ESCLUSIVA FDR – Gautieri: “Fonseca deve essere forte per uscire dalla crisi”

Nel consueto spazio radiofonico di Febbre da Roma, Danilo Conforti e Riccardo Filippo Mancini hanno intervistato Carmine Gautieri, attuale tecnico della Triestina ed ex giocatore di Roma e Napoli. Queste le sue dichiarazioni.

Partiamo dall’attualità: lei sta allenando la Triestina e domenica c’è il match contro il Sudtirol che è molto importante…

Sì, abbiamo una partita dei playoff dopo 3 mesi e mezzo, è molto difficile, affrontiamo una squadra che in campionato andava forte. Dobbiamo ripartire bene, c’è necessità di vincere per proseguire il cammino.

Come avete cercato di mantenere i giocatori in condizione durante questo periodo di lockdown?

Attraverso gli allenamenti da casa, dato che non erano possibili quelli in sede. Ogni giocatore ha avuto un programma d’allenamento, ma purtroppo prima della ripresa abbiamo avuto 4 infortuni. E’ normale, non è semplice rientrare dopo un lungo stop. Personalmente quando giocavo e finiva il campionato, alla ripresa dopo circa 25 giorni di stop era dura riprendere i ritmi. Figuriamoci dopo oltre tre mesi.

Qual è il suo pensiero sulla ripartenza della Serie A e come vede la lotta per la Champions?

La ripartenza è stata strana, le prime partite non sono state belle da vedere, c’è stata diffociltà fisica e tecnica. Ci sono stati grandi campioni che hanno avuto difficoltà ad esprimersi. Per quanto lo scudetto se la giocano Juventus e Lazio, mentre in Champions l’Atalanta continua il cammino che aveva intrapreso. Per la retrocessione ci sono 5 o 6 squadre che stanno lottando. È un campionato anomalo, c’è poco entusiasmo attorno al calcio adesso. L’anno prossimo ci riprendiamo il calcio che amiamo, che ad oggi non c’è.

Lei che è ex Roma e Napoli, come vede la partita di domenica tra queste due squadre? La Roma viene da due sconfitte, il Napoli ha perso l’ultima con l’Atalanta ma sembra in crescita, basti pensare alla vittoria della Coppa Italia. Che partita si aspetta? 

Napoli-Roma è sempre una bella partita da disputare. La Roma è certamente una squadra ferita, mentre il Napoli viene dal successo in Coppa Italia. Sarà una partita tra due squadre tecniche, due squadre che vogliono fare risultato, ma non so se assisteremo ad una bella partita a causa della condizione fisica scadente. Poi gli episodi e i campioni potranno fare la differenza.

Fabio Capello, parlando con mister Fonseca, ha consigliato al tecnico portoghese di non ascoltare le radio romane. Lei si sente di dare qualche suggerimento al tecnico portoghese per quanto riguarda la gestione delle emittenti radiofoniche? 

Mi sento di dire che le radio, seppur in modo minore, ci sono dappertutto, e chi fa questo mestiere deve saper affrontare, subire e gestire determinate cose. Non è questione di ascoltare le radio o meno, magari potessi allenare io la Roma. Potrei anche avere 200 radio addosso, io penso che chi allena la Roma è un privilegiato. Fonseca è un allenatore forte e secondo me deve ascoltare le radio ma andare avanti sulla propria strada. Ad oggi anche i social creano danni, ma l’importante è che la società non si faccia prendere dai commenti dei tifosi, che a volte possono essere massacranti. Le persone intelligenti non devono andare dietro a queste cose. Bisogna solo lavorare con serietà e professionalità per ottenere i risultati.

Parlando del Napoli, ricordiamo tutti il periodo di crisi con Ancelotti. Poi con l’avvento di Gattuso tutto è cambiato. Crede che lui possa essere l’allenatore giusto per questa squadra?

L’allenatore giusto può essere chiunque se dietro c’è una società stabile che anche nei momenti di crisi resta razionale. Oggi è facile parlare bene di Gasperini, ma ricordiamoci che all’inizio del percorso aveva inanellato 5 sconfitte consecutive, ma a Bergamo sono restati equilibrati e gli hanno dato fiducia. In un’altra situazione l’avrebbero mandato via. Anche Sarri all’inizio a Napoli non era andato bene, ma aveva comunque la fiducia della società. Gattuso se nei momenti di difficoltà verrà protetto, potrà diventare un allenatore forte. Io a Livorno ero terzo in classifica a 3 punti dalla Serie A diretta e dopo una sconfitta sono stato mandato via.

Quanto può influire una situazione societaria come quella della Roma sul lavoro di Fonseca? 

Influisce tanto, specialmente per un allenatore alla prima esperienza in un campionato come quello italiano. Fonseca dovrà essere molto forte per uscire da questa crisi. Lo scorso anno sono stato diverse volte a Trigoria a trovare Di Francesco, anche lui stava facendo un lavoro straordinario, ma appena sono iniziate le difficoltà è stato subito messo in discussione e poi è arrivato l’esonero.

Sono uno studente di 18 anni ma soprattutto un romanista senza limiti. La mia è una continua ricerca di emozioni sulle quali scrivere, e con la Roma è dannatamente facile.

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