La nuova Roma di Mourinho

 

Nel periodo dell’anno in cui l’unica domanda che riecheggia nella mente dei tifosi è “chi piamo?” proviamo a vedere come giocherà la prima Roma di Jose Mourinho, indipendentemente da acquisti e cessioni. Per farlo abbiamo analizzato l’ultima stagione del tecnico di Setubal al Tottenham.

La prima cosa che balza agli occhi è il ricorso quasi sistematico al 4231. Pensiamo che a Roma non avrà difficoltà a riproporlo visti i giocatori a disposizione e la loro conoscenza del modulo già usato da mister Fonseca. Ma ai più attenti non sarà sfuggito che ha scelto più volte la difesa a 3, soprattutto contro squadre che a loro volta si schieravano a 3 dietro. Tutto ciò dimostra il suo non essere un integralista, ma soprattutto il suo sapersi adattare all’avversario che ha di fronte, sia nel modulo che nella scelta dei giocatori. Questa sembra essere la sua più grande qualità a livello tattico. Ogni volta che si è trovato ad affrontare squadre di alta classifica, oltre al cambio di modulo, ha schierato centrocampisti sulla linea di tre quarti o terzini nel centrocampo a 4 nel 343, senza comunque rinunciare alla qualità (vedi Eriksen e Dele dietro a Kane, o Dier nella difesa a 3 o a 4), ma con un’attenzione particolare alla fase difensiva.

Quella che sembra essere una regola è la scelta di 3 o 4 fedelissimi a cui difficilmente rinuncia, a prescindere da avversario e modulo. Dier e Hojbjerg per la fase difensiva, Ndombele e Sissoko per quella offensiva.

La sua predilezione per la fase difensiva non ha comunque lasciato al caso quella offensiva, fatta di veloci verticalizzazioni e azioni a campo aperto. Questo a discapito di una gestione del pallone che era il caposaldo del suo predecessore Pochettino. Il tutto condito da un’elevata intensità nella corsa e nei contrasti, e da uno spirito mai domo dei suoi giocatori.

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I moduli sono quelli usati dai Giallorossi negli ultimi due anni, 4231, 343 e sporadicamente o in corsa anche il 352.

Sicuramente, come avvenuto al Tottenham, vedremo una Roma più arcigna, meno arrendevole (tasto dolente degli ultimi anni), con dei finali di stagione dove non si tirano i remi in barca e una squadra che gioca e lotta per il suo condottiero e per la sua gente.

La cosa che sembra necessaria per far sì che Mou abbia la possibilità di essere quel trasformista che vi stiamo raccontando, è infoltire il roster di centrocampisti a disposizione, con caratteristiche fisiche e tecniche importanti e con la capacità di adattarsi anche in corso d’opera.

Per i nomi attendiamo con trepidazione la fine del calciomercato, nel frattempo ci godiamo l’arrivo di uno degli allenatori più importanti della storia.

AD MAIORA MISTER

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