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Milan-Roma, un groviglio da districare

Partiamo da un presupposto: non è affatto semplice analizzare Milan – Roma. Per diversi motivi. Il primo, e più evidente, è il contesto anomalo in cui si è giocato il match. Il secondo è la disparità di condizione fisica tra un Milan con due partite nelle gambe ma qualche giorno di riposo in più, e una Roma al secondo impegno dalla ripresa del campionato. Nessuna giustificazione, come ha detto anche Paulo Fonseca nel postpartita, ma comunque aspetti che possono incidere, e hanno inciso eccome, sull’esito finale. Poi viene tutto il resto, compresi gli errori del tecnico: dalla scelta dell’11 iniziale alla gestione (stavolta sbagliata) dei cambi; dall’inefficacia del gioco espresso alla poca cattiveria sotto porta, come nel caso del colpo di testa di Dzeko finito a lato di pochissimo. Insomma, la sconfitta di San Siro è un groviglio di errori tutto da districare.

Non bastano neanche i numeri, impietosi, che comunque fotografano solo parzialmente il match: in 90’, il Milan ha tirato in porta 13 volte, di cui 5 nello specchio, a fronte dei soli 5 tentativi totali della Roma, di cui solo 1 nello specchio. I rossoneri hanno prevalso anche nel possesso palla (57-43), nella precisione dei passaggi (86-83) e nel dato degli expected goals (2.39-0.57), segnando due reti per gentile omaggio della retroguardia giallorossa. E qui le statistiche si intrecciano con elementi più sfumati quali i tanti problemi del gioco giallorosso e le deludenti prestazioni di diversi singoli. Nel deserto San Siro si è vista una Roma buona, ma sempre poco pericolosa, solo nella prima metà del primo tempo, al cospetto di un Milan tutt’altro che esaltante, ma più avanti di condizione e, soprattutto, bravissimo a sfruttare la stanchezza e le amnesie giallorosse nella ripresa.

Così, mentre i minuti passavano e la Roma faticava sempre di più, sia sotto il profilo fisico che del gioco, il Milan è riuscito a prendere campo e infilarsi laddove i giallorossi non potevano arrivare. Tanto ha fatto Rebic, intercettando lo sciagurato passaggio orizzontale di Zappacosta e poi finalizzando il tiro al Mirante in area romanista. Tanto ha fatto Hernandez, approfittando di maglie blu decisamente troppo larghe e troppo ferme, conquistandosi un rigore quasi comico poi trasformato da Calhanoglu. Il tutto con la Roma ad assistere, impotente, al suo destino. Stanca, lenta e senza idee, la squadra di Fonseca si è sciolta nell’afa milanese mentre il tecnico portoghese tardava a effettuare cambi ininfluenti, inserendo calciatori inutili ai fini dell’improbabile rimonta. Con buona pace della già elogiata profondità della rosa. Che diventa inutile, se priva(ta) di fondamenta atletiche e tattiche. La sconfitta di San Siro deve necessariamente diventare uno spunto di riflessione. Per capire dove si è sbagliato e porre rimedio il prima possibile.

Non tanto per le ambizioni da 4° posto, ormai infrante, quanto per evitare la rimonta di inseguitrici più in forma e più affamate. La priorità, ora, deve diventare la difesa di un piazzamento europeo (per quanto minore sia) fin troppo traballante, alla luce di quanto visto non solo nelle ultime due partite, ma anche in quelle pre-lockdown, in cui la Roma è andata incontro a una flessione che l’ha portata a sprecare il vantaggio accumulato su Napoli e Milan, ora distanti rispettivamente 3 e 6 lunghezze. La Roma di San Siro inquieta tanto quanto la sua classifica. Pone degli interrogativi di cui forse sarebbe meglio non conoscere le risposte. Perché, se l’attuale condizione della squadra fosse dovuta a una preparazione in vista dell’Europa League, sarebbe semplicemente un enorme azzardo. Se, invece, a una forma fisica scadente dovesse affiancarsi la scarsa applicazione dei calciatori della Roma (evidente sia contro la Samp che contro il Milan), sarebbe molto più grave. Di sicuro, in ogni caso, dal punto di vista romanista, Milan – Roma è un groviglio di errori senza un colpevole unico. Provando a individuarne uno si rischia solo di intricarlo ulteriormente. Per districarlo ci vuole tempo e pazienza. Cioè, esattamente ciò che la Roma non ha, e che Roma non vuole avere. 

Amo la Roma e l'informazione fatta bene. Per questo vorrei fare bene informazione sulla Roma.

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