Dalla difesa a 4 al modulo a 3. Anche per il futuro?

“Se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere ciò che hai sempre avuto.” direbbe Warren Bennis, un celebre studioso americano e pioniere negli studi sulla leadership. Un concetto che vale inevitabilmente anche nel mondo del calcio e dipendente dalla reale efficacia di un sistema di gioco. E se questo ti consente di ottenere risultati e vittorie.

Nel caso della Roma post Covid-19, vincente solo contro la Sampdoria in rimonta, era necessaria proprio un’inversione di rotta. Una nuova idea, un nuovo modo di disporsi in campo per rimettersi in carreggiata. Sfumato l’obiettivo Champions, nonostante la matematica ancora non abbia condannato Dzeko e compagni, era necessario salvaguardare il quinto posto, non tanto dal Napoli già qualificato in Europa, quanto dal Milan, segnalato tra le squadre più in forma del momento.

Dzeko autore dei gol vittoria contro la Sampdoria.

Ed è cosi che Mister Fonseca ha abbandonato il modulo a 4, passando ad una difesa a 3. Con un risultato immediato. Due vittorie contro Parma e Brescia. Sei punti che fanno respirare e ridanno fiducia alla squadra. Certo, non parliamo di due big, ma di questi tempi, e visti alcuni risultati sorprendenti durante queste ultime giornate di campionato, è giusto non sottovalutare gli avversari.

Qualcuno dirà: ma già contro il Napoli la Roma si presentava in campo con i 3 dietro più Zappacosta e Spinazzola. Vero, ma parlerei in quel caso di difesa a 5. Perché la vera differenza la fanno gli interpreti in campo ed i compiti loro assegnati. E nelle due vittorie sopra citate, il giocatore determinante è stato, a sorpresa (ma mica tanto) Bruno Peres.

Bruno Peres fra i migliori in queste ultime giornate.

Il brasiliano, votato dai tifosi MVP contro il Brescia, è sembrato da subito a suo agio in un ruolo che gli avevamo visto fare al Torino. Corsa, velocità e possibilità di spingere preoccupandosi più della fase offensiva che di quella difensiva, risultando ad oggi, con molta probabilità, il migliore terzino a disposizione del portoghese. Stesso discorso vale per Spinazzola che nasce esterno sinistro nel centrocampo dell’Atalanta.

In questo modo la difesa, colpita solo su rigore contro il Parma, sembra più coperta, grazie in particolare a due giocatori provenienti sempre da quella squadra, l’Atalanta, che della difesa a 3 ha fatto da anni il suo dogma. E se Mancini ha confermato quanto di buono già fatto vedere nella prima fase del campionato, Ibanez è stata una piacevole scoperta, soprattutto per chi storceva la bocca quando il suo acquisto fu reputato un’autentica follia economica.

In attesa di rivedere Smalling, probabilmente contro l’Inter, e capire quale ruolo gli affiderà Fonseca, Cristante prima e Fazio poi, schierati in mezzo ai due giovani difensori, hanno permesso (soprattutto il primo) a Veretout di giocare qualche metro più avanti, interpretando alla perfezione quel ruolo che fu di uno dei giocatori più amati dai tifosi, quel Nainggolan che sapeva trovare il gol con conclusioni dalla distanza, proprio come il francese.

Il francese Veretout, giocatore indispensabile per Fonseca.

Sparisce di fatto il trequartista alle spalle di Dzeko con Mkhitaryan, Perez ed il rientrante Zaniolo che, partendo larghi, possono sfruttare appieno la loro progressione fino al limite dell’area, per un assist o una conclusione a rete, spaccando la squadra avversaria in due e trovando la davanti il solito Dzeko in grado di creare spazio o concludere l’azione. Inoltre Pellegrini, autore di due buone partite contro Parma e Brescia, si ritaglierebbe un ruolo nuovo, potendo anche lui giocare più largo o svariando sulla trequarti, risultando in ogni caso un’ottima pedina da alternare a Veretout e Diawara.

In questo nuovo contesto è inevitabile che 2 pedine faranno fatica a ritagliarsi un po’ di spazio. Parliamo di Kluivert ed Under, due giocatori che recentemente sono sembrati lontani dalla considerazione di Fonseca. Per entrambi si parla di possibile partenza a fine campionato, il che, considerando la conferma dell’Armeno e l’arrivo di Pedro, ci può stare. E se di Under si sono perse le tracce da qualche tempo, per Kluivert parliamo di un giocatore che si è beccato qualche critica dai tifosi per il suo modo testardo di cercare la giocata personale piuttosto che il dialogo con i compagni.

Under. Futuro a Napoli?

Verona ed Inter saranno due test più che validi per saggiare questa nuova impostazione di gioco e per capire se questo sistema potrà essere riproposto fino alla fine della stagione, Europa League compresa. In fondo saranno proprio queste ultime partite a decidere il futuro della Roma, senza una vera preparazione ed una stagione che riparte nell’immediato, Fonseca e la società non possono che pensare a come migliorare questa rosa, con gli uomini a disposizione e soprattutto sul mercato.

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