Esclusiva FdR – Marco Conidi: “Stringiamoci intorno alla Roma”

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Marco Conidi, il famoso cantautore che ha scritto una della più belle canzoni per la nostra squadra: “ MAI SOLA MAI “.

Sulle parole del suo meraviglioso testo abbiamo fatto un viaggio nel tempo rivivendo assieme a Marco tutti i suoi ricordi legati alla Roma.

Buona lettura.


-Cosa sei per me, spiegarlo non è facile, in una parola sola tu sei la Roma-
Marco vogliamo sapere cosa è per te la Roma anche se come dici nella tua canzone “non è facile” da spiegare…

“La Roma è un amore incondizionato, senza se e senza ma; probabilmente l’unico amore che mi accompagnerà per tutta la vita come fosse quello di una madre. Roma come squadra e come città la considero proprio come una madre che ti prende per mano quando serve e che ti strilla quando sbagli

“Tutti hanno il diritto di criticare ma il mio pensiero è molto lontano da quelli che invece di stringersi sempre di più intorno alla squadra nei momenti di difficoltà non vedono l’ora di dargli addosso, io rispetto questo modo di fare ma non lo stimo.

Io sono cresciuto con una squadra che non vinceva quasi mai e posso garantirvi che ne ero sempre più innamorato. Adesso che c’é la possibilità di fare un progetto serio dobbiamo dare tempo, io sono uno di quelli che la maglia della mia roma la stringo sul petto nel bene e nel male.

Io sono un tifoso e il mio dovere è tifare“.

-Sei il primo gioco che facevo da bambino e che ci gioco ancora-
Ricordi la tua prima volta allo stadio, la tua prima Roma..

“Sulle spalle di mio padre andavo a vedere la Roma di Nils Liedholm e ricordo questa sensazione che continua ad accompagnarmi da quando sono piccolo: quegli ultimi passi, che non si sa il perchè ogni volta che entri allo stadio ti succede, sono sempre i più veloci e che ti spalancano le porte ad uno spettacolo fatto di bandiere e colori. Queste sono immagini che non dimenticherò mai, ho passato tutta la mia adolescenza allo stadio.

C’era un rispetto per i più grandi che era una cosa magnifica, ti faceva crescere bene come ti faceva crescere il fatto di alzarti presto la mattina, prendere mezzi, trovarti alle ore più calde o più fredde per andare a vedere la partita. Ricordo la prima volta dietro ai tamburi del Commando Ultrà, poi i Fedayn, i Boys e ricordo la Sora Luisa che faceva da mamma a tutti. Così sono cresciuto e ne vado fiero”.

conidi

-Ricordo che quando ero ragazzino sognavo di essere Agostino-
Cosa è stato per te Agostino Di Bartolomei?

“Il mio eroe. Quando nella canzone dico “dare un calcio alle paure” era riferito alle bombe che tirava Agostino. Questo suo calcio nelle punizioni che batteva, noi ragazzini lo vedevamo come un modo per scalciare via tutte le paure che nelle adolescenze ci sono.

Tutti noi quando le battevamo nei cortili e nelle piazze, e ricordo che eravamo molto basici, non facevamo caso al tiro a giro ma questa bomba che doveva aprire la barriera. Era un atto liberatorio bellissimo, io mi ricordo che Di Bartolomei  è stato un eroe per tutti i timidi, i silenziosi, per le persone che amavano in maniera viscerale la Roma ma con grande basso profilo, dignità ed eleganza.

Sicuramente la scelta di uccidersi ha sorpreso tutti, probabilmente però in quel velo di tristezza e malinconia che Ago aveva e che lo caratterizzava ha prevalso forse ciò le persone sensibili sentono pagando un prezzo maggiore”.

conidi

-Ci sono stati giorni amari-
Quale è stato il momento più amaro del tuo esser tifoso?

Sicuramente Roma-Liverpool, non esistono altre partite. Quando ti parlano di derby persi, finali di Coppa Italia perse niente è paragonabile a chi ha visto questa gara. Chi l’ha vissuta non potrà mai più soffrire per altro ovviamente calcisticamente parlando.

La tua squadra del cuore che gioca la finale di Coppa Campioni nella tua città è una cosa che statisticamente non capita mai, soprattutto per una squadra come la Roma. Questa sensazione di appartenenza alla storia e i ricordi che ancora oggi tengo dentro sono incredibili, io ero scaramantico e mi grattavo continuamente ogni qual volta vedevo bandiere con la Coppa già stampata.

Quella è una ferita che non si rimarginerà mai. Ricordo che mentre tutti piangevano venni abbracciato per venti minuti, senza dire nulla. Molti volti che oggi non ci sono più sono legati a molti miei ricordi e posso garantire che li porterò sempre nel mio cuore”.

conidi

-Quante volte in un tuo abbraccio ho preso coraggio-
Qual è stata la vittoria più bella, l’abbraccio più forte che hai dato per la tua Roma?

“Sono davvero tante, se ne dovessi scegliere una ti dico l’ultimo scudetto che è stato un qualcosa di devastante e commovente. Te ne dico anche un’altra molto recente, sentire tutto lo stadio che canta la mia canzone, questo mi commuove enormemente.

Sfido chiunque a reggere una emozione simile, sapevo che questa canzone l’amavano tutti ma quello che sta succedendo queste domeniche è incredibile, io ho una venerazione assoluta per Lando Fiorini e Antonello Venditti, già essere ascoltato con le loro canzoni per me è qualcosa di stupendo.

Adesso sto attento a non farmi riprendere allo stadio perchè sennò passo per un piagnone, ma è davvero davvero emozionante”. 

I tifosi della Roma hanno una maniera incredibile nel dimostrarti la loro gratitudine, credo di aver avuto il privilegio di aver scritto la canzone del tifoso, questa è una canzone che esprime il punto di vista di quello che è l’ amore per la nostra squadra. 

La cosa era talmente inaspettata che adesso posso annunciare che a breve sarà su tutte le piattaforme perchè c’è un volere popolare di scaricarla e di averla, io ho sempre dato tutto in beneficenza ai centri anziani di Roma, non ho mai fatto ristampe nè niente e farò sempre tutto nel rispetto della Roma“.

conidi

-Sei tu che dai speranza a una città, orgoglio e dignità, e che ridai qualche rivincita-
Cosa ti aspetti da questa Roma, cosa ne pensi dell’approccio di Mourinho in questa realtà e quali sono le rivincite che vorresti prenderti?

“Io ho visto una organizzazione molto seria come non vedevo da anni e secondo me se non fanno danni tutti i gufi, ad iniziare da alcuni giornalisti che non vogliono il bene della Roma, ci divertiremo perchè c’è un progetto a medio e lungo termine che potrebbe portare la Roma a essere un club molto competitivo.

Il mister è una persona fantastica e non si vince tutto ciò che ha vinto lui se non si è una persona davvero speciale, bisogna avere la forza di ignorare questi sciacalli che fanno di tutto per remare contro la Roma. Credo che questa società sia meno fragile delle precedenti e forse è anche per questo che la gente non vede l’ora che possa succedere qualcosa di negativo, quando trovi un comunicatore che ti zittisce sono guai.

Mi raccomanderei solo ai tifosi della Roma: stringiamoci intorno alla squadra che è una squadra in transizione, Mourinho non è arrivato dicendo vinciamo, ha chiesto tempo e ha dichiarato subito i limiti. Se gli fosse stato chiesto di vincere subito non avrebbe accettato e sa benissimo a che livelli sta la Roma adesso, in futuro credo che ci sia la struttura per creare qualcosa di bello.

Le squadre vincenti si costruiscono in 2/3 anni, vedi il Milan e l’Inter e la Juventus, i Friedkin hanno dovuto ripulire tante magagne lasciate in eredità dalle gestioni precedenti, mi aspetto una Roma molto bella e dignitosa. 

Voglio dirvi un’altra cosa per farvi capire l’ambiente giallorosso visto da dentro: sono stato a cena con loro, dei ragazzi meravigliosi distanti anni luce dallo stereotipo del classico calciatore e Josè Mourinho un uomo simpaticissimo e disponibile. Se avessi potuto mi sarei messo anche io in maglietta e calzoncini subito per potergli dare una mano, ti mette una forza incredibile”.

conidi

Mou dove va lascia l’impronta, io ne sono innamorato perso e sono molto contento dei presidenti, diamogli tempo di crescere. Faccio appello a tutti: usiamo il  buon senso. Dino Viola diceva che sono tutti amici delle squadre che lottano per il 6/7 posto, se inizi a salire dai fastidio. Noi siamo sulla buona strada, diamo fastidio e continueremo a darlo”.

Siamo ai saluti Marco, hai un messaggio da inviare ai tuoi tifosi?

“Certo, tifate di più e criticate di meno. Vi prego. E’ il momento di stringersi intorno alla squadra, al mister e alla dirigenza. Tutto questo voler bene darà una forza incredibile, siamo una squadra corta, facciamo sentire tutto il nostro affetto a questi ragazzi. Diamo comprensione e aiutiamoli, questo è il nostro dovere e la nostra forza.
Noi siamo la Roma!!!!!!!!!”.

Grazie Marco per la tua disponibilità a nome di tutta la Redazione e Sempre Forza Roma!

Nell’intervistare Marco ho provato delle emozioni fortissime perchè ho percepito tutto il suo reale amore per la nostra Roma, ne ho fatte di interviste e a molti personaggi ma la voce rotta come la sua nel raccontare le sue esperienze di vita allo stadio, nel ricordare le sue gioie e i suoi dolori difficilmente sono riuscito a percepirle in altre occasioni. 

Si dice che amare qualcuno significa desiderare di invecchiarci insieme, Marco la sua Roma l’ha sposata da bambino e la amerà per sempre
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Classe 1987. Romano di Roma e tifoso della squadra che porta il nome della città eterna deve a suo nonno l'amore per questi colori. Ha collaborato per ilrompipallone.it e per sportiamo.biz. Diploma di maturità classica, svolge il ruolo di tecnico di manutenzione presso l'istituto superiore di sanità a Roma.

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