CineRoma: dagli anni ’30 ai ’40, una Roma in bianco e nero

Il cinema è emozione. Un’emozione che può nascere da un dialogo, da un gesto, da una musica, o ancora più nello specifico da un legame fra due persone, un rapporto ritrovato, l’epica di un’impresa, un’ultima avventura insieme o il racconto di una storica rivalità. Ecco, tutto questo noi tifosi lo ritroviamo anche nel calcio, con la nostra Roma. E quando due cose belle si uniscono, diventano ancora più emozionanti. Con questa rubrica infatti vi parleremo della Roma all’interno del cinema nostrano e non, analizzando il film, in che modo viene inserita all’interno della sceneggiatura e allo stesso tempo punteremo uno specchio sulla situazione della squadra in quel periodo.

ANNI 30

Gonfiamoci il petto. Il primo film italiano che parla di calcio, parla della Roma. 1932: ”Cinque a Zero” di Mario Bonnard. Il titolo fa riferimento ad una clamorosa vittoria – ottenuta nel lontano 1931 nel mitico e storico Campo Testaccio – dalla Roma contro la Juventus. Tra gli interpreti ovviamente, ci sono i giocatori della “A.S.Roma”, faccio qualche nome: Fulvio Bernardini, Rodolfo Volk, Guido Masetti. Il film ha avuto molto successo sia di critica che di pubblico (la pellicola andrà anche persa e poi recuperata). Cosi ”Cinque a Zero” sembrava l’inizio di un filone commerciale, ed invece di calcio al cinema non se ne parlò fino agli anni ’40.

Nel frattempo sul campo:
Un decennio importante per la nostra storia: quello di Campo Testaccio. Sia come stadio, e sia come Inno. Nei primi anni 1930 la Roma era presieduta da Renato Sacerdoti che aveva garantito il capitale economico necessario all’allestimento del nuovo club. Lasciò nel 1935 perchè ebreo: venne arrestato. Tempi brutti. Nell’estate del 1933 la Roma, dopo aver venduto il cannoniere Volk, mise a segno tre colpi di mercato acquistando i cosiddetti “Tre moschettieri” argentini: l’attaccante Enrique Guaita, la mezz’ala Alejandro Scopelli e il centro-mediano Andrés Stagnaro. Nonostante la qualità portata dai giocatori, i litigi con Fulvio Bernardini non aiutarono la squadra. Anche all’interno del tifo si creò una spaccatura: cominciarono a sorgere due fazioni che sostengono da una parte l’argentino e dall’altra Bernardini. Dopo aver preso anche la cittadinanza italiana i tre sudamericani restarono alla Roma soltanto per due stagioni, portando la squadra ad un quinto e ad un quarto posto. Scapparono di nascosto in una notte del 1935 per evitare la chiamata alle armi. L’Italia era infatti in procinto di entrare in guerra contro l’Etiopia.

ANNI 40

Precisamente nel 1942 e Mario Bonnard riporta, anche se in piccolissima dose, la Roma sul grande schermo con “Campo de’Fiori”. Il film in questione però non è calcistico, bensì una Commedia con la C maiuscola. Infatti, i due attori principali sono Aldo Fabrizi e Anna Magnani. Due de passaggio. L’uso dell’intercalare romano nel film poi, meno dialettale delle altre parlate, comincia ad evidenziare nel cinema la regionalità linguistica divenuta in seguito caratteristica fissa nei film della commedia all’italiana. Infatti il film è una fotografia perfetta della Roma città di quegli anni. La storia, come dicevamo prima, non vede la Roma squadra protagonista ma può vantare il primato di essere il primo film con una citazione calcistica all’interno. Ed è anche giusto che il primo attore italiano a pronunciare questa battuta sia stato proprio Aldo Fabrizi, personificazione dello spirito capitolino (anche se probabilmente tifoso dell’altra squadra): “Capirai, Roma-Lazio, e chi se lo perde”.

Nel frattempo sul campo:
Decennio che ricordiamo bene per una cosa: nella stagione 1941-1942 per la Roma arrivò il primo trionfo importante, il primo scudetto dei 3 vinti nella storia, conquistato il 14 giugno 1942 battendo per 2-0 il Modena. L’anno successivo alla vittoria dello scudetto, il presidente Bazzini confermò in blocco la squadra autrice della stagione precedente, la quale ebbe però un’età media notevolmente alta. Questo, oltre che l’affermazione del Grande Torino, fu la causa principale del declino immediato della squadra dello scudetto. Un nostro classico insomma. L’allenatore dello scudetto AustroUngherese Alfréd Schaffer morì a meno di un anno di distanza dal trofeo. Tutti questi fattori fecero crollare la Roma intorno alla decima posizione. Per colpa della guerra poi il torneo nazionale si fermò e riprese solo nel 1945-1946, dove venne suddiviso di nuovo in due gironi, uno per il Nord ed uno per il Centro-Sud. Nella stagione 1949-1950  Fulvio Bernardini guidò dalla panchina la squadra, tuttavia non riuscì ad ottenere i risultati sperati e fu sostituito nelle ultime giornate da Luigi Brunella: in tale contesto la squadra si salvò dalla retrocessione per pochi punti.

Prossimamente il continuo con “CineRoma: gli anni 50 capitanati da Alberto Sordi e Vittorio Gassman”.

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