Roma

Roma, Pedro e il trionfo della mentalità

Dopo le prime cinque partite della Roma possiamo dirlo quasi con certezza: l’acquisto di Pedro Eliezer Rodríguez Ledesma, noto come Pedro, è stato terribilmente sottovalutato. Magari qualcuno pensava che l’attaccante spagnolo classe 1987, arrivato in estate a parametro zero dal Chelsea, fosse planato nella Capitale per svernare e strappare l’ultimo contratto di una straordinaria carriera. E invece no, in sole cinque gare Pedro ha già fatto ricredere i suoi pochi scettici diventando subito uno dei titolarissimi di Fonseca.

Titolare fisso

Pedro è da considerarsi l’ultimo acquisto della Roma di James Pallotta, ma anche il primo di quella di Dan Friedkin. Arrivato in giallorosso il 25 agosto 2020 dopo un’operazione alla spalla sembrava che il suo campionato sarebbe dovuto cominciare direttamente dopo la prima sosta per le Nazionali. Nient’affatto, perchè Paulo Fonseca lo ha schierato già nell’esordio di Verona (0-0 sul campo, 3-0 a tavolino) piazzandolo subito vicino a Pellegrini e alle spalle di Mkhitaryan falso nove, ma quelli erano i tempi in cui Dzeko sembrava già destinato alla Juve. Ma alla fine il bosniaco è rimasto, e l’allenatore portoghese ha cucito subito un abito su misura al suo attacco con il tandem Pedro-Mkhitaryan alle spalle di Dzeko unica punta.

Mentalità

Con un gran gol a Udine da fuori area Pedro ha regalato alla Roma la sua prima vittoria in campionato, spiegando nel post gara come “Il campionato italiano è molto tattico, bisogna faticare per sbloccare le partite. Pensiamo una gara alla volta, ma il nostro obiettivo è quello di vincere sempre. Vogliamo entrare in Champions League e, perché no, provare a lottare per lo scudetto. È difficile, ma ci proviamo“. Questo è Pedro. Un calciatore che tra Barcellona e Chelsea ha vinto tutto quello che si poteva vincere.

Arrivare in una squadra come la Roma con questa mentalità non è da tutti. E dove non si arriva con il fisico o la tecnica ci si può arrivare con la testa e, appunto, la mentalità vincente. Ecco perchè servono “undici” Pedro. Un attaccante sul viale del tramonto… che arriva e piazza cinque presenze su cinque tra campionato ed Europa League dal primo minuto, con il record di kilometri corsi nell’ultima gara contro il Milan.

Appassionato di calcio, quindi di Roma, dal 1987. Giornalista per passione, sin da quando con Paint disegnavo prime pagine con la Roma campione d'Italia.

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