Genoa-Roma

Sotto la pioggia batte forte il cuore

Lo strappo di Mkhitaryan, il destro secco di Felix, il gol. E poi la corsa, l’abbraccio di tutto il gruppo con il suo allenatore. Il raddoppio, sempre del ghanese, è il sigillo finale sui tre punti. Sotto il diluvio di Genova la Roma torna a vincere. Lo fa al termine di una partita dall’esito tutt’altro che scontato, complicata anche dai forfait in extremis di Cristante e Villar causa Covid. I giallorossi raggiungono così il quinto posto, scavalcando in un colpo solo Juventus, Lazio e Fiorentina, con i bianconeri e i viola che si erano momentaneamente portati avanti nella corsa al quarto posto grazie alle vittorie maturate nella serata di sabato.

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La notte di Marassi si conclude senz’altro sotto il segno di Felix Ohene Afena-Gyan. Con una doppietta nei dodici minuti finali, l’attaccante decide una partita sempre controllata dalla Roma, ma che rischiava seriamente di non sbloccarsi più. Mkhitaryan porta palla per trentacinque metri, la classe dell’armeno consegna al ghanese un assist confezionato al bacio, e il pallone si insacca alle spalle di Sirigu. Un gol non semplice, che silenzia chi aveva già iniziato ad etichettare la punta come un calciatore solo cuore. Nel tempo restante la Roma non soffre nulla e riesce ad amministrare il risultato. Abraham e compagni recuperano diversi palloni rimanendo lucidi nonostante l’inevitabile stanchezza, e proprio dal recupero di una palla contesa arriva il secondo gol dei ragazzi di mister Mourinho. Il destro a giro di Felix è un cioccolatino che non lascia scampo al portiere rossoblu. È il minuto 94, e l’attaccante ormai ex-primavera ha appena realizzato una doppietta storica. È infatti il primo ragazzo nato dopo il primo gennaio 2003 a realizzare un gol (e una doppietta) nel campionato italiano. E menomale che era scarso tecnicamente.

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La chiave tattica della gara è stata la posizione atipica di Mkhitaryan, che solitamente vediamo giocare lungo la fascia. Stavolta l’armeno, reduce da una serie di prestazioni sottotono, gioca alle spalle delle due punti, sfoderando una partita da vero protagonista. Il numero 77 dribbla, recupera, calcia e manda in porta i compagni. Anche il sistema a due punte funziona bene, e Shomurodov nel primo tempo ha due nitide occasioni per portare avanti i suoi. A centrocampo Veretout torna ad essere il recupera-palloni che i tifosi si erano abituati a conoscere, e Pellegrini è la solita sicurezza, nonostante il dolore dovuto al riacutizzarsi di un problema al ginocchio sinistro. Sacrificio, proprio quello richiesto a gran voce da Mourinho in settimana. Anche in difesa i giallorossi sono compatti. Kumbulla ha ancora le gambe un po’imballate, ma si fa trovare sempre pronto e attento in anticipo. Mancini e Ibañez difendono la porta di Rui Patricio con intelligenza, capacità di piazzamento e velocità.

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I millecinquecento tifosi arrivati in massa dalla capitale possono tornare a casa soddisfatti. La Roma rientra dalla sosta più ordinata, precisa, paziente e fredda. I tre punti ne sono una naturale conseguenza. Siamo di fronte a una squadra alla ricerca di convinzioni, che pian piano sta costruendo una propria identità, a immagine e somiglianza del suo tecnico. Adesso non resta altro da fare se non tornare nella capitale, preparare la prossima partita e continuare a cercare consapevolezze, solide fondamenta su cui costruire per scoprirsi più forti. Giorno dopo giorno.

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Nato a Roma, curioso da una vita. Il calcio fa parte di me, le mie priorità sono imparare e approfondire.

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