Roma, da dove ripartire

L’As Roma ha concluso da poco la sua ennesima stagione travagliata, fatta di alti e bassi ma che, alla fine, ci ha regalato un cambio di società che dona una timida boccata d’aria fresca in questa torrida estate capitolina. Tuttavia, il lavoro svolto dalla banda di Fonseca non è tutto da buttare, visto che il tecnico portoghese ha valorizzato, o confermato, le potenzialità di alcuni giocatori che dovrebbero diventare il punto fermo della nuova Roma targata Friedkin. Spesso l’acquisto più importante può essere proprio il trattenere un giocatore specifico, basti vedere quanto successo con Dzeko l’anno scorso. L’aver mantenuto il bosniaco come perno centrale della rosa, ha permesso alla Roma di avere un fuoriclasse assoluto in attacco, in grado non solo di fare reparto da solo, ma anche di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti del bisogno.

Lorenzo Pellegrini

Tra alti e bassi condizionati anche da piccoli problemi fisici, il nostro buon Lorenzo sta faticando più del previsto. Quanto è in condizione però si vede e lo notano anche i compagni, tanto che la media gol della squadra sale quando sta in campo. Dopo due anni sopra questa altalena, ci si aspetta il salto di maturità definitivo, quello che possa permettergli di esprimere finalmente il suo vero potenziale. Roma sa il suo valore, che va al di là dei milioni proposti dal PSG. Ora però serve blindarlo, con un rinnovo di contratto che non ne svilisca le capacità, ma che allo stesso tempo non pesi troppo a bilancio. I valori tecnici e tattici di Pellegrini sono sotto gli occhi di tutti, ripartire come prima cosa da un ragazzo romano e ROMANISTA sarebbe la mossa giusta per ridare il sorriso ad un ambiente che fa delle bandiere una vera filosofia calcistica.

Gianluca Mancini

Insieme a Smalling è stato perno della difesa di quest’anno, difficilmente lo vedremo andar via dopo una sola stagione. Il suo campionato comincia in sordina, ma si vede fin da subito che ha voglia di essere determinate. Rabbia, fisicità e grinta, tutto condito con una buona tecnica che gli ha permesso anche di aiutare la Roma a centrocampo. Avere lui nel rettangolo da gioco permette alla squadra di essere imprevedibile anche in fase di impostazione difensiva, visto che così ci si può non affidare unicamente a Kolarov. Senza il difensore inglese ritornato al Manchester United, occorrerà inevitabilmente affiancargli un compagno di reparto sicuro ed esperto, una guida in grado di portarlo alla costanza di rendimento e soprattutto alla maturità calcistica, visto che le potenzialità per diventare un difensore di livello europeo ci sono tutte.

Nicolò Zaniolo

Un fuoco indomabile, non facile da inserire in concetti e schemi ben precisi: lui è un trequartista, può fare benissimo anche l’esterno di destra, ma è al centro del campo che risulta essere più devastante e decisivo. Quest’anno ci saremmo aspettati da lui più abbracci, ma quel maledetto infortunio lo ha tenuto fuori dai giochi per quasi tutta la stagione. Al suo rientro è stato devastante esclusa la partita contro il Siviglia, dove tutta la Roma ha faticato. Adesso però è il momento di recuperalo al massimo: la gestione post infortunio di Fonseca è stata ottimale, visto che gli ha permesso di ricominciare a mordere il campo senza eccessiva fretta. Ormai a Roma ce ne intendiamo di crociati, e abbiamo visto con i nostri occhi come questo tipo di trauma possa riemergere con una certa continuità. Per fortuna Nicolò è giovane, corre e sta alla grande. Quest’anno è arrivato il momento di far brillare tutto il suo talento, mantenerlo e blindarlo a Trigoria sarebbe il più grande colpo della nostra estate.

Jordan Veretout

Il francese è arrivato nella capitale la scorsa estate in punta di piedi, a suon di prestazioni si è preso la Roma. Quando è assente il centrocampo traballa, fa muro davanti alla difesa e morde le gambe degli avversari anche con una certa tecnica. Durante la stagione ci ha deliziato anche con splenditi gol, ma anche lui sarà da aiutare. Nonostante sia stato determinante, affiancargli un centrocampista di livello sarà fondamentale per permettere alla rosa di fare un salto di qualità importante, che ci permetterebbe di tornare a competere per la Champions con più serenità.

Edin Dzeko

Il cigno di Sarajevo sarebbe da clonare, ma purtroppo ancora è impossibile. Di questa altalenante stagione come al solito tra i promossi c’è il bosniaco, che tuona la carica e si fa sentire nello spogliatoio, specialmente quando le cose non vanno. Uomini con questa personalità e grinta sono da tenere, soprattutto dopo un cambio societario che muta inevitabilmente gli equilibri interni. La figura rappresentata dal nostro bomber, un giocatore straordinario capace di segnare 106 gol in 5 anni, è qualcosa da mantenere come monumento all’interno di Trigoria. Oltre che un’indiscussa leadership a livello tecnico, potrebbe rappresentare anche una guida per i ragazzi più giovani e i futuri nuovi arrivati. Le ultime due stagioni sono state abbastanza chiarificatrici in tal senso: la Roma senza Dzeko fa fatica. E ti credo. Purtroppo questo dannato tempo passa per tutti, affiancargli un vice sarà fondamentale per permettergli di arrivare alle partite che contano nel miglior modo possibile.

L'amore per la Roma nasce da mio padre, quello per l'informazione da mia madre. Io ho preso il meglio da entrambi e l'ho messo al servizio dell'unica maglia al mondo.

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