Ripartenza Serie A – Chiacchierata in redazione

Torino-Parma 20 Giugno ore 19:30. Riparte il campionato di Serie A dopo un lungo stop. A pochi giorni di distanza 4 redattori di Febbre da Roma, con punti di vista spesso distanti, hanno provato a fare il punto della situazione, fra i dubbi legati alla ripartenza, le incognite future e, ovviamente, la Roma.

Ernesto: Ciao ragazzi! Siamo ormai agli sgoccioli, il campionato sta per ripartire dopo tante discussioni. Cosa ne pensate?

Manuel: La Roma ed il calcio in generale mi mancano, sarebbe ipocrita negarlo, ma recuperare il calcio senza poter vivere lo stadio temo possa essere una sorta di menomazione sentimentale.

Piero: Io ho preso una posizione chiara, netta e ben definita. Senza pubblico, non è calcio. Inoltre tutta la pantomima generata quando c’erano migliaia di contagi giornalieri. Il calcio ha fatto una figuraccia. Non mi ci ritrovo più. Per quanto mi riguarda, se non cambiano le cose, la stagione finisce quì.

Flavio: Al di là dell’aspetto economico, che alla fine ha prevalso nella scelta di riprendere a giocare, io penso che si sia sprecata una grande opportunità di “ripulire” un po’ l’immagine del calcio, sia italiano che europeo. Penso che una scelta coraggiosa in termini di annullamento della stagione, con conseguente arrivederci a settembre, evitando ritardi e rincorse che avranno ripercussioni importanti sui club e sui tifosi, sarebbe stato un bel segnale da dare.

Ernesto: Io ho sostanzialmente cambiato idea. Ero assolutamente contrario perché i troppi impegni insieme avrebbero rischiato di rovinare la prossima stagione. Guardando cosa è successo in Germania e la scelta fatta in altri paesi ritengo che il rischio vada corso e che si debba giocare. Spero non ci saranno troppi infortuni. A proposito non so se avete visto quella statistica in riferimento alla Bundesliga. Tasso di infortuni aumentato del 266% nella fase post Covid rispetto alla precedente.

Manuel: Se il dato sará confermato anche in Italia la Roma non riuscirà a mettere insieme 11 calciatori per scendere in campo.

Piero: Ma dal dopo guerra ad oggi, non era mai successo che i calciatori si fermassero per 3 mesi. Sarà uno stillicidio. Oltre al fatto che il campionato sarà totalmente falsato. Con la notizia della deroga alla quarantena, hanno definitivamente sancito la superiorità del calcio rispetto a tutti gli altri. Niente isolamento, niente distanziamento sociale. Un mondo a parte, di gente che si sente superiore a tutto. Spero, a questo punto, che ipocrisia per ipocrisia, facciano almeno entrare negli stadi noi abbonati.

Flavio: Io sono sicuro che vedremo tantissimi infortuni anche in Serie A. Così tanti match in poche settimane, per di più giocati a temperature più elevate del solito, metteranno a dura prova le rose delle squadre meno attrezzate o meno abituate a giocare ogni tre giorni. Con il rischio di falsare ulteriormente un torneo dalla credibilità già traballante.

Ernesto: A proposito di infortunati, la Roma ha avuto modo di recuperare pressoché tutta la rosa, tranne Zaniolo che però sarà pronto a breve. Un indubbio vantaggio.

Flavio: Sulla carta, la Roma è tra le squadre meglio attrezzate per la ripresa, ma è anche vero che per tutta la stagione ha dovuto fare i conti con tanti infortuni, e sembra difficile invertire questa tendenza alle condizioni in cui si giocherà. Ci vorrà oculatezza nella gestione dei giocatori da parte di Fonseca e tanta, tanta fortuna.

Manuel: Probabilmente la Roma è una delle squadre italiane ad aver tratto maggior giovamento dallo stop, di fatto si ritrova a lavorare con una rosa che non ha mai avuto durante il campionato fino ad oggi.
Giocatori come Zappacosta, Perotti e Pastore hanno fatto parte marginalmente della formazione titolare, ma se andiamo ad analizzare l’apporto che la società si aspettava da loro inizialmente parliamo di 3 titolari o quasi.

