Grandi ma non ancora abbastanza

Juventus, Milan, Napoli e Atalanta, 4 scontri diretti:0 vittorie; 2 pareggi; 2 sconfitte; 6 gol segnati; 13 subiti. Dati e numeri che fotografano in maniera perfetta la stagione fino a questo momento della Roma: una squadra grande contro le piccole, ma piccola contro le grandi. Partendo da un’ analisi generale, possiamo notare come la Roma sia riuscita a risolvere uno dei problemi che aveva riscontrato maggiormente negli ultimi anni, ossia quello di perdere troppi punti con le squadre di bassa classifica, punti che poi impedivano di avvicinarsi alla vera e propria vetta del campionato. Ad oggi la Roma sembra non aver più questo tipo di problematica bensì l’opposto, ossia riesce a superare abbastanza agevolmente le partite con squadre sulla carta inferiori ma quando si tratta di confermarsi anche contro le big, crolla.

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E Fonseca ha capito che questo problema va risolto, anche perché l’organico e la qualità della rosa ci sono, bisogna solamente capire quale meccanismo cessa di funzionare durante i cosiddetti “big match”. Il fattore che accomuna negativamente queste quattro grandi partite giocate finora è la difesa che ha subito 2 gol dalla Juve, 3 dal Milan e addirittura 4 sia dal Napoli che dall’Atalanta. Totale 13, come abbiamo detto in precedenza. Numeri tutt’altro che positivi se pensiamo che in tutte le altre partite di campionato sommate la squadra ha subito solo 5 marcature avversarie. Inoltre specialmente nelle ultime uscite i secondi tempi si sono rilevati letali per la compagine giallorossa, tanto che un altro dato molto interessante ha mostrato che delle 18 reti subite in campionato (non consideriamo le 3 a tavolino di Verona) ben 13 sono arrivate nei secondi tempi.

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In realtà tornando al primo big match con l’allora acerba Juve di Pirlo, la squadra aveva dominato largamente la partita e in quell’occasione il poco cinismo nel concretizzare le occasioni aveva permesso a Ronaldo di raggiungere per ben due volte i giallorossi. Discorso diverso nella supersfida della quinta giornata contro il Milan di Pioli, da considerarsi la squadra più in forma da inizio stagione, in cui alla fine, al netto di alcune decisioni arbitrali dubbie da una parte e dall’altra, era prevalso un grande spirito di grinta e cattiveria, due fattori che avevano permesso di uscire imbattuti anche da San Siro.

Poi è arrivata la batosta di Napoli, partita senza storia dal primo all’ultimo minuto che alla fine era stata comunque ben digerita visto che si veniva da un filotto di 5 vittorie consecutive tra campionato ed Europa League, anche se già da quella partita molti dubbi erano venuti a galla. A Bergamo serviva sfatare questo tabù e a dire il vero la prima frazione di gioco era stata molto positiva, con un perfetto mix tra aggressività e intraprendenza. Poi la Roma è rimasta negli spogliatoi e l’Atalanta ne ha approfittato, confermandosi bestia nera dei giallorossi e in particolar modo di Fonseca, uscito sempre sconfitto contro i bergamaschi.

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C’è stato un blackout completo, in cui la squadra  si è letteralmente consegnata ai padroni di casa senza riuscire neanche più a ripartire e a sfruttare le sue ottime doti offensive. La vicinanza di tante partite sicuramente non ha aiutato, ma un calo così vistoso non può essere giustificato esclusivamente da questo fattore. Vedere ad esempio un giocatore di livello come Veretout fare un errore del genere, come quello commesso in occasione del gol del 3-1 di Muriel, fa pensare che ci sia qualche altra componente oltre a quella della stanchezza.

Il quesito che bisogna porsi allora è quello di riuscire a capire se si tratti di un problema esclusivamente di natura fisica, o se anche mentale. Sta di fatto che il tempo per analizzare  tutto questo non è troppo. Adesso la Roma è attesa dal trittico di partite Cagliari-Sampdoria-Crotone nel giro di pochi giorni prima di dover affrontare la super doppia sfida prima con l’Inter e poi con la Lazio.

L’obiettivo è quello di arrivare alla vigilia del match contro i nerazzurri di Conte con il bottino pieno, e prepararsi a portarsi a casa il primo scontro diretto stagionale, o chissà magari tutti e due. Ma ora l’importante è pensare partita per partita … perché non bisogna mai dimenticarsi che “la partita più importante è sempre la prossima”.

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Studente e grande tifoso della Roma. Ho iniziato a seguire bene tutte le partite dal 2009, l'ultimo trofeo della Roma risale al 2008. Sono anche uno di quelli che ha esultato su Facebook per l'arrivo di Iturbe e Schick sbeffeggiando gli juventini. L'unica volta che sono stato a Trigoria ho scoperto che i giocatori erano in vacanza. E per finire mi è passato Nainggolan dietro ma non l'ho visto perchè stavo in fila per farmi la foto con Monchi. Alla vita dico: "Cosa t'ho fatto de male?".

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