Quando il mondo cambiò per sempre

L’11 settembre del 2001 è una data che il mondo ricorderà in eterno. Per noi tifosi giallorossi doveva essere il ritorno della Roma in Coppa dei Campioni (concedetemi di chiamarla così), 17 anni dopo quella maledetta partita.

Eravamo forti e consapevoli della nostra immensa qualità. Totti, Batistuta, Samuel, Emerson, Cassano, Cafu, Candela, Montella, Delvecchio, Fabio Capello e quello scudetto sul petto. Ancora in città si viveva l’alchimia di quel 17 giugno. Qualche audace stava ancora festeggiando.

I più ottimisti guardavano già i voli per Glasgow, sede della finale di Coppa. A Roma arrivava il Real Madrid ma nessuno aveva paura. La Roma era forte, ma forte per davvero. Per noi, era la squadra più forte del mondo. La consapevolezza che si respirava quel giorno, purtroppo, non l’avremmo più provata negli anni a venire.

Era l’orgoglio di rappresentare qualcosa di invincibile. Eravamo i Campioni d’Italia. Toccava adesso conquistare anche l’Europa e poi il mondo. Non avevamo paura. Dovevano ancora arrivare il Manchester United ed il Bayern Monaco a traumatizzarci. Eravamo la Roma Campione d’Italia.

Guardavo su Roma Channel (allora si chiamava così) la rifinitura del Real Madrid del giorno prima. Non facevano paura. Eppure c’erano Raul, Figo, Roberto Carlos, Hierro, McManaman, Guthi, Makelele, Casillas e Flavio Conceicao. Noi, però, eravamo la Roma Campione d’Italia.

Era il primo pomeriggio quando un vicino mi dice di cambiare canale. Negli Stati Uniti stava accadendo qualcosa di sconvolgente. Scene da film, che nemmeno “Attacco al potere” o “Independence Day” erano riuscite ad immaginare. Tutto il mondo era attonito.

Le Torri Gemelle, il simbolo del potere economico mondiale, dissolte per sempre, colpite da due aerei kamikaze. Il Pentagono colpito da un altro aereo. Il Presidente sull’Air Force One, in volo, protetto dai caccia militari. Tremila persone che perdono la vita. Il più grande attentato terroristico della storia dell’umanità.

A 24 anni, da Campione d’Italia che non aveva paura del Real Madrid, mi scopro invece debole ed indifeso. Il mondo non sarà più un luogo sicuro. La Roma perde 2-1, ma la partita si gioca in un clima surreale. La gara non si doveva giocare. L’UEFA capisce l’errore e sospende le partite del giorno dopo.

Quell’11 settembre 2001 doveva essere la giornata dei Campioni d’Italia alla conquista del mondo. Resterà invece famoso per l’immane tragedia accaduta negli USA. 

Col passare degli anni la mia consapevolezza su quella tragedia è cambiata radicalmente. Ho capito che l’odio genera odio, la guerra genera altra guerra e non esistono buoni e cattivi. 

Da allora il mondo è cambiato per sempre, senza però cogliere il vero significato di quanto accaduto. Nella nostra mente resterà sempre quella sensazione di invincibilità, sconfitta non dal Real Madrid, ma da qualcosa di molto più grande.

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