Mourinho alla Roma: l’uomo giusto nel posto giusto

In molti si stavano interrogando su quel comunicato della Roma apparso nella mattinata di martedì 4 maggio in cui si ufficializzava una notizia già nota a tutti: l’addio a Paulo Fonseca dopo 2 stagioni fatte di pochi alti, e tanti bassi, anche se il tecnico ex Shakhtar può “vantare” una serie di scusanti. O meglio, ci si chiedeva l’utilità di rendere ufficiale la notizia con ancora 4 partite (cinque con il Manchester United in Europa League) da giocare per chiudere una stagione letteralmente buttata al vento, e non solo per colpa dei troppi infortuni.

Fabio Capello e Jose Mourinho

Mourinho “come” Capello

Poche ore dopo, con l’altro comunicato, la situazione è diventata di colpo chiarissima. Come l’ambizione di Dan e Ryan Friedkin nel voler cambiare la storia di questa squadra. Sì, perchè l’annuncio di Jose Mourinho come nuovo tecnico della Roma si può tranquillamente paragonare a quello di Fabio Capello nel lontano 1999.

E che nessuno venga a dirci “eh, ma Mourinho è bollito, viene da due esoneri di fila…“, perchè ai tempi Capello era finito a fare l’opinionista, commentando le gare della Nazionale. Insomma, l’arrivo di Mourinho sul “pianeta” Roma ha regalato un entusiasmo morto e sepolto dalle figuracce rimediate negli ultimi tempi, per un ennesimo finale di stagione che, a meno di miracoli, non ha più niente da dire.

L’ambizione dei Friedkin

Ciò che rende chiara la strategia dei Friedkin, al di là del loro eterno silenzio interrotto solo dai comunicati ufficiali (fino a pochi minuti prima di annunciare Mourinho tutti eravamo convinti che sarebbe stato Maurizio Sarri il nuovo allenatore della Roma): questa squadra deve tornare a vincere dopo dodici anni di digiuno.

Ryan e Dan Friedkin

Quando? Questo non lo possiamo sapere in anticipo, ma già scegliere un tecnico “pesante” come Mourinho – che ha fatto balzare la Roma sulle prime pagine di tutto il mondo calcistico (e non) – non può non far sperare chiunque abbia a cuore i colori giallorossi.

Mourinho ai tempi dell’Inter

Jose Mourinho, dall’alto dei suoi 25 trofei vinti tra Italia, Spagna e Inghilterra, non arriva da un buon periodo, visti i due esoneri consecutivi al Manchester United e al Tottenham, e questo bisogna pur dirlo. Ma Roma e la Roma, per il tecnico portoghese, possono rappresentare il binomio perfetto per tornare finalmente in alto. Non fosse altro per la capacità di essere un uomo solo al comando, un vero capopopolo in grado di unire tutti, a cominciare da un tifo ultimamente sempre diviso.

Jose Mourinho

La capacità di Jose Mourinho di accentrare su di sè tutto, come fosse una calamita, o meglio un parafulmine, è senz’altro quello che serve in una piazza come Roma che tritura presidenti, calciatori e allenatori. In tanti sostengono che il portoghese abbia ormai perso il tocco magico che lo ha contraddistinto per tutta la sua carriera (su tutte il Triplete con l’Inter, ma anche la Champions vinta con il Porto).

(Ex) Nemico numero uno

E ancor prima di parlare di grandi nomi, in tal senso Mourinho avrà chiesto espresse garanzie sulla campagna di mercato estiva, il primo grosso colpo lo ha fatto proprio la Roma ingaggiandolo. Un allenatore di questo calibro mancava da troppi anni e ora, ringraziando comunque Fonseca per aver accettato una Roma reduce dai “no” di tanti allenatori, non vediamo l’ora di scoprire Mourinho. Colui che è stato chiamato per far tornare alla vittoria una Roma che, undici anni fa, lo vedeva proprio come il principale nemico. E che ora deve esaltarsi, prima di esaltare.

Appassionato di calcio, quindi di Roma, dal 1987. Giornalista per passione, sin da quando con Paint disegnavo prime pagine con la Roma campione d'Italia.

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