La Roma può sognare ma con la testa sulle spalle

Questa pausa arriva dopo la settima giornata di campionato e coincide con il giro di boa delle coppe europee. A disposizione abbiamo ancora poche partite per  poter delineare il cammino e le ambizioni della Roma, ma abbastanza per poter tirare qualche somma e riflettere sull’andamento del club capitolino.

VERONA: la disfatta

L’avvio della squadra di Fonseca è senza dubbio un inizio positivo; lo è ancor di più se si pensa alle spinose situazioni di inizio stagione. La prima partita ufficiale è stata quella di Verona e la squadra si è presentata con Dzeko con la testa a Torino, Smalling a Manchester con le vicende di mercato che non lasciavano presagire niente di buono e le sorti dell’allenatore in bilico. La Roma ha iniziato male sul campo e ancor peggio fuori. Uno stiracchiato 0-0 con qualche occasione di troppo concessa al Verona e l’imperdonabile errore societario che sancirà la sconfitta per 3-0 a tavolino.

ROMA-JUVENTUS: fuori il carattere

La partita seguente è difficile. La Juventus sembra un ostacolo insormontabile e l’ambiente mediatico romano non aiuta. C’è addirittura chi spera che la Roma perda rovinosamente in modo che Fonseca venga esonerato. La Roma come al solito, quando è sotto pressione, sfodera una prestazione formidabile, tanto sul lato tecnico quanto su quello tattico. Purtroppo ne usciamo senza i 3 punti, ma il rammarico di aver “solo” pareggiato contro la Juve non può non essere un segnale di grande mentalità.

Udine: la prima vittoria

Nonostante le belle parole e i complimenti che arrivano alla squadra e a Fonseca è arrivata l’ora di vincere. La trasferta di Udine è sempre stato un campo difficile per noi, una partita che spesso soffriamo e dalla quale non è mai facile uscirne vittoriosi. La Roma non replica la prestazione convincente della gara precedente e soffre. L’Udinese è una squadra organizzata bene, si copre efficacemente dietro ed è pronta a far male davanti grazie alle ripartenze fulminee. Ci pensa Pedro, la classe e l’esperienza dello spagnolo gli permettono di risolverla con una cannonata scagliata oltre i 16 metri che regala la prima vittoria alla compagine giallorossa. Finalmente ritorna un po’ d’entusiasmo, certo le critiche si fanno sentire per la prestazione ma l’unica cosa che contava davvero era vincere e la Roma ci è riuscita.

ROMA-BENEVENTO: la prima vittoria casalinga

Vincere aiuta a vincere e così la Roma strapazza il Benevento rifilando ben 5 goal alla difesa campana. Una partita difficile, iniziata in salita dove l’approccio al match era stato totalmente sottovalutato. Fortunatamente la squadra è riuscita a scuotersi e a conquistare i doverosi tre punti.

YOUNG BOYS: una trasferta più complicata del previsto

Dopo questa partita la trasferta di Berna sembra analoga. Ci si presenta con 10/11 giocatori cambiati rispetto al match di campionato e si sottovaluta l’avversario che colpisce a freddo. L’ingresso dei “Big” e un netto cambio di mentalità permettono di ribaltare il match e dare un segnale al girone.

La trasferta di Milano

La scelta di schierare le seconde linee non è stata un caso. Il Lunedì successivo ci avrebbe ospitato il Milan a San Siro. Probabilmente la partita più difficile di questo avvio. I milanesi erano in uno stato di grazia. I rossoneri si presentavano all’appuntamento forti delle 4 vittorie di fila ottenute in campionato, l’ultima delle quali  coincideva con la vittoria del derby e inoltre aveva anche asfaltato il Celtic 3-1 a Glasgow dove vincere non è mai facile. La squadra di Pioli era la peggior squadra da incontrare, per giunta nel loro miglior momento. La Roma però non ha avuto paura, anzi! Come al solito ci siamo fatti colpire dopo pochi minuti, ma i ragazzi non si sono persi d’animo. Sono stati 3 volte sotto e per 3 volte hanno deciso di non arrendersi, hanno deciso di lottare. La Roma in quella partita ha preso consapevolezza dei propri mezzi, ha capito che non c’era motivo di chinare la testa davanti a nessuno, nemmeno di fronte alla capolista imbattuta da decine di partite.

