Il Real Madrid e la voglia di vincere

La dura sfida di Di Francesco pronto a sfidare il Rea Madrid

A poche ore di distanza da un match fondamentale di Champions contro il Real Madrid di Santiago Solari, subentrato a Julen Lopetegui e chiamato a risollevare una stagione finora deludente delle “Merengues”, i pensieri e le parole vanno ancora e inevitabilmente al match di sabato ad Udine, all’ennesima pesante sconfitta della Roma figlia di una prestazione scadente contro una squadra in piena zona retrocessione ed incapace di vincere dal 23 Settembre scorso (0-2 in trasferta contro il Chievo).

Cogliendo al volo l’invio di Kolarov, espresso ieri pomeriggio in conferenza stampa, evito qui di addentrarmi in analisi tecniche, è però evidente il fatto che, come accaduto altre volte in passato (vedi Atalanta, Bologna o  Chievo tanto per citarne alcune), la Roma si sia mostrata particolarmente vulnerabile in difesa. Qualsiasi tifoso, rivedendo l’azione del gol di De Paul anche e soltanto una volta, si è accorto di come Fazio e compagni si siano fatti infilare facilmente alla prima vera occasione degli avversari, su un’azione nata da una rimessa laterale a 40 metri di distanza dalla porta di Mirante. Un problema questo che Di Francesco spera di risolvere, o almeno tamponare, già da stasera con il rientro di Olsen e Manolas.

C’è però un aspetto ancor più inquietante di altri che mi preme sottolineare, qualcosa che di per se stupisce ancor più di un errore tattico o di un gol sbagliato : le dichiarazioni post-match di Di Francesco.

Tante preoccupazioni per Mister Di Francesco (Foto LaPresse)

Va bene l’essere stati “Poco cattivi” contro il Chievo, passi pure il fatto di avere avuto “Poca solidità” contro il Bologna, ma quanto dichiarato sabato è grave sotto ogni punto di vista e va oltre la semplice applicazione di un qualsiasi schema di gioco:

“E’ venuta a mancare la voglia di vincere, non possiamo permetterci di dominare per un’ora per poi non segnare e incassare un gol da una rimessa laterale da 40 metri”

Come si fa a scendere in campo senza avere la voglia di vincere? Di giocare in modo cosi passivo da non provare minimamente a ribaltare il match e l’avversario? Come può essere accettabile tutto questo sia dal lato dell’allenatore, che dovrebbe essere il primo a trasmettere questo desiderio, sia dal lato del professionista, che dovrebbe averlo innato, nei confronti dei suoi tifosi?

Patrick Schick non ha ripetuto le buone prestazioni contro la Sampdoria ed in Nazionale.(Foto Il Messaggero)

Ecco, questo è in breve sintesi ciò che sta accadendo alla Roma, una squadra costruita per sedere stabilmente con le Big del campionato e magari replicare lo splendido percorso fatto in Champions lo scorso anno, che si scioglie di colpo dinanzi ad uno Stepinski o un Bonifazi qualsiasi senza riuscire a replicare, se non negli arrembanti minuti finali, come accaduto, purtroppo in modo sterile, ad Udine: un dato in questo senso è inquietante, l’ultima rimonta giallorossa risale alla serata del San Paolo del 03 Marzo di quest’anno quando, dopo il gol di Insigne, chiuse il match sul 4-2 contro gli uomini di Sarri.

Ha veramente ragione quel gruppo sempre più nutrito di tifosi che, a distanza di mesi, ancora accusa la società di aver ceduto pezzi pregiati quali Alisson, Strootman e soprattutto Nainggolan? Che questi uomini, oltre alla qualità, garantivano quell’unione tale da consentire alla squadra di superare i momenti di difficoltà? Non scherziamo! Va bene tutto, ma davvero i nuovi arrivati non sono all’altezza di Petagna, Santander o Pussetto?

La “Lavatrice” con la maglia del suo nuovo club, l’Olympique Marsiglia. (Foto Corriere dello Sport)

D’altronde non c’è bisogno di tornare troppo indietro nel tempo per trovare la risposta, esattamente a fine settembre, quando, dopo la sconfitta di Bologna, la squadra andò in ritiro per ritrovare se stessa lontano dalle chiacchiere e le contestazioni. Risultato? 4 vittorie, 15 gol ed 1 solo subito da Immobile per un errore grossolano di Fazio. Poi la sosta, la SPAL e di nuovo le incertezze che riemergono.

Un ultimo tema sul quale si dibatte molto in queste settimane è l’impiego da parte di Di Francesco dei giovani, un argomento sul quale Kolarov ha detto la sua in conferenza, rispondendo a chi gli chiedeva i motivi dei risultati  “Ci manca continuità, anche con i giovani che sono arrivati, una partita fanno benissimo e l’altra così così. Anche noi più anziani dobbiamo aiutarli, loro possono darci una grande mano, mi auguro già da domani.”. Vero, a mio giudizio, solo in parte, lo testimoniano alcune partite perse dove in campo c’erano i cosiddetti Senatori, alcuni dei quali stanno rendendo al di sotto dei loro standard, o perlomeno a quelli ai quali eravamo abituati fino allo scorso anno.

Si dice di solito che la miglior medicina è tornare in campo subito per dimostrare che si è ancora vivi ed in grado di lottare per gli obiettivi di inizio stagione, la Roma stasera scenderà in campo dinanzi agli attuali detentori del trofeo e soprattutto ad uno stadio pieno che sosterrà, come sempre incessantemente, la squadra.

Per la truppa di Di Francesco nessuna migliore occasione per far tornare, si spera definitivamente, la Voglia di Vincere.

Kolarov e Di Francesco in conferenza stampa (Foto Luciano Rossi/AS Roma/ LaPresse)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.