Piero: Io credo che la Roma non avrà grossi vantaggi. Oggettivamente, abbiamo gente che si infortunava anche con ritmi normali. Temo che adesso possa essere un disastro. Spero davvero di sbagliarmi.

Ernesto: La sensazione è che però questa fase così particolare con una breve preparazione, partite ravvicinate ed inevitabile turnover, con l’aggiunta del pubblico assente sugli spalti, possa cambiare le carte in tavola. E di fatto stravolgere ciò che nella fase pre-Covid sembrava essere una certezza. Voi cosa vi aspettate? Un torneo diverso dal punto di vista del gioco e magari anche dei risultati?

Piero: Sarà un terno al lotto. È tutto imprevedibile. Paradossalmente può vincere lo scudetto anche l’Atalanta, che dal punto di vista atletico ha dimostrato di avere non una, ma dieci marce in più rispetto agli altri.

Manuel: I valori delle squadre sono usciti fuori nell’arco del campionato, non mi aspetto grandi cambiamenti dovuti a fattori esterni, i cambiamenti che mi aspetto sono quelli che porteranno le partite ravvicinate e sarà privilegiato chi saprà fare una gestione della rosa corretta. In questo secondo me Fonseca è stato molto bravo nella parte di stagione già giocata e mi aspetto che, con una rosa con più alternative, qualche risultato migliore possa arrivare.

Flavio: In 12 partite potrebbe succedere di tutto. Mi aspetto qualche sorpresa all’inizio, ma alla lunga penso che le squadre dal tasso tecnico maggiore possano spuntarla senza grossi problemi, soprattutto in cima alla classifica. La lotta salvezza potrebbe essere più interessante, invece.

Ernesto: Torniamo alla Roma, che ci offre sempre molti spunti di riflessione, anche fuori dal campo di gioco. La trattativa con Friedkin si è al momento arenata e ci sarebbero altri investitori pronti ad entrare in società come soci di Pallotta. Secondo voi cosa succederà?

Manuel: È tutto troppo fumoso al momento per farsi un’idea chiara, ma a mio parere nel calcio di oggi il nome del presidente o le sue disponibilità cambiano poco o nulla nella gestione di un club, nel senso che finché la Roma fatturerà quello che fattura oggi, nella gestione del calciomercato, che poi è quello che interessa al tifoso medio, cambierà poco se il presidente sia Bill Gates o io, i soldi spendibili saranno sempre quelli e le necessità di fare trading coi giocatori rimarranno immutate.

Piero: Io faccio una previsione secca: la Roma cambia proprietario entro la fine dell’anno.

Flavio: Difficile dirlo. Personalmente, non nutro alcuna aspettativa a breve termine. Credo che un potenziale acquirente possa essere propenso ad aspettare almeno l’inizio della prossima stagione prima di fare un’offerta per un club dal futuro sportivo incerto come la Roma. Un risultato in più o in meno può stravolgere una trattativa, far desistere un soggetto o attirarne un altro. In ogni caso sono piuttosto fiducioso sulla possibilità che la Roma cambi proprietà.

Ernesto: Io ritengo che la Roma non sia società che rischi il fallimento come spesso si legge in giro. Rimane una società appetibile che, con uno stadio di proprietà, avrebbe risolto molti problemi dal punto di vista del bilancio.
In tema stadio credete, come molti, che, con la prossima elezione del sindaco, la pratica possa procedere più spedita?

Manuel: Purtroppo Roma è una città che vive e progetta quello che dovrà fare in base a fattori che poco entrano in ambiti di giustizia, legittimità o normalità, lo stadio ha messo in evidenza alcuni sistemi politici ed extra politici che durano da anni ed andrebbero rivisti e portati all’attenzione.
Il rischio fallimento della Roma credo esista solo su alcuni media e basterebbe una rapida lettura ad articoli di chi ci capisce di più se proprio non si vogliono andare a leggere i bilanci.
Per chi volesse approfondire consiglio vivamente di recuperare gli articoli del nostro Piero Farenti su Febbre da Roma sull’argomento.

