CineRoma: gli anni ’80, un decennio da Oscar [prima parte]

Il cinema è emozione. Un’emozione che può nascere da un dialogo, da un gesto, da una musica, o ancora più nello specifico da un legame fra due persone, un rapporto ritrovato, l’epicità di un’impresa, un’ultima avventura insieme o il racconto di una storica rivalità . Ecco, tutto questo noi tifosi lo ritroviamo anche nel calcio, con la nostra Roma. E quando due cose belle si uniscono, diventano ancora più emozionanti. Con questa rubrica infatti vi parleremo della Roma all’interno del cinema nostrano e non, analizzando il film, in che modo viene inserita all’interno della sceneggiatura e allo stesso tempo punteremo uno specchio sulla situazione della squadra in quel periodo.

ANNI 80 (fino allo scudetto)

Gli anni ’80 furono un decennio denso di cambiamenti epocali, per il mondo e per l’Italia. Quando il paese era moderno. Un decennio che soprattutto in questi anni viene, citato, ricordato e rimpianto tramite la musica, la moda e ovviamente anche in cinema. In quegli anni la Roma era al centro del calcio nazionale, ed ecco allora che la fama della squadra giallorossa sfociò completamente anche nella settima arte. Si comincia proprio nel 1981 con “I Carabbinieri” di Francesco Massaro dove Bombolo (che sarà tra i volti più citati in questo decennio) spiega ad Ennio Antonelli la bellezza di Falcao e Di Bartolomei. Scena che potete trovare sulla nostra pagina Facebook CLICCANDO QUI.

Sempre Bombolo l’anno successivo in “La sai l’ultima sui matti?” dà del laziale ad un Enzo Cannavale che stava provando a buttarsi di sotto (“Roma Roma Cha cha cha”).

Nell’82 rivediamo un Alberto Sordi piazzato comodamente davanti la tv a seguire un Catanzaro – Roma in “Io so che tu sai che io so”, dove forse vediamo la più veritiera versione di un tifoso romanista davanti la televisione: insulta rinunciatario dopo il gol subito ed esulta come in una finale dopo il gol fatto.

E come non citare “Il tifoso, l’arbitro e il calciatore” dove Amedeo (interpretato da Pippo Franco) dal cuore giallorosso, pur di ingraziarsi il futuro suocero dovrà fingersi laziale. Esilarante quando tenterà di essere presente sia in curva nord sia in curva sud, fingendo di allontanarsi per dei problemi intestinali e, durante il tragitto tra i due settori, cambiandosi d’abito girando la giacca e il cappello. Da citare anche Sor Memmo (Mario Carotenuto), romanista fracico.

Nel frattempo sul campo (fino allo scudetto):

Nella stagione 1980-1981 venne ripristinata, dopo 14 anni, la possibilità di schierare calciatori stranieri nel campionato italiano. La Roma si mosse immediatamente, acquistando dall’Internacional il mediano e regista brasiliano Paulo Roberto Falcão: sconosciuto ai più, il giocatore s’inserì in poco tempo negli equilibri tattici della Lupa, divenendone uomo-chiave. E la Rometta diventa la maggica. Sin da subito si imposero all’attenzione generale tre giovani emergenti come Bruno Conti, Carlo Ancelotti e Roberto Pruzzo, che confermò le sue qualità di bomber. Nel 1980-81 ebbe inizio il duello infinito contro la Juventus. A fine stagione la spuntarono i bianconeri ma sulla vittoria, ancora oggi dopo tanti anni, pesa il celeberrimo gol di Turone, ingiustamente annullato nello scontro diretto di Torino.

La Coppa Italia conquistata contro il Torino.

Riuscì comunque a portare a casa un trofeo: la Coppa Italia contro il Torino, la quarta. La stagione 1981 – 1982 fu un giro quasi a vuoto della squadra, complice anche l’infortunio di Ancelotti: arrivò al terzo posto. Nel 1982-1983 una mirata campagna acquisti portò a Roma il giovane difensore sampdoriano Pietro Vierchowod che insieme a Falcão si rivelarono i punti di forza della stagione; importanti per la scalata al vertice furono poi le parate di Tancredi, soprattutto sui calci di rigore, e il rientro di Ancelotti, che dimostrò di esser tornato in gran forma. I Giallorossi rimasero per quasi tutto il campionato in vetta alla classifica, grazie anche all’attacco esplosivo col bomber Pruzzo e Bruno Conti ad imperversare sulla fascia. subeì solamente tre battute d’arresto e duellando nel finale con la Juventus, principale antagonista in quel periodo; l’8 maggio 1983, alla penultima di campionato, la Roma, grazie al pareggio sul campo del Genoa per 1-1, conquistò così il suo secondo scudetto con una giornata d’anticipo. Roma in festa.

Prossimamente il continuo con la seconda parte.

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