto a Radja.

 

Come visto quindi, i motivi della cessione di Radja sono molteplici ma è ovvio che tutto è iniziato con quel maledetto video di capodanno. Questa scelta, nettamente rivoluzionaria, può realmente porre le basi per un futuro in cui la professionalità, la dedizione e l’attenzione ai particolari saranno le linee guida. I Campionati e le Champions League si vincono così. Con tutto il rispetto e l’affetto per Radja, non posso non accogliere con entusiasmo questo nuovo modo di pensare l’AS Roma.  Ed inizio a capire perché la bacheca del Siviglia ha iniziato a riempirsi con l’avvento di Monchi.

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