Flavio: Concordo totalmente sul discorso fallimento della Roma e sulla necessità di costruire lo stadio, ma dubito che un avvicendamento in Campidoglio possa essere la mossa decisiva. Il problema è politico solo in parte: dietro alla realizzazione di un progetto come quello presentato dalla società ci sono interessi economici che non possono essere ignorati. Paradossalmente, lo stadio potrebbe essere il colpo di coda proprio di questa amministrazione. Questa, sì, sarebbe una mossa quasi esclusivamente politica.

Piero: Riguardo il discorso del fallimento, accolgo l’invito di Manuel a leggere l’articolo in cui mi sono espresso in maniera chiarissima sull’argomento. Come vedrete, il fallimento è un’ipotesi contro ogni logica. Lo stadio, ed anche qui mi sento di sbilanciarmi, avrà l’ok definitivo entro l’anno, con la Raggi candidata, non so se con il M5S, per il suo secondo mandato.

Ernesto: Intanto è tornato a parlare Pallotta in occasione dell’anniversario in panchina di Fonseca. Ma a tenere banco è il suo rapporto con Petrachi ed una possibile, inaspettata rottura. Qual è il vostro punto di vista? Siamo ad un ritorno al punto Zero?

Manuel: Spero ancora che i rapporti possano essere ricuciti, reputo Petrachi un ottimo direttore sportivo che ha iniziato un progetto tecnico molto interessante, interromperlo bruscamente vorrebbe dire ricominciare da zero ancora una volta.
Il presidente della Roma, così come i dirigenti ed i giocatori stessi a mio parere dovrebbero parlare il meno possibile sempre e comunque, gradirei una figura messa li apposta per parlare a nome della Roma e nessuna altra parola.
Non ricordo una sola volta in cui una dichiarazione di un tesserato della Roma abbia avuto uno strascico positivo per l’ambiente.

Piero: La vicenda di Petrachi sta gettando altra confusione sulla AS Roma. È vero che c’è chi non vede l’ora che accadano certe cose, per gettare fango, ma anche la società ce la sta mettendo tutta. Sarebbe ora di fare chiarezza. La comunicazione non è mai stata il punto forte della AS Roma, ma adesso si sta toccando il fondo.

Flavio: Per quanto mi riguarda, un’eventuale separazione da Petrachi sarebbe la conferma che Pallotta abbia intenzione di chiudere definitivamente i rubinetti e vendere la Roma il prima possibile. Il rischio, ovviamente, è che la Roma si deprezzi ancora di più. E se è vero che Pallotta ha già rifiutato un’offerta da oltre 570 milioni, mi chiedo se il rischio sia davvero calcolato. Per me si ritornerà a un vero punto zero solo con un cambio di proprietà. Da Sabatini a Petrachi, o a De Sanctis, se sarà lui il prossimo DS, c’è un evidente filo conduttore nelle strategie societarie.

Ernesto: Pedro, Vertonghen, Mandragora. Si parla già di mercato. Come credete si muoverà la Roma?

Manuel: Spero che si proceda scegliendo giocatori pronti, preferirei un Maicon ed un Keita a due giovani magari potenzialmente piú forti ma che per l’immediato non ti garantiscono nulla.
Spero vengano ceduti alcuni calciatori che reputo poco adatti o sopravvalutati e che vengano rimpiazzati con gente pronta da subito a dare il 100% del suo potenziale.
Vertonghen e Pedro mi piacerebbero, Mandragora credo sia interessante ma Cristante sarebbe un sacrificio che farei a malincuore nonostante capisca che con Fonseca tatticamente sia poco proponibile purtroppo.

