Roma-Juve 3-4: vergogna, vergogna, vergogna!

Contro la Juve è arrivata una sconfitta davvero impossibile da digerire. Anche per noi, temprati dai vari Roma-Liverpool/Lecce/Sampdoria e compagnia cantante. Una Roma perfetta e padrona del campo per 70 minuti è riuscita nell’impresa mastodontica di lasciare l’Olimpico con zero punti in tasca nonostante i ragazzi di Josè Mourinho conducessero agevolmente sul 3-1. Questa volta non possiamo prendercela con l’approccio o con le scellerate decisioni arbitrali, come è stato nel ko con il Milan di pochi giorni fa. Stavolta la parola che racchiude nella maniera migliore la gara dell’Olimpico è solo una: VERGOGNA.

Roma subito avanti con Abraham, poi il pari di Dybala

La gioia di Abraham dopo il gol dell’1-0

Sarebbe bello parlare della prestazione di una Roma che aveva finalmente cominciato la partita con il giusto piglio, tanto ad andare in vantaggio all’11’ con Abraham (uno dei pochi a salvarsi) già nei primi minuti di gioco. Una gioia durata solo 7′ dopo il pareggio bianconero arrivato grazie all’invenzione di Dybala – perso da Veretout -, con un primo tempo che si chiude sull’1-1 anche a causa di una svista dell’arbitro Massa (e del Var) che non concede un rigore solare per fallo di mano in area di De Ligt.

Roma padrona del campo

La fantastica punizione di Pellegrini per il 3-1

Nel secondo tempo la Roma torna in campo e approccia bene, tornando avanti con Mkhitaryan dopo soli 3′ (decisiva la deviazione di De Sciglio) e trovando addirittura il tris al 53′ con una strepitosa punizione di capitan Pellegrini. Praticamente la copia di quella calciata da Totti in Roma-Inter 3-3 di quasi vent’anni fa. Qualunque squadra del mondo, anche la più scarsa, metterebbe in ghiaccio la partita controllando la fisiologica reazione degli avversari, ma non la Roma. No, i giallorossi decidono di smettere di giocare, ma senza pensare a difendersi e “parcheggiare l’autobus davanti alla porta“. La gara resta normale per altri 15′, fino al 70′, quando la squadra di Mourinho decide che deve arrivare l’inizio della fine.

Rimonta Juve

Il 4-3 di De Sciglio

Il neo entrato Morata, sulla destra, scherza un Ibañez che ormai sta viaggiando sui livelli di un Pivotto o un Dal Moro (per chi li ricorda), scivolando come un poppante su una mezza finta dello spagnolo. Va da sè che il cross al centro troverà Smalling e MaitlandNiles che dimenticheranno Locatelli, libero di insaccare di testa il gol del 3-2. E proprio le mani in testa di Smalling dopo il gol dovrebbero far presagire cosa accadrà nel giro di pochissimi minuti. Nel calcio è normalissimo prendere un gol – soprattutto con una difesa come quella della Roma -, meno entrare in uno psicodramma davvero incredibile e inspiegabile. Dopo 1′ arriva anche il 3-3 di Kulusevski, con una difesa schierata in maniera davvero imbarazzante. Fine del dramma? Macchè. Al 75′ De Sciglio – che non andava in gol da circa 1500 giorni – ringrazia la premiata ditta Smalling-Ibañez e insacca il gol del clamoroso 3-4.

Pellegrini fallisce il rigore del pari

La parata di Szczesny sul rigore di Pellegrini

Completato lo psicodramma la Roma ha l’occasione di pareggiarla e anche vincerla, visto che Massa (richiamato dal Var) concederà ai giallorossi un calcio di rigore per fallo di mano di De Ligt, poi espulso. Ed è qui che si raggiunge l’apice. Pellegrini, fin lì perfetto, decide di tirarlo in bocca a Szczesny, lisciando addirittura sulla respinta. Qui arriva la parola fine, perchè la Roma, nonostante gli ultimi 10′ in superiorità numerica, riuscirà solo a produrre un tiro dal limite fuori di poco. Fine dell’analisi, una delle più difficili mai fatte, resta solo una parola valida per tutti: VERGOGNATEVI.

Appassionato di calcio, quindi di Roma, dal 1987. Giornalista per passione, sin da quando con Paint disegnavo prime pagine con la Roma campione d'Italia.

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