Primavera: analisi di Roma – Sassuolo

Terzo pareggio in campionato per la Roma, il secondo consecutivo per 1-1 dopo quello maturato la scorsa settimana contro la Sampdoria, tutti arrivati nel 2021, dopo la pausa forzata durata quasi tre mesi tra novembre e gennaio. Anche in questo caso, come nella partita precedente, i giallorossi vengono rimontati in pochi minuti dopo il gol del vantaggio, sempre nel secondo tempo. Il lungo stop sembra aver spezzato un po’ il magic moment dei ragazzi di De Rossi, che nelle sei partite disputate tra settembre e ottobre avevano inanellato sei vittorie consecutive, con 21 gol all’attivo e solo 8 subiti, mentre da quando si è ricominciato in 7 partite hanno conquistato solamente due vittorie, seppur molto convincenti, segnando 10 gol in meno e subendone 7 in tutto.

Il Sassuolo arrivava anch’esso da un pareggio per 1-1, contro il Genoa, quinto risultato utile consecutivo, con solo 4 gol al passivo, di cui 3 nello scontro pareggiato con l’Inter seconda in classifica.

Primo Tempo

Come la Prima Squadra, anche la Primavera in questa stagione continua a proporre un modulo con la difesa a 3, due esterni larghi e alti e un centrocampo folto e fluido a supporto dell’unica punta Lamine Tall. L’intenzione è sempre quella di dominare il gioco con il pallone nella metà campo offensiva, costruendo sin dal portiere e cercando lo scambio veloce sulla trequarti per disordinare le linee avversarie e trovare l’uomo migliore per la conclusione all’interno dell’area.

Il Sassuolo risponde con una difesa a 5 e tre uomini a centrocampo, che in fase di difesa bassa chiudono ogni spazio con le due linee molto strette e molto aggressive sui portatori avversari.

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I primi 20 minuti di partita vedono un Sassuolo iper aggressivo sul primo possesso giallorosso. Come contromisura, la squadra capitolina utilizza spesso la catena di destra per provare a risalire il campo. Difatti, in fase di costruzione, per resistere al pressing la Roma forma una linea a 4 occupata o da Vetkal (nominalmente mediano di destra), esordio dal primo minuto per il 2004 arrivato a gennaio, o da Podgoreanu (esterno destro), i quali compensano tra loro lo spazio lasciato alle spalle dell’esterno avversario. Una volta che il “terzino destro” riceve la sfera, cerca immediatamente lo scarico verso Tripi, che da play basso può o verticalizzare di prima, cercando la fisicità e lo sprint dell’esterno israeliano, oppure girare il pallone verso la catena di sinistra.

La prima occasione giallorossa arriva proprio su una transizione offensiva che parte da questo meccanismo e che trova Milanese, molto mobile sull’intera trequarti, sulla sinistra libero di ricevere e puntare la difesa per poi, una volta entrato in area, scaricare per Podgoreanu che termina il suo movimento accentrandosi e tirando da dentro i 16 metri.

Una volta che i ritmi si abbassano e con il Sassuolo in fase di possesso, la Roma difende portando Milanese di fianco alla prima punta per schermare il centro, cercando di indirizzare il giro palla verso l’esterno, dove uno tra Darboe e Vetkal esce in marcatura per iniziare l’aggressione, supportati dal limite naturale del campo. Bisogna dire che i movimenti non sono sembrati sincronizzati, concedendo in più di una occasione lo scarico verso il centro o direttamente verso una delle due punte da parte dei centrali.

Il primo tempo si conclude con la partita piuttosto bloccata, due squadre attente che non concedono occasioni, seppur con un atteggiamento molto diverso. Il Sassuolo, ad esempio non inizia mai l’azione dal portiere, che preferisce alleggerire sempre lanciando lungo, favorendo spesso la fisicità giallorossa che purtroppo però non riesce mai a trovare l’uomo meglio posizionato a ridosso dell’area avversaria, o per scelte sbagliate o per errori tecnici.

