Castellacci in radio

ESCLUSIVA FDR- Castellacci: “Nel 2006 ero convinto che Totti avrebbe recuperato”

Nel nostro consueto spazio radiofonico su Non è la radio Riccardo Filippo Mancini e Danio Conforti hanno intervistato il Prof. Enrico Castellacci, ortopedico, Presidente Nazionale dei medici del calcio e per 15 anni Responsabile medico della nazionale italiana.

Cosa ne pensa della ripartenza del campionato con tutti i protocolli che sono stati emessi?
C’è da dire che che all’inizio quel tipo di protocolli non erano adatti a garantire la sicurezza anche nel mondo del calcio, e molti di essi per categorie come la serie B e la C erano del tutto inattuabili. Con il passare del tempo ci sono stati degli accorgimenti che hanno permesso anche al campionato di B di ripartire con tutte le garanzie del caso. Grazie alla quarantena soft si potranno terminare tutte le competizioni e con il tempo si potrà tornare alla normalità.

Con partite che si giocano ogni 3 giorni come si può cercare di arginare la questione infortuni?
Purtroppo gli infortuni sono stati preventivati da tutti i medici sociali della squadre del campionato di serie A, ma il problema principale è anche che i calciatori durante questo lockdown hanno dovuto svolgere un allenamento a casa, e per quanto i ragazzi si potessero impegnare nella mura di casa non c’era una vera e propria seduta di allenamento con tutti gli strumenti del caso. Quando c’è stata la conferma che sarebbero ripresi gli allenamenti di squadra si è ripartiti immediatamente con il torneo e così non sono riusciti a fare una preparazione completa, e il caso di Mandragora ne è la prova. L’unica cosa che si può fare per provare a limitare gli infortuni sono le sostituzioni, e fortunatamente sono stata aumentate da 3 a 5, c’è un pò di respiro in più così si rischiano sicuramente meno problemi a livello muscolare avendo un ricambio di cinque calciatori rispetto alla rosa iniziale. Anche gli orari serali facilitano sicuramente la situazione, poi bisogna fare le cose di sempre, con molta attenzione. Certamente però l’incidenza degli infortuni sarà più elevata del solito.

Castellacci Italia
Lei per quindici anni è stato il medico sociale dell’Italia: come erano i rapporti con la Roma? E se aveva qualche aneddoto su Totti dopo quel brutto infortunio alla caviglia

Con la Roma in particolar modo non ho mai avuto nessun tipo di problema. Nel corso degli anni poi magari ti capita la società che è più apprensiva rispetto a un’altra. Per quanto riguarda Totti, e su i miei anni come medico della nazionale potrei scrivere sicuramente un libro, ma devo dire che quando si fece male Francesco mi chiamò subito Lippi dicendomi del problema avuto da Totti e mi chiese se secondo me ce l’avrebbe fatta a recuperare per il Mondiale. Io gli dissi che lui aveva un carattere davvero molto forte per provare a recuperare e pensavo che sarebbe stato a disposizione, ma poi stava a lui decidere se convocarlo o meno. Alla fine fortunatamente lo portò e ricordiamo tutti i suoi occhi prima di calciare il rigore contro l’Australia.

La Roma nel corso degli anni è stata la squadra che maggiormente ha sofferto del problema della rottura dei legamenti crociati da cosa può derivare questo problema?
Rispetto a tanti anni fa sono cambiate tante cose, adesso si gioca molto di più e i ritmi di gioco sono molto più elevati e già questo può far capire come ci sia un alto numero di problemi muscolari e anche di varie rotture di legamenti crociati. La Roma in primis forse è una di quelle che in questo caso e stata più colpita, ricordo un anno forse dove aveva due o tre calciatori con il crociato rotto, ma posso citarvi lo stesso Florenzi che mentre stava recuperando proprio da quel problema se lo è rotto nuovamente.

Giornalista pubblicista, speaker radiofonico, appassionato di sport e comunicazione, laureato in Storia Contemporanea

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