ROMA-CSKA SOFIA: un segnale necessario

La partita successiva abbiamo peccato di presunzione per l’ennesima volta. Abbiamo sottovalutato il CSKA Sofia con la superficialità di chi è convinto che in qualche modo quella partita saremmo riuscita a vincerla. Abbiamo sbagliato ma paradossalmente forse è stato un segnale necessario per dare una svegliata alla squadra. Probabilmente la perdita di quei punti non comporterà grosse conseguenze all’interno del girone ma è stato necessario per far scattare un segnale d’allarme nella testa di tutti.

ROMA-FIORENTINA: concentrazione e determinazione

La Domenica seguente la Roma è partita bene, con la mentalità e la concentrazione giusta. Stavolta è stata lei a colpire a freddo dopo pochi minuti. Dopo aver segnato è stata brava a insistere con le proprie idee proponendo un bel gioco. La gestione della partita è stata curata con il mindset improntato sul proverbio “la miglior difesa è l’attacco”. La Roma non ha rischiato nulla e anche in questo caso è arrivata una vittoria importante contro un avversario che dispone di una rosa molto qualitativa.

ROMA-CLUJ: una piacevole goleada

Non c’è neanche il tempo di respirare e godersi la vittoria contro i viola che c’è già da pensare al Cluj. La Roma è stata l’unica squadra in campo. Ha dimostrato la propria forza annientando i romeni sotto ogni punto di vista, Questa vittoria non solo è stata importante per dare un’impronta precisa alle sorti del girone ma è stata fondamentale per l’iniezione di fiducia che ha dato a tutta la squadra. La vittoria ha sbloccato Mayoral, ha fatto spazio ad un ragazzo come Milanese ed ha restituito morale anche a chi gioca di meno; l’ha fatto sentire utile alla causa e partecipe del gruppo.

La trasferta di Genova: superata la prova del nove

Neanche stavolta abbiamo il tempo di gongolarci per la goleada inflitta al Cluj.  Il Genoa ci aspetta a Marassi affamato di punti. I rossoblù hanno a disposizione il miglior 11 possibile. Il pareggio ottenuto con le unghie contro una Samp ruggente è un toccasana per il morale; sono concentrati e hanno un disperato bisogno di punti. La Roma si presenta senza il suo capitano, infatti Edin Dzeko purtroppo è positivo al Covid-19. Spinazzola è costretto ad abbondonare dopo un piccolo scorcio di partita e le assenze cominciano a pesare. Giocatori come Diawara e soprattutto Calafiori avrebbero potuto fare la differenza; all’appello manca anche Carles Perez e ovviamente non bisogna mai dimenticare la pesantissima assenza di Zaniolo. Nonostante tutto questo la Roma non ne vuole sapere di mollare e così trascinata da un immenso Mkhitaryan aggiunge altri 3 punti alla sua classifica, che vista dopo 7 giornate non è poi così male.

Il lavoro e la gestione di Fonseca sono stati encomiabili. L’allenatore portoghese ha curato ogni minimo dettaglio che ha contribuito alla ripresa della Roma. Fonseca ha dato un’impronta tattica nel gioco che è ben visibile. Ha trovato un modulo in grado di esaltare le qualità e nascondere le lacune dei propri giocatori. Il tecnico ex-Shakhtar è riuscito anche a ricucire gli strappi psicologici avvenuti all’interno del collettivo. Per un calciatore non deve essere facile riconoscere come capitano un giocatore che aveva intenzione di andare via, eppure Fonseca ha lavorato anche su questo. La Roma è un gruppo vero, unito, legato. La squadra si abbraccia forte quando segna e si dispera quando perde, tutti in campo lavorano e lottano l’uno per l’altro.

Bisogna restare con i piedi per terra, illudersi su obiettivi più grandi di noi può essere deleterio sia per noi stessi ma soprattutto per la squadra. Siamo ancora un cantiere aperto che deve crescere e maturare.

Sognare fa bene al cuore, ma essere razionali fa bene alla testa.

È giusto sognare e guardare in alto, l’importante è farlo con la testa sulle spalle.

Studio comunicazione,tecnologie e culture digitali. Sogno di diventare un giornalista sportivo. la mia passione più grande è il calcio. Il mio amore più grande è la Roma.

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