La porti un bacione a Firenze (fino a Colonia).

20 Dicembre 2019.

La Roma di Fonseca, quarta in classifica ed imbattuta da inizio Novembre, affronta la Fiorentina dell’ex Vincenzo Montella in quello che sarà l’ultimo match dell’anno.

La apre Dzeko, la chiude Zaniolo nei minuti finali. Una prova convincente dove la Roma si esalta nella qualità dei singoli (emblematica l’azione del primo gol con il triangolo Pellegrini-Zaniolo-Dzeko) e dimostra di saperci fare con i piedi partendo dal basso (emblematica l’azione del gol di Pellegrini).

Sedicesimi di Europa League conquistati, una classifica di Serie A che fa ben sperare, perché in fondo la Roma è li nel gruppo di testa ed è squadra che gioca un ottimo calcio. Insomma, come si dice in gergo “si vede la mano dell’allenatore”.

Il Mister Fonseca durante il match contro la Fiorentina.

L’inizio 2020 pone la Roma dinanzi ad un bivio. Il 5 Gennaio c’è il match all’Olimpico contro il Torino, il 19 contro il Genoa. Ma soprattutto c’è la Juventus. Per il Campionato e la Coppa Italia.

Una sola vittoria, purtroppo, contro i grifoni di Davide Nicola. Il resto sono 3 sconfitte, pesanti, che in qualche modo segnano una svolta nella stagione dei giallorossi. Il derby pareggiato, nel quale Dzeko e compagni meritavano ampiamente la vittoria, è solo un fuoco di paglia.

3 sconfitte consecutive, il passaggio del turno sofferto contro il modesto Gent, la vittoria di Cagliari che risolleva il morale prima del lockdown. E di quella classifica che faceva ben sperare per un ritorno in Champions rimane un quinto posto ed un’Atalanta che li davanti sembra inarrestabile.

Cosa sia successo è difficile spiegarlo e non si può ricondurre alla semplice assenza, seppur pesante, di Zaniolo. Tutte le certezze sulle quali abbiamo poggiato ogni ragionamento, dalla coppia Mancini-Smalling, al centrocampo finalmente ricostruito su Veretout e Diawara, alla trequarti di qualità dietro Dzeko sembrano svanite. Ancor di più con il ritorno in campionato.

Veretout-Diawara una coppia perfetta per il centrocampo della Roma.

Se contro una Sampdoria, che aveva già evidenziato molti limiti nella trasferta di Milano, la Roma si è salvata con due invenzioni di Dzeko, con il Milan, invece, notte fonda. Una sola occasione nel primo tempo, un’assenza ingiustificata nel secondo ed un’ulteriore squadra che diventa concorrente per i posti in Europa League.

E si. perché dietro il rigenerato Napoli di Gattuso ora c’è anche la squadra di Pioli pronta a cogliere l’occasione. Ci sono davanti 10 partite, in palio 30 punti che tutto possono ancora cambiare. Nel bene o nel male. Provando però a spostare lo sguardo anche oltre il campionato.

Perché l’Europa League offre quest’anno un’occasione irripetibile. Una lotteria da giocare in campo neutro. Gare secche che porteranno le squadre alla finale di Colonia. Sfide non impossibili e senza dubbio alla portata degli uomini di Fonseca.

La prima sfida sarà contro gli spagnoli del Siviglia.

Ed allora sarà necessario tornare a Firenze, a quella prestazione, e portarla magari a Colonia. Per dare un senso alla stagione, proiettarsi alla prossima e provare a dare una continuità (perché per quanto si voglia bene agli allenatori del passato, vale la pena provare a costruire un progetto pluriennale, come Klopp al Liverpool insegna)

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