Piero: Sarebbe già un bel colpo tenere Micky e Smalling. Ci sarà qualche scambio di plusvalenze, e Mandragora Cristante mi sembra ottimo per la Roma. Partirà uno tra Kluivert e Under, se non tutti e due. Serve un vice Dzeko. Spero che si possa trovare una sistemazione per Juan Jesus, Fazio, Pastore, Perotti. Inoltre Schick, Nzonzi, Olsen, Defrel, Gonalons, Coric e Karsdorp. Insomma, c’è un grande lavoro da fare.

Flavio: Sarà un mercato creativo. La scorsa estate sono arrivati calciatori di cui non si sapeva praticamente nulla fino a poche ore prima della firma, quindi mi aspetto sorprese in tal senso. In generale mi auguro che si trattengano Smalling e Mkhitaryan e che arrivino altri elementi del loro livello, perché abbiamo visto quanto calciatori del genere alzino l’asticella della Roma. Se dovessi fare un sacrificio in uscita, io cederei Under.

Ernesto: Zaniolo e Pellegrini su un progetto di 5 anni, integrando giocatori di esperienza e giovani talenti come Perez. Se la Roma dovesse cedere Kluivert ed Under non mi strapperei i capelli. Se la Roma confermasse Smalling e Miki sarei felice.

Manuel: Come dicevo prima la Roma ha calciatori sopravvalutati o ancora inespressi che non si puo’ permettere per vari motivi, Under e Kluivert a mio modo si vedere sono tra questi e sono tra quelli che cederei rimpiazzandoli con gente più affidabile.
Smallingg e Miki devono necessariamente far parte della base su cui costruire la Roma del domani insieme a gente come Zaniolo, Pellegrini, Mancini e Diawara.
Sarebbe opportuno creare un’ossatura forte e stabile per aprire un ciclo tecnico.

Flavio: Io Kluivert proverei a tenerlo un’altra stagione, mentre Under, come ho detto, ha già dimostrato cosa può e non può dare. Comunque direi che tenere Smalling e Mkhitaryan sia un primo passo per costruire una squadra che possa lottare con più continuità per la zona Champions.

Ernesto: Campionato, Europa League e poi di nuovo campionato. Come deve gestire le risorse Fonseca?

Manuel: Calcolando che ci saranno 5 cambi per partita sarà un pelo più semplice, la rosa della Roma è lunga e secondo me rispetto alle altre il fatto di avere molti impegni ravvicinati potrebbe essere un vantaggio invece che una cosa negativa.
Privilegiare una competizione sarebbe stupido, l’Atalanta gioca a duemila all’ora e potrebbe risentire dei pochi giorni di riposo, la corsa al quarto posto va quantomeno onorata, nulla è deciso o compromesso.

Piero: In linea teorica, la Roma, con la rosa che ha, non dovrebbe avere alcun problema a gestire sia le gare ogni tre giorni che la successiva Europa League. L’esperienza invece ci dice che la Roma, molto probabilmente, non riuscirà a reggere quei ritmi, perché diversi calciatori non hanno più l’integrità fisica per poter giocare a certi livelli. Temo proprio che il vantaggio della rosa sia esclusivamente teorico.

Flavio: Per profondità e completezza della rosa, magari anche con uno Zaniolo in più, la Roma è tra le squadre messe meglio ai nastri di partenza. Poi però c’è da fare i conti con la spiccata tendenza all’infortunio di tanti elementi della rosa, e su quello Fonseca può fare veramente poco. Penso comunque che lo vedremo far ruotare tanti elementi sfruttando proprio i 5 cambi, una delle migliori notizie legate a questa ripresa.

Ernesto: Siviglia di Monchi. Possibilità?

Manuel: 90% Siviglia, sono già passati, auguri a loro per il prossimo turno.

Flavio: Con tutti i dubbi legati alla ripartenza, dico 50 e 50.

Piero: Impossibile dirlo adesso. A fine Luglio vedremo in che condizioni sarà la Roma e ne parliamo.

Ernesto: E chiudiamo con un pronostico per Roma-Sampdoria.
Per me 1-0.

Flavio: 2-1

Manuel: 0-5

Piero: 0-0

Ernesto: Grazie ragazzi … e buon campionato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *