Le conseguenze dell’amore: crediamoci Roma

Le conseguenze dell’amore sono imprevedibili e imponderabili, così diceva Simone Conte nello Zoom post Roma – Barcellona. Dall’amore non possono che nascere cose buone. In quella notte incredibile, che ha sancito la rivincita di almeno un paio di generazioni giallorosse, tutto è nato dall’alchimia che si è creata tra squadra e ambiente.

“Prima della partita lo stadio mi ha commosso, ci credevano. Ho detto ai miei compagni che se ci credevano loro non potevamo farcela addosso”. Queste sono state le parole di Daniele De Rossi al termine di quella serata magica. A testimonianza che quella partita, l’abbiamo vinta tutti noi. C’è stata una fusione tra squadra e pubblico. Lo stadio ci credeva. Emanava vibrazioni positive talmente forti da riuscire a trasmetterle anche ai calciatori in campo.

Il 10 Aprile 2018 non è stata però solo la notte più incredibile della storia della Roma. Quella data deve rappresentare un precedente storico da tenere bene a mente. Le conseguenze dell’amore. Tutto parte da questo. Stringersi attorno alla Roma può fare miracoli. L’amore del popolo giallorosso verso i propri colori è qualcosa di unico. Lo dicono tutti quelli che passano dalle nostre parti. Quello della Roma non è un semplice tifoso. E’ un innamorato della propria squadra e come tale si comporta.

Dall’amore non possono che nascere frutti dolci e questo è il momento di ribadirlo. Siamo alla vigilia di una stagione dove la Roma dovrà confermare quanto di buono fatto l’anno scorso. La campagna acquisti è stata sontuosa. Al fronte delle partenze di Nainggolan e Alisson, sono arrivati dei calciatori importanti che hanno consentito di colmare le lacune che c’erano. Il DS Monchi ha consegnato a mister Eusebio due squadre, entrambe competitive.

Senza voler decidere quali siano i titolari e quali le riserve, possiamo schierare due formazioni e vedere quanta qualità ci sia. Olsen, Florenzi, Fazio, Manolas, Kolarov, De Rossi, Pastore, Strootman, Under, Dzeko, Perotti. Mirante, Karsdorp, Marcano (Bianda), Juan Jesus, Santon (Luca Pellegrini), N’Zonzi (Coric, Gonalons), Cristante, Lorenzo Pellegrini, Kluivert, Schick, El Shaarawy. Dal punto di vista della rosa la squadra c’è.

Lo staff tecnico è lo stesso dello scorso anno. Mister Eusebio Di Francesco ha dimostrato di saper guidare la nave in maniera sapiente. Ha superato lo scetticismo iniziale ed ha risolto brillantemente i problemi che in inverno sembravano aver compromesso la stagione. Il tutto con una sola arma: il lavoro. Mai una parola fuori posto, mai una lamentela verso gli arbitri, senza parlare di vento, pioggia, orari e infortuni. Da questo punto di vista abbiamo il top della gamma. Allenatore tanto forte quanto sottovalutato. A mio avviso uno dei migliori che abbiamo mai avuto, ma questo ci penserà la storia a stabilirlo.

La società sta svolgendo un lavoro egregio. Per la prima volta abbiamo avuto 5 stagioni consecutive in cui siamo stati nei primi 3 posti. Dopo 34 anni siamo tornati in semifinale di Coppa dei Campioni ed a livello di Ranking UEFA siamo la seconda squadra italiana. Molti, in malafede, parlano solo delle cessioni. Pochi parlano del monte ingaggi, secondo solo a quelli della Juventus e del Milan, i cui fatturati sono nettamente superiori.

Con i ricavi che ha la Roma vi sono due modi di condurre una società. Come fanno Lotito e De Laurentis, cioè con pochissimi calciatori di livello e tantissimi gregari, in modo da poter tenere basse le spese per i calciatori. Oppure come fa la Roma, spendendo una parte importante dei ricavi per la rosa, ma per forza di cose, cedendo dei pezzi pregiati per far quadrare il bilancio. Perché il Fair Play Finanziario da queste parti non lo si scavalca con plusvalenze gonfiate (Juventus, Inter) o false sponsorizzazioni (Inter). Gli americani a livello di etica aziendale possono dare lezioni al mondo intero.

Calciatori, staff tecnico, società. Manca solo un tassello. Il più importante. L’amore, quello delle conseguenze imprevedibili, viene dalla gente. Il calcio è lo sport più popolare del mondo e genera introiti milionari solo perché ci sono i tifosi. Tutto parte da qui. Abbiamo insegnato tifo a tutto il mondo ma negli ultimi anni ci stiamo perdendo. Guidata da un gruppo di cialtroni che, per radio, si spacciano per giornalisti, sta nascendo una generazione di tifosi della Roma che non riesce a godersi più nulla.

Il mercato sontuoso di quest’anno viene ricordato solo per le cessioni di Nainggolan ed Alisson. La stagione scorsa è quella dell’eliminazione in Coppa Italia, Pallotta è un maiale e la Roma una società allo sbando. Gente incapace di vedere oltre il proprio naso che si affida ai guru della comunicazione radiofonica romana. Invadono il web con le loro teorie strampalate e sperano che le cose vadano male per poter sproloquiare.

Quest’anno, con la Roma così forte, non abbiamo bisogno di loro. Per battere Cristiano Ronaldo c’è bisogno di amore incondizionato. Lo stesso amore che qualche mese fa ci ha permesso di mandare a casa Messi e Suarez. Stringiamoci forte attorno a questa squadra. La differenza la possiamo fare noi. Facciamogli sentire il nostro amore, sempre, a prescindere dai risultati che verranno. Doniamo amore a questa squadra, stiamole accanto. Le conseguenze non potranno che essere incredibili ed imponderabili. E’ già accaduto quel 10 aprile. Facciamolo succedere di nuovo. Niente è impossibile per chi ci crede.

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