Che Roma aspettarsi in Europa?

La stagione inizia ad entrare sempre più nel vivo e ormai il profilo della Roma sembra essersi delineato. Si vince contro le piccole e si fatica contro le grandi, ma se l’andamento dovesse essere questo si dovrebbe quantomeno riuscire a guadagnare un posto tra le prime 4, obiettivo stagionale degli uomini di Fonseca. Questo campionato però continua e continuerà a regalarci sorprese, dunque bisogna essere pronti a tutto, cosa a cui noi romanisti in fondo siamo abituati. L’ideale sarebbe riuscire a sbloccarsi definitivamente in un big match, per poi rimanere nella parte alta della classifica senza rimanere coinvolti in lotte pericolose fino all’ultima giornata. Ma oltre al campionato e con la Coppa Italia ormai sfumata malamente, la Roma adesso,  più precisamente da giovedì, tornerà in campo in Europa League per la sfida contro il Braga nei sedicesimi di finale.

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Ricordiamo rapidamente che la Roma ha concluso in testa il suo girone davanti a Young Boys, Cluj e Cska-Sofia, qualificandosi con due turni di anticipo e perdendo solo l’ultima partita indolore in Bulgaria. Il sorteggio ha messo di fronte l’interessante Braga di Carvalhal, attualmente terza in Portogallo e qualificatosi come seconda nel suo raggruppamento, dopo aver raccolto 13 punti come il Leicester, arrivato davanti ai portoghesi per scontri diretti e differenza reti a favore. Tra l’altro lo score di Braga e Roma è stato lo stesso: 13 punti con 4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta.

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Adesso le due compagini si ritroveranno faccia a faccia, e la domanda che sorge spontanea è la seguente: vedremo in campo la Roma tanto apprezzata nelle uscite con le più piccole del campionato, come ad esempio quella scesa in campo ottimamente domenica contro l’Udinese o il richiamo di una manifestazione più rilevante potrebbe metterci davanti la Roma più fragile vista finora nelle sfide più importanti? Ci sono alcune considerazioni da fare però. In primis stavolta non è una gara secca, quindi qualora la squadra non dovesse offrire una prestazione convincente nella gara di andata, ci saranno comunque 90 minuti del ritorno per recuperare. L’avversario non è da sottovalutare assolutamente e Fonseca questo lo sa. Ogni gol in più conta e può fare la differenza. Inoltre la partita di ritorno in casa, seppur senza pubblico, è un punto a favore, su un campo che conosci bene e in cui la Roma quest’anno ha perso solo nel derby e in Coppa Italia contro lo Spezia ai supplementari.

Altro fattore importante sarà la compattezza del gruppo (che non sembra mancare) e il ruolo che giocheranno i leader stessi del gruppo. Ritrovando giocatori d’esperienza come Dzeko e Pedro, un po’ persi nell’ultimo periodo, affiancandoli ai vari Mkhitaryan, Veretout, Spinazzola si potrà garantire una qualità che poche altre squadre della competizione possono vantare.

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Il reparto che va ritrovato di più però è la difesa: nonostante il clean-sheet contro l’Udinese ancora non si può dire di essere davanti a una difesa imperturbabile. Mancini e Ibanez sono maturati notevolmente, specialmente l’italiano classe ’96 è ormai un punto fermo per Fonseca e per l’intero reparto.  Va però necessariamente ritrovato il vero Smalling, l’inglese infatti, tornando sui livelli della passata stagione, rappresenterebbe una certezza notevole in questo momento così importante. La questione portieri riamane apertissima, nessuno è sicuro del posto e proprio questo potrebbe spingere Pau Lopez e Mirante a non abbassare mai la guardia ogni volta che saranno chiamati in causa. Al momento lo spagnolo sembra in vantaggio, ma occhio ai fantasmi della famosa eliminazione con il Siviglia, anche stavolta ogni errore rischia di rovinare tutto.

Sarà una doppia sfida che ci dirà molto sulle ambizioni della Roma e che andrà affrontata con il giusto atteggiamento. Se la Roma vuole può dire la sua, le carte in regola ci sono tutte, senza porsi obiettivi ma consapevoli di poter arrivare fino in fondo. Tutto parte dal Portogallo, il destino riporterà Fonseca proprio lì dove è cresciuto come allenatore. La missione Europa League può finalmente avere inizio.

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Studente e grande tifoso della Roma. Ho iniziato a seguire bene tutte le partite dal 2009, l'ultimo trofeo della Roma risale al 2008. Sono anche uno di quelli che ha esultato su Facebook per l'arrivo di Iturbe e Schick sbeffeggiando gli juventini. L'unica volta che sono stato a Trigoria ho scoperto che i giocatori erano in vacanza. E per finire mi è passato Nainggolan dietro ma non l'ho visto perchè stavo in fila per farmi la foto con Monchi. Alla vita dico: "Cosa t'ho fatto de male?".

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