Roma Sparita: Giovanni Degni

So pochi i calciatori capaci di fare i 100 metri in 13 secondi netti. Ancora meno so in grado de falli con gli scarpini.
Ma farli con gli scarpini anni 20, pesanti mezzo kilo e con tanto de punta cementata é n’altra cosa.
Io ne conosco uno solo, Giovanni Degni.
E nemmeno dovrebbe, perchè Degni non fa l’ala, non fa il terzino, non dovrebbero esse gambe e polmoni il suo forte, lui é un centromediano metodista, che oggi detto cosí non significa nulla, ma che nel metodo usato negli anni 20 significava avecce palle e piedi, testa e coraggio.
Prendersi sulle spalle l’uscita del pallone ed il recupero dello stesso in un calcio che non ha pressing o coperture degli spazi, dove conta il cuore, davvero.
Per la storia della Roma Degni rappresenta il primo pallone toccato, il calcio d’inizio della prima partita, dal suo piede é iniziata la storia piú bella del mondo.
Giovanni Degni é il regista vero e proprio della prima Roma, di una squadra talmente identificata con la città di cui porta i colori da far venire la pelle d’oca a chi la ricorda ancora oggi.
In un Roma-Milan, un calciatore milanista entró malissimo su Degni, quasi rompendogli la gamba, poi si avvicinó e chiese scusa, dicendo di essersi confuso, che lui quell’entrataccia voleva farla, si, ma su Ferraris e che i due si somigliavano molto.
“Ah si? Era per Ferraris?”
“Si, scusami”
Degni si alza, carica la mano destra e stampa una cinquina in piena faccia al milanista: “Questa é da parte de Attilio”.
Espulso, ma sticazzi, quella era la Roma di quegli anni, ricca di uno spirito di squadra e di appartenenza che in qualunque altra società appena nata sarebbe stato fuori luogo, ma nella Roma no, perché la Roma nel cuore dei romanisti esiste da sempre, ha solo preso una forma più concreta nel 1927.
Ho avuto il piacere di farmi una chiacchierata con Stefano, il nipote di Giovanni, che mi ha raccontato molte cose, ma una non riesco a togliermela dalla testa, l’abitudine che aveva il nonno di portare due fiori, uno giallo ed uno rosso sulla tomba di Ferraris, ma senza il coraggio di avvicinarsi, si fermava prima e mandava il nipote a depositarli.
Un gesto di una bellezza e di un romanticismo sconvolgenti, che solo un romanista riesce a comprendere per quello che é nel suo significato piú profondo, perché Roma é questo, Roma é un gesto potentissimo fatto nel modo piú dolce che esista.

Nato nel Delaware per volere della Mafia di Boston, la sua istruzione é stata finanziata coi fondi neri della Massoneria. Il suo sogno nel cassetto é cambiare il cognome in Baldissoni.

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