Giuseppe Moro

Moro Giuseppe

Giuseppe Moro nasce a Carbonero (Italia) il 16 gennaio 1921. Portiere straordinario formatosi nel Treviso. Capace di alternare però grandi parate a clamorosi errori. Ma per la maggior parte della sua carriera sono più luci che ombre.
Dal carattere spavaldo e arrogante, la sua carriera è molto discontinua: in effetti non si ferma mai per molto tempo nelle squadre in cui milita, a causa di una brutta fama di incallito giocatore che mina la sua credibilità come atleta.
Inoltre fu uno tra i più famosi pararigori della storia del calcio.

Arriva in giallorosso dalla Sampdoria per 40 milioni di lire. L’ottimo inizio di campionato, con due rigori parati, lo fa tornare tra i portieri più forti del campionato italiano. Dopo una serie di gare opache viene relegato in panchina a seguito della partita persa contro la Fiorentina. Fu accusato palesemente di aver venduto la partita. La stessa notte gli venne rubata la macchina, una Alfa 1900, appena acquistata.
Gli venne preferito il giovane Albani per 7 partite e Moro pensò di lasciare il club per trasferirsi al Chinotto Neri, club romano militante nelle serie minori, per avere anche più tempo per gestire il bar che aveva appena rilevato in città.  Successivamente Moro rivelerà che lui si rifiutò di giocare poiché demoralizzato da questi avvenimenti.

Viene chiamato in causa per un tentativo di truccare l’incontro tra Roma – Juventus. I bianconeri erano in vantaggio su InterFiorentina di un solo punto. Pochi giorni prima della partenza, un certo signor Bianchi si presentò da Gianni Agnelli in qualità di cognato di Moro proponendo di truccare l’incontro, in quanto Moro aveva bisogno di soldi. Al momento della proposta era presenta anche il signor Zambelli della Lega. Ma Agnelli, che si era definito finto interessato, denunciò il fatto alla Lega e alla Roma.
Primi dell’inizio dell’incontro, il Presidente Sacerdoti scese negli spogliatoi lanciando un monito ai suoi giocatori: «Ragazzi, io vi dico una cosa sola: tra di voi c’è un traditore. Uno di voi ha cercato di vendere la partita alla Juventus. Ma badate: in tribuna ci sono tutti i maggiori dirigenti federali. Perciò state attenti a quello che fate!»

Moro giocò la partita in modo da annullare ogni sospetto, dimostrandosi tra i migliori in campo. La sera successiva Sacerdoti invitò tutti i giocatori nella sua casa  e rivelò che Moro era l’indiziato, tra lo stupore generale del diretto interessato.
Moro rivelò che da qualche giorno riceveva strane telefonate, alle quali non diede importanza, da parte del segretario della Lega Pierangeli che chiedeva a Moro che un suo cognato voleva un biglietto per la partita. Capì così che era sotto controllo. Tempo dopo, il caso fu archiviato dalla Lega.

Confessò di aver avuto, per due volte, richieste di truccare il derby tra Roma – Lazio della stagione 1953/1954. In entrambi i casi però Moro non intascò niente, se non 100mila lire per chiudere la bocca. Un altro tentativo di combine fu contro la Sampdoria, proposto da due calciatori doriani. Ma anche in questo caso, la partita non venne truccata.

Ormai Moro non godeva più della fiducia della società e viene ceduto al Verona dove chiude la carriera.

Muore a Porto Sant’Elpidio il 27 gennaio 1974.

Giuseppe Moro
Nome
Moro Giuseppe
Nazionalità
itaItalia
Posizione
Portiere
Squadra di provenienza
Sampdoria
Gara di esordio
Roma - Genoa 4-0
Data di esordio
13 Settembre 1953
Costo dell'acquisto
40 milioni di lire
Data di acquisto
Giugno 1953
Altezza
185
Peso
80
Campionati
Coppa Mitropa, Serie A
Stagioni
1953/1954, 1954/1955

Coppa Mitropa

StagioneClubGoalsPresenze
1954/1955Roma-92

Serie A

StagioneClubGoalsPresenze
1953/1954Roma-3527
1954/1955Roma-2928
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