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La Roma e un “mal di big” infinito

Ci risiamo. Altro giro, con una diretta rivale, altra corsa, ancora una sconfitta, per la Roma di Paulo Fonseca. Contro il Napoli è arrivato l’ennesimo ko in uno scontro diretto fondamentale in chiave Champions League, per una sconfitta che probabilmente può segnare le dieci partite che mancano alla fine del campionato.

La punizione di Mertens per l’1-0 del Napoli

Ciao Champions?

Lo 0-2 getta una secchiata d’acqua fredda sul “fuoco” della corsa all’Europa che conta e una lotta che coinvolge almeno 4 squadre per due soli posti, visto che l’Inter ha fatto il vuoto in testa alla classifica e il Milan, tra un Var e l’altro, è sempre secondo. Con la Juve che sta facendo di tutto per farsi risucchiare nel marasma – vedi ko casalingo con il Benevento – e l’Atalanta che ha ripreso a “correre” (e non ha neanche la Champions) la Roma è ora sesta, con la possibilità di farsi scavalcare anche dalla Lazio con una gara in meno (senza considerare il famigerato recupero Juve-Napoli che la Lega Serie A ha lasciato in mano al gatto e la volpe, Agnelli e De Laurentiis).

Marco Di Bello

Var sì, ma non per la Roma

Tra episodi (o no) al Var che casualmente vanno sempre e comunque contro la Roma, bisogna però analizzare le colpe – tante – della squadra di Fonseca. Proprio dopo il ko con il Napoli il tecnico portoghese ha tuonato “forse non abbiamo la mentalità per giocare contro questo tipo di squadre“. Beh, la personalità alla squadra, in linea teorica sia chiaro, la fornisce in primis l’allenatore, “tradotta” in campo dai giocatori più esperti. Come Edin Dzeko e Pedro, due fantasmi che hanno tradito ancora una volta nella gara forse più importante della stagione.

Paulo Fonseca lascia il campo sconsolato

Entrambi hanno fornito una prestazione che definire imbarazzante è un eufemismo: il bosniaco si è visto solo per un passaggio ad Ospina, e ormai il fatto che abbia mollato la Roma mentalmente è una triste certezza. Almeno prima correva e lottava, giocando da regista, ma adesso non c’è più nulla. Un fantasma in piena regola, ma giugno è sempre più vicino e accadrà quel che deve con soddisfazione di entrambe le parti.

Edin Dzeko

Se per Dzeko la situazione è chiara, non lo è per l’ex Barça e Chelsea. Dopo un avvio sprint si è letteralmente eclissato. Proprio quello che ad inizio stagione parlava di mentalità. Tralasciando il clamoroso gol sbagliato contro lo Shakhtar e il tiro in curva da ottima posizione con il Napoli, è il suo atteggiamento a sconcertare l’ambiente Roma. Ogni volta che viene sostituito, sempre troppo tardi, ha anche il coraggio di battibeccare: una volta con Fonseca, un’altra con Campos… e la prossima?

I soliti errori dei singoli affossano la Roma

Pau Lopez

Come al solito, oltre all’atteggiamento remissivo per almeno metà partita, contro le big arriva sempre puntuale come una tassa l’errore dei singoli. E come al solito c’è il nome di Pau Lopez, che sulla punizione di Mertens piazza male la barriera e prende gol sul suo palo, replicando sul raddoppio uscendo senza criterio dalla sua porta. A questo ha aggiunto i suoi rilanci di piede ormai famosi in Europa (ed era il portiere abile con i piedi che serviva alla Roma…). Un peccato, perchè ultimamente, tra i pali, aveva regalato alcune grandi parate.

Una “tassa” di nome Ibanez

Roger Ibanez

Subito dopo c’è Roger Ibanez, fresco di rinnovo di contratto con aumento e clausola da 70 milioni di euro (!!!). Ormai nei big match sappiamo che ne combinerà una delle sue. Il problema del difensore brasiliano, che è comunque un ottimo prospetto, è che neanche lui sa cosa vuole fare. Emblematico il coast-to-coast dalla difesa nel primo tempo e l’arrivo in area avversaria – senza passaggio o tiro – per lasciarsi cadere a terra. Riesce poi nell’impresa, con il collega portiere, di far segnare di testa Mertens, che un colosso non è, grazie alla sponda, sempre aerea, di Politano, più basso del belga, grazie ad una sua dormita. E dal derby in poi, ahinoi, abbiamo sempre la certezza che ne combinerà qualcuna.

Roma, tutto sull’Europa League

Siviglia-Roma della scorsa Europa League

Dopo il Napoli la Roma “aggiorna” un conto contro le big, clamoroso al contrario, che parla di soli 3 punti – frutto di soli tre pari – conquistati su 27 a disposizione in questa stagione (16 su 63 da quando c’è Fonseca). La strada da percorrere, ora, sembra solo quella di provare a vincere l’Europa League. Sarebbe bellissimo sollevare un trofeo e andare direttamente ai gironi di Champions League, ma il problema è uno solo: dai quarti in poi, dove ad attenderci c’è l’Ajax, saranno solo big match. E il Siviglia la scorsa estate ce lo ricordiamo tutti.

Appassionato di calcio, quindi di Roma, dal 1987. Giornalista per passione, sin da quando con Paint disegnavo prime pagine con la Roma campione d'Italia.

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