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Pedro & Co.: i trasferimenti tra Lazio e Roma

Diciamoci la verità: vedere un giocatore che ha giocato alla Roma con la maglia della Lazio e viceversa, ci fa storcere il naso. Magari in altre parti dell’Italia calcistica  questo tipo di affari passano totalmente inosservati (vedasi Milan e Inter), ma a Roma è decisamente diverso.

L’acquisto di Pedro da parte della Lazio ha un sapore agrodolce tra i tifosi giallorossi, mentre i laziali (al momento) gongolano per aver preso un giocatore da un passato eccellente ed un presente tutto da decifrare.
Ma se facciamo un tuffo indietro negli anni, sono stati tanti i giocatori che hanno cambiato la sponda del Tevere.

Luigi Ziroli

Primo giocatore a siglare il primo gol ufficiale della Roma, ma allo stesso tempo è stato anche il primo ex romanista a vestire la maglia della Lazio.

Fulvio Bernardini

Discorso particolare per un altro giocatore che ha fatto la storia del club giallorosso. Fuffo in realtà avrebbe voluto svolgere un provino con la Fortitudo ma trovò il cancello chiuso così provò con la Lazio. Inizialmente schierato come portiere, Bernardini divenne anche capitano della Lazio per poi lasciare il club per accasarsi all’Inter.
Nel 1928, Bernardini si trasferì alla Roma dove scrisse pagine importanti della storia giallorossa.
Forse ha militato nella Lazio solo perché la Roma ancora non era nata, altrimenti non si sarebbe mai macchiato di tale crimine (cit. Michele dal nostro gruppo Whatsapp).

Attilio Ferraris IV

Dopo aver militato nella Fortitudo, passa alla Roma in seguito alla fusione societaria, diventandone anche il capitano. Poi nel 1934, a causa di dissapori con il presidente Sacerdoti, passa alla Lazio dove giocherà per due stagioni per poi far ritorno alla Roma dove chiuderà la carriera.

Carlo Galli

‘Testina d’oro’ fu uno dei protagonisti della ripartenza della Roma nell’anno di purgatorio in Serie B. Restò in giallorosso fino al 1956, per poi passare al Milan ed infine alla Lazio, dove certamente non rese come in giallorosso.

Arne Selmosson

Fu il primo calciatore a segnare in un derby con entrambe le maglie. Arrivato nel 1955 tra le file biancocelesti, riportò la Lazio ai vertici della classifica dopo anni di assoluto anonimato. Nel frattempo segnò due reti contro la Roma. Poi nel 1958 la Roma stacca un assegno da 130 milioni di lire che la Lazio, in difficoltà economica, non può rifiutare. I tifosi ovviamente non la presero bene e scesero addirittura in piazza per bloccare l’affare.
In giallorosso Selmosson va in gol per tre volte contro la sua ex squadra.

Franco Cordova

Nove stagioni in giallorosso, capitano della squadra, uomo chiave del centrocampo giallorosso. I presupposti per essere una leggenda romanista ci sono tutti. Eppure Cordova non piaceva al presidente Anzalone tanto che decide di cederlo al Verona. Cordova non accetta l’offerta e si accorda con la Lazio. Un trasferimento clamoroso, anche se non ha mai smesso di essere tifoso ed amante della squadra giallorossa.

Lionello Manfredonia

A detta di tutti uno dei trasferimenti più complicati della storia delle due società. Cresciuto nelle giovanili biancocelesti fino ad arrivare al calcio che conta, passa alla Juventus dove viene coinvolto nella vicenda del calcioscommesse. La Roma lo acquista nel ma, per i tifosi, il suo passato conta più del rendimento in campo.

Astutillo Maglioglio

Nel biennio in giallorosso come vice di Tancredi non vede quasi mai il campo, così nel 1985 va alla Lazio. In biancoceleste non viene visto bene, non per il passato romanista ma per il suo impegno nel sociale che, a detta dei tifosi avrebbe influito sulle sue prestazioni in campo. Dopo uno striscione vergognoso esposto dai tifosi biancocelesti, Malgioglio sputò sulla maglia della Lazio e abbandonò il club.

Angelo Peruzzi

In giallorosso ci resta pochissimo, coinvolto anche in uno scandalo doping. Ma si tratta di uno dei più grandi rimpianti della storia romanista. Arriva alla Lazio nel 2000 dopo aver militato per Juventus ed Inter.

Roberto Muzzi

Cresciuto nelle giovanili giallorosse, Muzzi si mette in luce tra i grandi con un gol in semifinale di Coppa Italia contro il Milan di Fabio Capello. Poi una lunga carriera con Cagliari e Udinese, per poi chiuderla con la maglia della Lazio.

Sinisa Mihajlovic

Arriva in giallorosso nel 1992 e resta fino al 1994, non riuscendo a trovare una posizione definitiva nello scacchiere difensivo. Passa alla Sampdoria e poi alla Lazio nel 1998 dove si rende protagonista, nonché poco gradito alla tifoseria giallorossa che ricorderà con piacere un rigore sbagliato in un derby.

Diego Fuser

Altro giocatore che ha fatto la storia della Lazio, oltre ad esserne stato anche capitano. Arriva nella Roma fresca campione d’Italia. Della sua esperienza in giallorosso si ricorderanno solo due reti importanti contro Venezia e Parma ma niente di più.

Aleksandar Kolarov

Assieme ad Arne Selmosson condivide il primato di aver segnato in un derby con entrambe le maglie. Il gol siglato con la maglia della Lazio fu quasi inutile, mentre con i giallorossi sigla il gol del momentaneo 2-1, con tanto di esultanza polemica.

Questi sono tra i giocatori importanti ma nel corso della storia delle due squadre ci sono stati altri trasferimenti anche sulla panchina.

Tommaso Maestrelli

Dopo aver giocato per la Roma dal 1948 al 1951, Maestrelli allenò la Lazio dal 1971 al 1976, portando i biancocelesti dalla Serie B allo scudetto.

Juan Carlos Lorenzo

Arrivato alla Lazio nel 1962 dopo aver allenato l’Argentina ai Mondiali, Lorenzo riporta la Lazio in Serie A. Guida la Lazio ad un ottavo posto nell’annata successiva ma alcune beghe contrattuali lo fanno accordare con la Roma. Don Juan resterà solo una stagione portando una Coppa Italia nella bacheca giallorossa.
Nel 1968 torna sulla panchina della Lazio fino al 1971.

Sven Goran Eriksson

Il tecnico svedese, sulla panchina della Roma raccolse solo una Coppa Italia e un clamoroso secondo posto nel 1985/1986 (il fatale Roma – Lecce). In biancoceleste invece mette nel palmares Scudetto, 2 Supercoppa Italiana, 2 coppa Italia, Coppa delle Coppe e Supercoppa Uefa. Assieme a lui in panchina c’è un altro ex giallorosso, ovvero Luciano Spinosi.

Zdenek Zeman

Il boemo siede sulla panchina della Lazio dal 1994 al 1997, subito dopo le fastose stagioni alla guida del Foggia. Dopo due buone stagioni che portano la Lazio ai vertici della classifica, viene esonerato e nella stagione 1997/1998 passa alla Roma. Eccetto un calcio super offensivo, non andrà oltre un quarto e un quinto posto. Ma costruisce l’ossatura per la squadra che, allenata da Fabio Capello, vincerà poi lo scudetto.

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