Febbre da Paulo Fonseca

Finalmente la Roma ha un nuovo allenatore. Si tratta, come ormai sapete tutti, di Paulo Fonseca. Il tecnico portoghese è stato scelto dopo un iter lungo e travagliato, che ha visto la dirigenza romanista ricevere svariati no prima di arrivare a lui. Nonostante questo, il suo profilo sembra alquanto intrigante e avvincente.

Abbiamo chiesto allora a ciascuno dei nostri redattori di esprimere la propria opinione su Fonseca. Così da fornirvi un quadro più dettagliato e variegato del nuovo mister giallorosso. Nella speranza comune che possa davvero fare bene qui a Roma, a prescindere dalle nostre discutibili idee personali.

Cosa pensate di Paulo Fonseca?

Daniele Lozzi: Fonseca è un allenatore giovane con un’idea di calcio moderna. La sua carriera è stata caratterizzata da una crescita continua, partito con una squadra di bassa classifica della terza lega portoghese ha conquistato attraverso il suo calcio sempre più considerazione. Il miracolo del Pacos de Ferreira, arrivato fino ai preliminari di UCL, è qualcosa di clamoroso. L’unica stagione negativa in carriera alla guida del Porto non ne intacca la fama di grande allenatore che alla guida dello Shakhtar ha vinto tutto in patria. Quello alla Roma è solo un altro step verso panchine più blasonate, non a caso parla spesso di voler allenare in Premier League.

Danilo Conforti: penso che possa essere un buon allenatore se inserito nel contesto giusto.

Davide Aprilini: Fonseca è la migliore scelta possibile tra quello che la società poteva permettersi.

Edoardo Cozzoni: penso sia un allenatore che cerchi di vincere attraverso qualità e atteggiamenti propositivi. C’è una ricerca alla base del suo lavoro. Dovrà essere bravo a ridare un’identità ad una squadra da ricostruire. E la società invece dovrà essere capace di mettergli a disposizione gli elementi più adatti alle sue idee di calcio.

Emanuele Giubilei: penso sia un buon allenatore con un’idea di calcio molto intrigante. Sarà importante che il direttore sportivo disegni una squadra che possa essere coerente con le sue idee di calcio. Insomma, che per una volta gli acquisti vengano decisi da chi deve mettere in campo i giocatori.

Federico Roberti: una scelta che mi soddisfa. Dopo essere rimasta con allenatori di basso profilo tra le mani, la Roma è riuscita comunque a pescare un coach di alto livello. Le sue idee tattiche mi piacciono, la sua determinazione ancora di più.

Gianluca Losito: per me Fonseca è un allenatore abbastanza moderno, mi sembra innanzitutto una persona molto composta e forte delle sue idee, i numeri parlano per lui per il momento e dicono di una persona competente, oltre non ci si può esprimere.

Gioia: non mi entusiasma e mi irritano già i cambiamenti che dice di voler fare.

Giovanni Ammaturo: è il profilo giusto. Internazionale, portatore di un calcio che ha un’identità moderna e propositiva. Su questa identità la Roma dovrà costruire se stessa per tornare ad essere credibile.

Leonardo Gilenardi: Fonseca è una allenatore giovane ed ambizioso, con una visione del calcio molto propositiva. Sicuramente uno degli allenatori più interessanti nel panorama europeo degli ultimi anni. Anche se va detto che fino ad ora non si è confrontato con campionati molto probanti in realtà. Mi sono piaciute molto le sue prime dichiarazioni da allenatore della Roma. Credo che possa avere la personalità per fare bene anche in una piazza così difficile come quella giallorossa.

Manuel: è intrigante. Profuma di nome esotico, ma non lo è. Credo che la Roma abbia scelto con cura un tecnico al di fuori del contesto del campionato italiano ma che comunque non dovrà pagare lo scotto iniziale di uno alle prime armi.

Marco Lozzi: innanzitutto, forza Fonseca. Lo so, sembra un concetto ovvio. Ma, nell’era in cui la propria idea conta più dell’obiettivo comune, è bene ribadirlo. A prima vista mi sembra un uomo entusiasta, ambizioso e sicuro di sé, caratteristiche importanti per imporre le proprie idee. Ciò che personalmente mi preoccupa è il carattere sempre propositivo del suo calcio, a prescindere dal bagaglio tecnico della rosa a disposizione e dell’avversario.

Mauro Mongiello: penso che sia un allenatore con principi di gioco moderni, adatti ad una squadra che si troverà a dover fare la partita molto spesso. Le sue possibilità di successo a Roma passano da due fattori: la squadra che gli metterà a disposizione Petrachi, che dovrà essere perfettamente in grado di interpretare il calcio del portoghese, ed il sostegno della società nei momenti difficili.

Piero Farenti: penso che sia l’allenatore giusto al momento giusto. Ha sia le idee che il carattere per rilanciare la Roma.

Credete che sia la scelta migliore per la Roma?

Daniele Lozzi: assolutamente sì. Una volta che è tramontata la strada che portava a Conte, Fonseca era senza dubbio la scelta migliore. Un allenatore dalle idee chiare che chiede gioco e vittorie. Personalmente, lo preferisco anche a Gasperini (che la società aveva scelto prima di lui).

Danilo Conforti: no, secondo me la scelta migliore sarebbe stata un allenatore con un’altra mentalità e soprattutto con un altro modo di sviluppare una squadra di calcio.

Davide Aprilini: sì assolutamente, meglio lui di Mihajlovic, unica vera e concreta alternativa avuta alla fine. E meglio anche di Gasperini, perché ha dimostrato di saper vincere in condizioni non facili. Fonseca è un profilo internazionale che permette al club di tenere un profilo credibile soprattutto all’estero.

Edoardo Cozzoni: sì, penso sia la soluzione migliore tra quelle possibili. Il mister, nella sua intervista di presentazione, ha parlato di “coraggio”. Lui ne ha avuto tanto nel mettersi in gioco in una piazza come Roma in questo momento storico. E la società ne ha avuto altrettanto preferendolo ad alternative italiane. Bisognerà ripartire da qui, dal coraggio di fidarsi l’uno dell’altra.

Emanuele Giubilei: io avrei preferito un allenatore che già conoscesse il calcio italiano. E sinceramente, dopo le parole di Pallotta, mi sarei aspettato un vero top. Mourinho sarebbe stato l’ideale per la squadra e per la società. Serviva uno del suo carisma e del suo spessore. Invece, alla fine abbiamo puntato su Fonseca. Ne parlano tutti bene, e in bacheca ha anche dei titoli. Speriamo che a Roma possa fare bene davvero.

Federica: Io voglio fidarmi. E aspetto speranzosa.

Federico Roberti: Bè. è certamente la scelta migliore dopo i rifiuti di Conte e Gasperini (che non sono così certo sia superiore al portoghese tra l’altro). Il rischio di affidarsi a De Zerbi, Giampaolo, Gattuso o Mihajlovic era alto. Tutti allenatori mediocri, chi per un motivo chi per un altro. Fonseca è su un gradino più alto rispetto a tutti questi.

Gianluca Losito: In questo momento non so se si possa parlare di scelta migliore o meno, visto che siamo al corrente che Fonseca è stata la quarta opzione dopo Conte, Gasperini e Mihajlovic. Adesso abbiamo questo, se la stessa società non lo ha scelto per primo vuol dire che di certo non era il nome perfetto ma è un buon nome. Nel calcio la qualità si può trovare più o meno dappertutto, l’importante è dare un senso a ciò che si sta formando. Se si riuscirà ad avere unità di intenti e si lavorerà sodo, si arriverà a risultati di alto livello, ne sono sicuro.

Giovanni Ammaturo: secondo me sì, nonostante sia stato l’ultimo nome ad essere uscito, l’unico che non era richiesto da nessuno venti giorni fa e l’unico o quasi non italiano nominato.

Leonardo Gilenardi: no, purtroppo non penso che fosse la scelta migliore possibile. Nonostante lo stimi molto come tecnico, credo che un allenatore italiano sarebbe stato preferibile in una situazione così complicata come quella che si è venuta a creare a Roma negli ultimi mesi. Spero solo che sappia già come stanno le cose qui e che riesca ad ambientarsi in fretta.

Manuel: sì, credo che sia la scelta migliore per le possibilità della Roma. Auguro al mister di diventare la scelta migliore a prescindere dalle possibilità romaniste.

Mauro Mongiello: sì, se gli daranno fiducia con un progetto a lunga scadenza.

Piero Farenti: non so se la migliore, perché c’erano anche dei profili che potevano essere superiori a lui in effetti. Tuttavia è una scelta che condivido sicuramente.

Quali problemi potrebbe avere inizialmente nella Capitale secondo voi?

Daniele Lozzi: il problema principale sarà il poco tempo a disposizione per far assorbire i suoi principi alla squadra. Da un punto di vista tattico, Fonseca è un tecnico estremamente preparato. Sono abbastanza certo che starà già studiando le peculiarità delle squadre di Serie A. Una delle principali caratteristiche di Fonseca è, infatti, lo studio dell’avversario: ogni partita viene preparata in modo diverso e in base alle peculiarità della squadra che si affronta.

Danilo Conforti: la gestione dello spogliatoio, la poca chiarezza sugli acquisti e le cessioni.

Davide Aprilini: Fonseca adesso andrà difeso e supportato anche alla luce di un primo anno che sarà di una difficoltà che ad oggi ancora non comprendiamo bene. Lo dico adesso: va confermato anche in caso di sesto posto in campionato e bisogna fare tabula rasa immediata di dirigenti e giocatori che remano contro al progetto e alle volontà del tecnico. Dovrà essere un sistema Fonseca centrico, altrimenti il portoghese sarà l’ennesima vittima di una squadra storicamente malata, perdente, impazienente e incompetente.

Edoardo Cozzoni: da un punto di vista tattico sicuramente il mister dovrà affrontare l’impatto con un campionato diverso e quindi nuovo per lui. Da un punto di vista ambientale invece sarà importante supportarlo durante le prime possibili difficoltà.

Emanuele Giubilei: una parola che ci accompagna da sempre definisce bene il tutto: scetticismo. Tutti, dopo il suo annuncio, scommetto che hanno esclamato: “Ce mancava solo Zorro”. Ecco, questo non deve accadere. Il mister ha scelto la Roma in un momento di difficoltà palese e ha fatto di tutto per poterci guidare. Serve entusiasmo.

Federico Roberti: non sarà facile trasportare il proprio credo calcistico qui a Roma, ma mi sembra che abbia tutte le carte in regola per farcela. Preparare la squadra e adattarla alla propria ideologia nel poco tempo prima del preliminare di Europa League sarà arduo, ma non impossibile. Bisognerà vedere se si rivelerà in grado di gestire il malumore della piazza, ma sono fiducioso.

Gianluca Losito: molto banalmente la lingua, che nei primi mesi sarà un problema. A me in realtà non preoccupano mai i primi mesi, perché all’inizio c’è sempre la curiosità, soprattutto da parte del famigerato etere che lo vede come esotico (su questo aggettivo preferisco non esprimermi). Io mi preoccupo piuttosto del lungo periodo, visto che a Roma gli allenatori sono come le scarpe, durano un annetto al massimo due e poi si consumano e li devi buttare. Mi auguro che Fonseca possa arrivare ad un quinquennio con la nostra squadra.

Giovanni Ammaturo: incontrerà numerosi problemi secondo me. La società sta facendo fatica a rialzarsi e vedrà molta indecisione e caos intorno a lui. Avrà bisogno di fiducia e di calciatori adatti al suo gioco (lo ha ribadito lui stesso nella sua prima intervista al sito della Roma), ma soprattutto di tempo. Dovrà adattarsi ad un campionato, un paese ed una lingua nuova, ad una città stanca e pressante, non sarà facile.

Leonardo Gilenardi: i problemi sono potenzialmente molti. Innanzitutto la lingua, che è un ostacolo comunicativo importante. Poi la conoscenza del campionato, considerando che quello italiano è molto competitivo e tattico, nonostante il livello non sia più altissimo. Soprattutto mi preoccupa la sua inevitabile disabitudine a preparare partite vere ogni settimana, visto gli avversari che doveva affrontare in Ucraina. E infine la pressione della piazza, che è giustamente stufa dopo l’ultima stagione ed il trattamento riservato a De Rossi. Insomma, non sarà per niente semplice. Ma l’approccio che ha avuto Fonseca in questi primi giorni e la sua esperienza nell’allenare in contesti complicati dal punto di vista ambientale (come l’Ucraina degli ultimi anni) mi fa comunque ben sperare per il futuro.

Manuel: se dovesse partire male con i risultati, il clima già pesante rischierebbe di diventare insostenibile, ma questo potrebbe essere il problema di qualunque tecnico della Roma in questo momento.

Marco Lozzi: quello italiano è un campionato in cui magari non giocheranno grandissimi campioni, a parte quelli della Juventus, e in cui non ci sono ritmi indemoniati come quelli della Premier League. Ma il nostro è un calcio “furbo” e “risultatista”, in cui anche le provinciali sanno sfruttare il minimo errore. In conclusione, ho paura che si ricada negli stessi errori già commessi prima da Zeman e poi da Di Francesco. Ma se tutti crederanno in lui, dal primo dirigente all’ultimo magazziniere, passando naturalmente per i calciatori, forse potremo divertirci.

Mauro Mongiello: innanzitutto la lingua, ma essendo di origine latina dovrebbe impararla subito. In secondo luogo la capacità di adattarsi immediatamente al calcio italiano.

Piero Farenti: sicuramente gli va dato il tempo necessario per ambientarsi sia alla nuova squadra sia al calcio italiano. Per fortuna lui è molto bravo ad adattarsi, ma gli va dato tempo.

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