Kolarov da terzino a centrale: cosa guadagna e cosa perde la Roma

Dopo l’ultimo addio di El Shaarawy (preceduto da quelli di De Rossi e Manolas e prima di quello molto probabile di Edin Dzeko) la caccia ai senatori potrebbe essere finita. Potrebbe. Usiamo il condizionale perché, come sappiamo benissimo, in tempo di calciomercato tutto è possibile e tendiamo a non escludere sorprese. 

Nelle ultime settimane si era parlato di un’interessamento del Fenerbahce per Kolarov, interesse ancora tutto da verificare, ma la volontà di Paulo Fonseca di trattenere il serbo potrebbe rivelarsi decisiva per il giocatore e per le sorti della Roma del futuro. Il tecnico portoghese sembrerebbe infatti aver riconosciuto Kolarov come pedina importante nel suo scacchiere per esperienza e capacità tecniche nel reparto difensivo. 

Il numero 11 è stato sicuramente tra i migliori delle ultime due stagioni per prestazioni e produzione offensiva. La quantità e la qualità delle giocate ha reso il serbo una vera e propria risorsa per la Roma degli ultimi tempi. Analizziamo alcuni dati: 

  • Nella stagione 2017-2018, in 47 presenze complessive tra campionato e Champions, Kolarov ha realizzato 3 gol e fornito ben 13 assist ai suoi compagni rivelandosi un vero e proprio fattore in termini di assistenza.
  • Nella stagione successiva, quella appena trascorsa, oltre ai 2 assist realizzati, ha battuto il suo record personale di goal segnati in una singola stagione mettendone a segno ben 9.

Oltre alla capacità di accompagnare e rendersi protagonista negli ultimi metri Kolarov si è dimostrato un’arma importante anche dai calci piazzati. In due anni con la maglia della Roma sono 7 i gol arrivati da calcio da fermo (3 su rigore e 4 su punizione). 
Si è sparsa però la voce negli ultimi giorni di un imminente cambio di ruolo per il serbo (perlopiù all’occorrenza) che, vedendosi passare davanti il nuovo acquisto per la fascia sinistra Leonardo Spinazzola, potrebbe arretrare la sua posizione e dare un contributo anche come centrale difensivo.

KOLARVOV CENTRALE: PERCHÉ SI, PERCHÉ NO
Aleksandar ha già esplorato questo ruolo sotto la guida di Pep Guardiola nel 2016/2017 in Premier con la maglia del Manchester City. 

In 23 partite totali giocate da centrale di difesa Kolarov ha trovato solo un assist rimanendo a secco di gol. Più gestione del gioco dunque e meno possibilità di arrivare a concludere o ad assistere

Come si evince dall’immagine i numeri di Kolarov da centrale difensivo non possono essere gli stessi di quelli da terzino. Le qualità tecniche verranno quindi sfruttate in maniera diversa: meno continuità in sovrapposizione nell’arco dei novanta minuti ma più qualità nella zona centrale del campo nella prima costruzione di gioco. Il mancino educato rende il prodotto del vivaio della Stella Rossa all’altezza dei più importanti difensori registi in Europa. Nell’ultima stagione infatti Kolarov è stato il 2° giocatore della Roma per passaggi effettuati (solo dietro a Steven Nzonzi) e 4° giocatore in quel ruolo per passaggi effettuati in tutta la serie A, a dimostrazione di una centralità nel gioco grazie alla sua tecnica e alla sua qualità.

Se da un lato si guadagna dall’altro si perde. Si perché rinunciare a tutto quello che Kolarov terzino ha dato fino ad adesso, e che potenzialmente potrebbe ancora darti, è un sacrificio non indifferente.

Come già detto l’apporto in fase offensiva del serbo quest’anno, così come l’anno scorso, è stato determinante: 3° miglior marcatore della Roma, 2° per passaggi chiave (soltanto dopo Lorenzo Pellegrini), 5° per tiri totali della rosa e tante altre piccole grandi cose che rendono Kolarov una vera e propria spina nel fianco per gli avversari.

Importantissima è sempre stata la personalità nel provare la giocata negli ultimi metri anche nei momenti cruciali della partita, situazioni in cui il serbo usciva fuori anche grazie alla sua esperienza e capacità di gestione della gara.

I dubbi più grandi su un Kolarov centrale sorgono sull’interpretazione di un ruolo che richiede più marcatura, fondamentale in cui il serbo non ha dimostrato di saper eccellere. L’assenza della linea laterale come riferimento potrebbe rappresentare per l’ex City un problema non irrilevante.

Lo spostamento di Kolarov potrebbe far parte di una grande rivoluzione tattica che Mister Fonseca sembra voler attuare. Sarà solo il tempo però a dirci se tutto ciò sarà possibile

Classe 1997, Romano e Romanista. Studente presso la facoltà di Scienze della Comunicazione. Nato nel 23 ottobre più freddo degli ultimi 50 anni, esattamente 14 anni dopo la più bella coreografia mai realizzata nella storia del calcio.

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