Primavera: analisi di Roma – Ascoli 2 – 0

In un weekend ricco di scontri diretti, la Roma coglie l’opportunità di consolidare la sua posizione battendo per 2-0 l’Ascoli, ultimo in classifica. Il distacco sulla seconda ora è diventato di 3 punti, con la Sampdoria che sconfigge i nero azzurri, i quali dopo aver assaporato l’aria della vetta, ora distano 5 lunghezze.

La partita è stata meno agevole di quanto non dica il punteggio. La Roma ha sì dominato il match, schiacciando i marchigiani nella loro metà campo per quasi tutti i 90’ minuti, ma ha faticato a rendersi pericolosa con continuità. La difesa ascolana ha concesso i gol in uno dei rari momenti di appannamento, entrambe le volte con la squadra protesa in avanti, ed entrambe le volte a fine parziale.

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Primo Tempo

La Roma si schiera con il 3-5-2, i cui terminali offensivi sono Satriano e Tall. Non gli unici però, perché per la seconda partita consecutiva, Alberto De Rossi rinuncia a Podgoreanu sull’out di destra, mettendo al suo posto Ciervo. Con lui e Providence sulle fasce, la squadra assume sicuramente un atteggiamento molto spregiudicato, essendo entrambi più inclini alla spinta offensiva che alla attenzione difensiva. Per il resto, la formazione è invariata rispetto alla partita precedente.

La prima parte di gara vede una Roma dominare completamente l’avversario con il pallone. I tre difensori centrali sono costantemente con i piedi nella metà campo offensiva, aiutando il centrocampo nel giro palla e fornendo allo stesso tempo coperture per le iniziative individuali degli esterni. I due attaccanti eseguono movimenti coordinati per cercare di creare spazi in una metà campo intasata. Quando uno tra Tall e Satriano scende per offrire uno scarico al portatore di palla, l’altro cerca la profondità alle spalle della difesa.

I raddoppi continui sulle fasce, e il tempismo nelle chiusure, impedisce ai giallorossi di concretizzare il loro dominio, lasciando via via un po’ di campo ai bianconeri. Questi ultimi, si rendono pericolosi solo in un paio di occasioni intorno al 30’ minuto: la prima volta grazie ad una splendida iniziativa individuale di D’Agostino e nella seconda dopo una manovra ragionata, che permette al terzino sinistro Lisi di accentrarsi e concludere dal limite.

Con l’Ascoli che ha di poco riguadagnato terreno, la Roma ha più facilità nel rendersi pericolosa, sfruttando maggiormente gli spazi. E se tra Bove ed il gol si frappone la sfortuna, al 40’ è Providence (momentaneamente invertito con Ciervo, come spesso accade quando non si riesce a scardinare il sistema difensivo avversario) a rompere il pareggio. Sfruttando una palla persa nei pressi dell’area romanista, Providence parte in progressione dalla sua metà campo. Lisi, il suo diretto marcatore, si è imprudentemente accentrato per impedire la sponda verso il francese, lasciando il buco sulla sua fascia. Entrato in area Providence dribbla due uomini e serve Ciervo per un tap-in facile facile che vale il vantaggio.

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Secondo tempo

La ripresa inizia con ritmi decisamente più bassi rispetto all’avvio. Il cambio di equilibrio nel punteggio ha tolto delle certezze nella squadra marchigiana, che cerca di impostare fasi di possesso offensive senza però riuscire a creare difficoltà ai giallorossi. In tutto questo, sono proprio i padroni di casa che sfiorano nuovamente il gol. Nel weekend del ritorno al gol di Pellè, con una clamorosa rovesciata, è Tall a provare ad emulare la punta parmigiana, impegnando con una grande parata il portiere Bolletta.

Per il resto la partita non vive che di iniziative personali, ritmi ancora piuttosto bassi ulteriormente sfalsati dai molti cambi. Podgoreanu per Ciervo dona atletismo e maggiore attenzione difensiva per la retroguardia di De Rossi e Zalewski per Milanese rinvigorisce le forze in mezzo al campo.

Ed è proprio il capocannoniere italo-polacco, al rientro in campo dopo i problemi fisici, a chiudere i giochi sul finire della gara, rubando un pallone apparentemente innocuo a metà campo, e trasformandolo a rete dopo essersi lasciato il diretto marcatore alle spalle.

Bordocampo

Sulla carta, questa era la partita più semplice dell’intero campionato. L’Ascoli fino ad ora aveva collezionato solo 5 punti, frutto di due pareggi ed una vittoria (peraltro alla scorsa giornata) e per il resto, solo sconfitte. Va detto però, che questa poteva essere una prova di maturità per i ragazzi di De Rossi. Nelle ultime gare, il maggiore equilibrio tra le due fasi è stato il risultato di una minore efficacia offensiva, sicuramente rispetto a ciò che abbiamo visto in autunno, e in parte anche in questo scontro abbiamo notato questo trend.

Providence e Ciervo sono i veri creatori di gioco di questa nuova Roma, avendo l’onere e l’onore di spezzare i ritmi con i loro continui dribbling (sarebbe molto curioso risalire ai numeri di tentativi x90’ e % di riuscita) lasciando ai centrocampisti la responsabilità di cucire i reparti e solo raramente di dialogare proficuamente con loro.

“Non è detto che mettere più attaccanti garantisca più gol. Abbiamo provato questa disposizione ma, al di là dell’aspetto tattico, se tutti corrono si copre meglio il campo e si fa meno fatica… Giochiamo con tanti attaccanti perché ne abbiamo molti, vogliamo organizzare una squadra equilibrata”

Chissà se dopo la sosta la Roma riuscirà a continuare questo nuovo percorso indicato dal Mister, ma la sensazione è che il talento di questi ragazzi permette loro di indossare vestiti diversi a dispetto del contesto, e questo, nel calcio dei grandi, conta e come.

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