L’importanza di chiamarsi Kostas

Ciao Walter, ho un ottimo centrale greco classe ’91 da proporti. Lo so che il mese scorso ti sei assicurato Astori per rinforzare la difesa, ma ti assicuro che Kostas sarebbe perfetto per la tua Roma“. Parola più, parola meno questo dovrebbe aver detto Raiola, il super procuratore, all’allora DS Sabatini ad inizio agosto, pregustando per il suo assistito il tanto atteso salto di qualità.

L’allora DS della Roma Walter Sabatini con l’immancabile sigaretta.

Ad essere sinceri la Roma non era l’unica squadra contattata da Mino in quei bollenti giorni di mercato, sul giocatore c’era anche l’interesse della Juventus ma Paratici non si era ancora mosso in maniera concreta, la sensazione era che quel 23enne, titolare della Nazionale che aveva partecipato al Mondiale in Brasile, non fosse il ricambio perfetto per l’infortunato Barzagli.

Fu cosi che, il 26 Agosto il cerchio si chiuse. Il detestato Medhi Benatia passava al Bayern per una cifra intorno ai 30 mln di € (Bonus inclusi) e Kostas sbarcava sorridente a Fiumicino, pronto a firmare un contratto di 5 anni con i Giallorossi dopo le rituali visite mediche all’ospedale Gemelli.

Siamo nel 2014, la seconda con Rudi Garcia in panchina, la prima, dopo tanti anni, in cui nella Capitale si respira aria di Scudetto e di sfida alla Juventus dopo il secondo posto dell’anno precedente. Oltre a Manolas, ed il sopracitato Astori, in giallorosso sono arrivati anche Holebas, Paredes ed il tanto discusso Juan Iturbe, arrivato dal Verona per ben 22 mln di €.

Il primo allenamento del greco Manolas con la maglia della Roma. (Foto Gazzetta dello Sport)

Maglia N.44, Kostas rilascia queste dichiarazioni il giorno della sua presentazione: “Dall’inizio volevo venire a Roma e sia Torosidis sia Dellas mi hanno parlato benissimo della città e del club e quindi mi sono convinto. Ho avuto contatti con la Juventus, che aveva parlato anche con l’Olympiacos, ma poi ho scelto la Roma. Mi sento pronto. Non al 100% ma al 120%. Io punto subito allo scudetto e anche la squadra. Con questa rosa possiamo fare molto bene anche in Champions

Non andò esattamente cosi. In campionato la Roma si confermò seconda forza dietro al solita Juventus di cui i tifosi ricordano ancora la sfida del 3-2 allo Stadium con il “Violino di Garcia”. In Champions prima (in un girone di ferro con Bayern e Manchester City) ed in Europa League (contro la Fiorentina) poi due cocenti eliminazioni, la sensazione dell’ennesima occasione persa, soprattutto nella competizione europea minore dove i giallorossi erano ritenuti tra i principali favoriti alla vittoria finale.

La disfatta dell’Olimpico contro la Fiorentina che sancì l’eliminazione dall’Europa League (Foto LaPresse)

Sono ormai trascorsi 5 anni da quei giorni e nonostante le tante voci di mercato ed una partenza pressoché sicura in Russia, destinazione Zenit, Kostas è rimasto a Roma, conquistando l’affetto della tifoseria che lo ritiene titolare inamovibile ed indiscutibile Idolo. Soprattutto da quel 10 Aprile di quest’anno, nella partita tra le più belle ed emozionanti della storia giallorossa, la rimonta contro il colosso Barcellona completata al minuto 82′ grazie a colui che per tutti ora è “il Dio Greco“, come poeticamente lo definì il cronista inglese Peter Drury.

Dopo un inizio di stagione difficile Di Francesco ha fatto capire come siano importanti gli uomini oltre gli schemi di gioco e la tattica, viste le difficoltà di Fazio ed il “mistero” Marcano, Manolas rappresenta il baluardo di una difesa sicuramente più vulnerabile dello scorso anno.

Ed è a lui che i tifosi si stringono adesso affinché sia guida, insieme ai veterani, per risalire la classifica verso le zone nobili. Nel cuore di tutti il desiderio di tornare a vincere, esattamente il motivo per il quale Kostas scelse la Roma.

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