Secondo Tempo

Al rientro in campo Bamba sostituisce Vetkal. L’ivoriano classe 2002 si posiziona al posto di Milanese, che abbassa leggermente il suo raggio d’azione per iniziare la manovra, lasciando al compagno le responsabilità sulla trequarti. Questo accorgimento segue quello adottato negli ultimi dieci del primo tempo, con Alberto De Rossi che inverte i due esterni per provare a sbloccare il match attraverso diversi accoppiamenti. In effetti Ciervo si muove in maniera differente dal suo opposto. Tende ad accentrarsi molto di più puntando in dribbling l’esterno avversario, andando quindi poi a ricoprire il corridoio nel mezzo spazio di sinistra cercando le triangolazioni con Milanese (nel primo tempo) e Darboe che compensa tagliando verso l’esterno. Le uniche due occasioni della prima parte del secondo tempo sono proprio portate da due break sulla destra dello stesso Ciervo, che portano soltanto ad un tiro molto difficile di Milanese da posizione defilata in area di rigore dopo un bello scambio sulla trequarti.

Il Sassuolo sembra aver perso un po’ di grinta ed intensità nel pressing e nelle ripartenze, abbassando di molto il suo baricentro. Questo porta la Roma con tutti e tre i centrali di difesa oltre la linea di centrocampo a girare il pallone per schiacciare sempre più la difesa avversaria a ridosso della propria porta. L’azione più pericolosa infatti arriva da un passaggio di Feratovic in posizione molto avanzata che serve Tall spalle alla porta appena fuori dall’area, che chiude il triangolo con Milanese che aveva lasciato scorrere con grande intuito sul primo appoggio. Il cross in mezzo da posizione pericolosa viene spazzato dalla difesa.

La Roma continua a spingere anche con le sostituzioni. Providence prende il posto di Ciervo, occupando l’out di sinistra. Al primo pallone toccato, resiste al pressing nella sua metà campo, su rilancio con le mani di Boer, e parte in progressione evitando il recupero di un giocatore del Sassuolo. Entrato in area, dribbla in serpentina i due difensori che non sapendo più cosa fare lo stendono. A dimostrazione del grande impatto sulla partita, prende la palla e trasforma il rigore procuratosi. Ancora una volta l’ex-PSG dimostra di avere delle caratteristiche molto utili nella categoria U-19, con i suoi dribbling riesce a rompere il sistema di contromisure avversarie innescando scompensi e falle da sfruttare per lui stesso o per i compagni.

Ripreso il gioco, il Sassuolo si getta in avanti guadagnando un calcio d’angolo e, come da recente prassi, gol subito. Palla arcuata e profonda sul secondo palo, Ndiayè lascia colpevolmente l’uomo libero di fare la sponda verso il centro dove Flamingo, su cui Feratovic è in ritardo, è libero di insaccare in rete.

Gli ultimi 20 minuti di partita vedono una Roma che prova ostinatamente a costruire palle gol pulite senza riuscirci. Il Sassuolo, senza troppa fatica, anche grazie al subentro di Karamoko abilissimo a resistere al pressing in mezzo al campo per alleggerire la squadra e farla risalire, resiste agevolmente e imbrigliando le velleità giallorosse porta a casa un punto molto importante per la classifica.

Bordocampo

L’assenza del capocannoniere Zalewski sicuramente ha influito sulla scarsa lucidità ed efficacia offensiva, con Milanese che solo a tratti è riuscito a collocarsi in zone sensibili per dialogare con pericolosità con i compagni. Anche Darboe, utilissimo nelle fasi di non possesso e risalita, ha avuto difficoltà nella gestione del pallone in fase offensiva. Loro, più Tall, non sono riusciti in generale a sfruttare i vantaggi dalle rapide transizioni offensive sbagliando spesso le scelte o i gesti tecnici.

A fine gara il tecnico giallorosso si è mostrato giustamente contrariato per aver preso un altro gol su palla inattiva. La sensazione è che la squadra vada troppo in difficoltà nel gestire i momenti della partita in cui c’è la necessità di resistere al come back avversario. Forse anche il pensiero di dover asfaltare la categoria, dopo l’inizio stellare, può essere elemento di ulteriore pressione sulle spalle dei Primavera. Ma il talento c’è, il tempo e i punti anche, e la strada non è poi così impervia come sembra.

Daje Roma!

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